sabato, 13 ottobre 2007,08:28
                                                                                cuffaromanifesto su cuffaro

Ragazzi, innanzitutto voglio scusarmi con voi, per il fatto che ieri non ho postato, e per il semplice fatto che ero reduce dalle cure in ospedale, che certamente non sono state leggere, anzi....

Non ero in gran forma, e per una volta ho preferito lasciar stare il blog, ma ora che mi sono leggermente ripreso, se così si può dire,ri-incominciamo.



Continuiamo con la rubrica “uomini (purtroppo) liberi, e stavolta parliamo di un uomo, una persona un po' particolare, che ancora non è stato giudicato in nessun grado di giudizio. Voi direte che fin quando non ce una sentenza, l'individuo in questione deve essere sempre considerarsi innocente, d'accordo. Però vedete ci sono anche persone che, soltanto parlando ti danno la sensazione, di quello che realmente sono, che nonostante i tuoi continui tentavi di recitare la presunta innocenza, alla fine tutto questo lascia spazio a discussioni che lasciano presagire che tu effettivamente sei coinvolto in quel tipo di reato, ma che al tempo stesso non te ne penti, e anzi dimostri che siccome tu ne hai combinate nella tua vita, rimarrai comunque ben saldo nella tua poltrona, perché nel nostro paese delle meraviglie funziona così. Il simbolo di tutto questo è sicuramente colui che sta governando indisturbato la Sicilia, il suo nome è TOTO CUFFARO.


Per incominciare però, raccontiamo un po' la sua storia, almeno nelle sue fasi salienti:


E un uomo che in pratica e stato cresciuto e coccolato nella DC Siciliana, prima da iscritto e poi da dirigente, nel 1980 e stato eletto a Raffadali, provincia di Agrigento, suo paese di nascita, dove ha rivestito la carica di capogruppo. Successivamente ha incominciato la sua carriera politica a Palermo, eletto come consigliere comunale, nel 94 diviene deputato del collegio di Palermo all'assemblea regionale Siciliana, e indovinate quale altra carica ha ricoperto quello stesso anno? Quello di VICE PRESIDENTE DELLA COMMISIONE ANTIMAFIA SICILIANA! E già ragazzi, quella antimafia che ora è presieduta da gente come Pomicino e Vito, ma di questo ci occuperemo prossimamente...


Ora continuando con il “meraviglioso” racconto del nostro totò, nel 96 e stato nuovamente rieletto, stavolta come deputato all'assemblea regionale Siciliana, e nella stessa legislatura, ha rivestito la carica di assessore per l'agricoltura e le foreste nei governi regionali dal 50imo al 54imo, e in particolare, partecipa al 52imo e al 53imo governo regionale in quota al centro-sinistra, e in entrambi il buon toto e assessore all'agricoltura e foreste. E pensate che lo stesso centro sinistra pensa di candidarlo come sindaco di Palermo, poi però toto rifiuta la proposta, e ritorna nel suo ovile, cioè nel centro destra e nel CDU. E infatti nel Luglio 2001 viene premiato il suo ritorno, con la poltrona di presidente della regione Sicilia, poltrona che ha poi mantenuto ben salda nelle elezioni 2006 vincendo le elezioni contro Rita Borsellino.


Però che bella carriera politica ha fatto il buon totò, e indovinate chi è stato il suo maestro e mentore? Lillo Mannino, politico Siciliano DC, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, e altri reati..


Però!. In questi casi si dice che chi incomincia e a metà dell'opera! E infatti il buon totò si mette in testa di fare meglio, ma MOOOOOOOOOOOOOOLTO meglio del maestro!


Infatti,dopo la sua prima presidenza nella regione, viene immediatamente sospettato di concorso in associazione mafiosa, in particolare di aver allacciato rapporti con le famiglie mafiose di Brancaccio, un quartiere di Palermo.


E secondo gli stessi inquirenti, Totò, in collaborazione con Domenico Miceli, quest'ultimo già assessore UDC nel comune di Palermo e condannato a 8 anni per associazione mafiosa(ma pensa un pò!), aveva rapporti molto stretti con il boss Giuseppe Guttadauro, che peraltro era anche il suo medico, e seguendo le intercettazioni fatte in casa Guttadauro, si scopre i due avevano praticamente i rapporti più che stretti con lo stesso Cuffaro, anzi, secondo la perizia presentata in tribunale durante il processo Miceli, si confermano le varie testimonianze, che affermano che la moglie di Guttadauro, da il merito al fedele totò per il ritrovamento delle microspie in casa loro. Ma non finisce qui! Infatti Cuffaro, non soddisfatto e anche indagato per affari illeciti insieme all'imprenditore Siciliano,Michele Aiello, quest'ultimo peraltro indagato anche lui per associazione mafiosa

.

Nel settembre 2005, Totò e stato iscritto ufficialmente nel registro indagati, con il reato di associazione mafiosa, e secondo il GUP, ci sono addirittura le prove che Cuffaro e Aiello, si incontravano molto spesso, in zone isolate, e lo stesso totò, informava il suo amico dello sviluppo delle indagini che lo riguardavano, ma avvisava anche che le sue due “talpe” che aveva nella questura, erano state entrambe scoperte. Totò per la cronaca si è difeso dicendo che si parlava solo di tariffe, vabbè, ma allora perché in un luogo isolato e non in ufficio?


Ancora, nel 1991, lo stesso Cuffaro incontra Angelo Siino, che però allora era solo un consigliere comunale Democristiano, e ne chiese i voti, secondo la difesa i due parlavano solo di consulenze, e Totò successivamente disse, una volta accertate l'appartenenza mafiosa di Siino, che non sapeva che quest'ultimo era mafioso e che in realtà pensava che costui fosse un pilota, magari la prossima volta Totò per prendere i voti da un pilota, farebbe meglio ad andare a Maranello nella sede della Ferrari, magari può farsi prestare l'aereo di stato da Matella.......


Voi dite che fin quando l'imputato non è stato condannato c'è sempre la presunzione di innocenza, giusto? Bè in questo caso si può tranquillamente dire Totò non fà nulla per dichiararsi innocente, anzi....


Gli esempi, soprattutto televisive, c'è ne sono a go go, ancora oggi mi ricordo quella sua apparizione ad anno zero dove si mette la coppola, facendo degli atteggiamenti e discorsi da vero mafioso o quando andò da Celentano attaccando Falcone e il pool anti-mafia e non era certo la sua prima volta e tante altre “prodezze....


Ma il buon Totò non si fa mancare nulla, nemmeno la casta, facciamo degli esempi:


nel campionato 2005-06 le squadre Siciliane che giocavano in serie a, Palermo, Catania e Messina, hanno avuto in “regalo, dalla regione di Cuffaro, una somma pari 105.492 euro di soldi pubblici, chissà come saranno stati contenti i tifosi delle rispettive squadre. Per non parlare poi delle spese assolutamente folli fatte per costruire le varie “case Sicilia”, delle specie di consorzi Siciliani costuite in giro per il mondo, che secondo Totò dovevano far vedere al mondo il vero volto della Sicilia, E non dimentichiamoci i soldi spesi per i suoi sfizi personali, le auto blu, gli stipendi dei dipendenti raccomandati, ecc.


Insomma ragazzi, su Totò ci si potrebbe dire ancora tante cose, magari si potrebbe dire che è uno che “c'entra” sempre, come il motto del suo partito, su questo non c'è alcun dubbio...


Ora per concludere, vorrei farvi vedere due filmati che riguardano da vicino il nostro Totò Cuffaro:


Questo, e un Cuffaro giovanissimo,era il 1991 ma che già fa capire cosa sarebbe diventato, attaccando Falcone e Borsellino

 

 


 




 


Quest'altro invece fa vedere dov'era Totò durante la commemorazione della morte di Giovanni Falcone

 

 Se volete segnalarmi qualcosa per la rubrica "uomini(purtroppo) liberi, potete segnalarmelo scrivendomi una mail a: libero83@splinder.com

 

 

 

martedì, 02 ottobre 2007,08:36
                                                                                                              dell

Bene ragazzi, da oggi aprirò una nuova rubrica, si chiama uomini (purtroppo) liberi, cioè tutti quegli uomini che non solo sono liberi come l'aria, ma nonostante pesanti sentenze, al tempo stesso coprono le poltrone del potere. Ma attenzione però, ci sono anche uomini che, sebbene non siano ancora stati giudicati, di fatto dimostrano di essere colpevoli anche solo con le parole o con le loro gesta.


Quest'oggi cominceremo con un'ominide molto simpatico, Marcello Dell'Utri.


Che Dell' utri e il nano siano grandi amici fin da quando si sono conosciuti in un'università di Milano, e che lo stesso Dell'Utri sia stato di fatto il fondatore del più grande partito d'Italia, il più grande in tutti i sensi, come elettorato ma anche il più misterioso d'Italia, e cioè forza Italia.


Per la cronaca il simpatico ominide fondatore ex bancario, e stato condannato non con una, ma due sentenze.


La prima a Palermo, condannato a 9 anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. E nelle motivazioni della stessa sentenza, si fanno spesso riferimento ai suoi rapporti con il noto boss mafioso Francesco Virga, uno dei cossidetti “Gotha” di cosa nostra, e a proposito dei rapporti con l'organizzazione la sentenza dice chiaramente


"la pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici".


Leggendo ancora la sentenza, si nota anche, o che lo stesso fondatore di forza mafi..scusate Italia,
abbia anche avuto anche altri rapporti d'amicizia con boss del calibro di Bontate, Teresi, Mangano e Cinà, ma soprattutto si fa notare il suo ruolo di costante mediazione tra Cosa Nostra e gli ambienti imprenditoriali e finanziari milanesi con particolare riguardo al gruppo Fininvest, e senon mi sbaglio il proprietario era un certo nano venuto da Arcore....


e continuando ancora con la lettura delle motivazioni della sentenza, si scopre che l'assunzione del famoso “stalliere” Vittorio Mangano, in realtà e servita come "funzione di 'garanzia'" svolta nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, adoperandosi per l'assunzione di Vittorio Mangano presso la villa di Arcore dello stesso Berlusconi”, tutto questo nonostante che “lo stesso Mangano sin dai tempi di Palermo (e, anzi, proprio per tale sua qualità), ottenendo l'avallo compiaciuto di Stefano Bontate e Girolamo Teresi, all'epoca due degli uomini d'onore più importanti di Cosa nostra a Palermo".


C'è poi un punto della sentenza che a me personalmente lascia molti interrogativi, e cioè la mancante collaborazione di un'animale che di nome fa Giovanni Brusca, cioè l' autore del orribile omicidio del figlio del boss Di Matteo, sciolto nell'acido... In questo caso si fa chiaro riferimento ad un mancato e " spontaneo e leale contributo all'accertamento della verità, sostanzialmente cercando di consegnare alle parti processuali elementi di valutazione nell'uno e nell'altro senso, evitando di accusare direttamente l'imputato, pur indicando parecchi dati utili al pm, aiutando la difesa ma alzando pericolosamente il tiro molto in alto, alludendo pesantemente a contatti diretti tra Mangano e Berlusconi nel 1994 ed indiretti tra quest'ultimo ed amici del boss di Porta Nuova".


E lo stesso collegio arbitrale conclude dicendo: "Non è dato sapere quale sia stato il motivo di questo atteggiamento del collaborante; sta di fatto che il Collegio, a fronte di tutte le risultanze probatorie acquisite, non ritiene di poter considerare le dichiarazioni di Giovanni Brusca come un valido ed affidabile contributo alle tesi in difesa del senatore Marcello Dell'Utri".





Insomma, una sentenza che dice tante cose su questo meraviglioso uomo venuto dal nulla.


Attenzione però, perché il nostro Marcello ha voluto fare di meglio, perchè ha sulle spalle addiritura una seconda sentenza del tribunale di Milano, condannato a due anni di reclusione insieme al boss Vincenzo Virga (toh, guarda chi si rivede!) ai danni Vincenzo Garraffa.


All'epoca dei fatti, cioè negli anni 90, il buon Marcello era amministratore di Publitalia, il suo amico Virga capo di Cosa Nostra a Trapani e Garraffa presidente della Pallacanestro Trapani.



Dell'utri, secondo le indagini, vantava un presunto credito di oltre 700 milioni di lire per una presunta collaborazione di un contratto di sponsorizzazione, Ma lo stesso Garaffa lo ha gentilmente mandato a quel paese.



Di tutta risposta, i due hanno avuto un secondo incontro a Milano 2, una specie di mondo immobiliare di cemento costruito dal nulla da un certo nano sbucato dal nulla, dove lo stesso Marcello, da bravo soldatino di cosa nostra, cercava di convincerlo a pagare, perché, e queste sono parole del buon Marcello “abbiamo uomini e mezzi per convincerla a cambiare opinione”. Lo stesso Garaffa, poi ricevette la visita, stavolta a Trapani, del boss Virga, e di un' altro signore che stavolta si presentava come il braccio destro di Berlusconi che li proponevano un'”accordo tra gentiluomini”. Ma Garaffa tenne duro e andò a denunciare tutto. Ma come accade tante, anzi quasi sempre, questi grandi uomini che hanno avuto il coraggio di denunciare questo veleno chiamato mafia, compresi i loro compari pseudo imprenditori o politici, venne puntualmente lasciato solo, e screditato puntualmente dal giornale servitore del nano, apuunto “il giornale” e guarda un po' che caso è stato rifiutato il suo invito proprio all'ultimo minuto di una puntata del Maurizio Costanzo show dedicato proprio alla lotta alla mafia, oltre a essere fuori dal mercato imprenditoriale e pubblicitario.



Specificando che la prima sentenza e soltanto di primo grado, e tenendo ben presente che purtroppo l'ominide Marcello può ancora difendersi (giudici, tenete duro!), sono comunque due sentenze che fanno ben capire con chi abbiamo a che fare:Un'ominide condannato alla galera essere libero come l'aria e che da buon pseudo politico condannato, puntualmente scalda la sua bella poltrona, in quella specie di poggio reale chiamato parlamento.



Ora per concludere, vedete questo filmato, è un'intervista di Piero Chiambretti, proprio a lui, capirete ancora di più chi è Marcello Dell'Utri.....

PS: chi vuole mandarmi segnalazioni per questa rubrica, mi mandi un'e-mail a :

libero83@splinder.com, oppure lasciando un commento