Per la serie “più di prima peggio di prima!”. La nostra cara meravigliosa istruzione made in Italy”. E tutto meravigliosamente come prima: Esami truccati alle università, raccomandati pseudo insegnanti che costringono al precariato quei bravi insegnanti che sanno fare veramente il loro lavoro, poco rispetto delle regole come il caso del mancato spegnimento dei cellulari durante le lezioni, allagamenti a scuola, bulli che mandano le loro prodezze su you tube! UAO! Che meraviglioso inizio, certo le nuove generazioni potranno fare il pieno di cultura moderna, forse gli studenti, una volta cresciuti si adatteranno meglio a questa Italia che sta affondando, cosa che io invece non sono capace di farlo, perché credo che il nostro paese, così come la nostra pseudo-istruzione possa ancora rinascere dalle ceneri, nonostante tutto il marciume che ci circonda ho ancora energie da spendere per crederci, per credere che i nostri figli possano veramente gettare le basi per ri costruire l'Italia, ma evidentemente chi gestisce l'istruzione la pensa al contrario, forse sono io che non ho capito niente.
Poi riflettendo ci sono delle interessanti novità: il carissimo ministro Fioroni ha reintrodotto el tabelline! Ebbene sì, ecco quello che ci vuole per far rinascere le menti dei nostri figli. Ovviamente chiedere di introdurre come materia il rispetto ai valori della vita e alla legalità è chiedere troppo. Ma il buon Giuseppe, padre di famiglia, ha fatto di meglio, ha infatti ridotto al 50% le ore dedicate agli insegnanti di sostegno, cioè quegli insegnanti che svolgono un ruolo importante nell'istruzione, magari soprattutto ai ragazzi diversamente abili, che per tanti motivi non possono esprimere le loro possibili potenzialità, ma evidentemente il sergente dell'istruzione Fioroni si è adeguato ai tempi moderni, e ha deciso che i ragazzi portatori di handicap possono avere considerazione soltanto nei filmati di youtube, quando i geniali bulli li maltrattano.
Ora, vi propongo una lettera presa da repubblica.it dove la mamma di Luca, un ragazzo portatore di handicap scrive una lettera al sergente dell'istruzione:
Ill. mo dott. Fioroni, chi le scrive non è una delle venti donne più potenti della Terra. Chi Le scrive è soltanto una mamma, la mamma di Luca. Un bambino che - senza mascherarsi dietro il politically correct - è un bambino ritardato. Proprio così: Luca è bello, fisicamente perfetto ma "non ci arriva".
Finché ha frequentato la Scuola Materna, tutto era come velato. "Si farà", mi dicevano le sue insegnanti. Ed io un po' ci ho creduto. Quando poi è giunto il momento di iniziare la scuola Elementare, la neuropsichiatra che lo ha in cura da qualche anno, mi ha consigliato di presentare domanda per un insegnante di sostegno. E così lo scorso anno scolastico a Luca e alla sua classe è stato assegnato un insegnante in più che ha svolto un ottimo lavoro: Luca alla fine dell'anno sapeva distinguere le lettere dell'alfabeto e scriverle in stampatello.
Tutto insomma sembrava procedere bene finché io e gli altri genitori del GLH, ossia Gruppo Lavoro Handicap, siamo stati informati degli imminenti tagli della Finanziaria alla scuola e in particolare alle ore per gli insegnanti di sostegno. Attoniti, abbiamo chiesto spiegazioni alla Dirigente: i nostri figli non riceveranno più la stessa copertura dell'anno scorso, nei dettagli ancora non si sapeva. Ci ha consigliato di attendere luglio per eventuali sviluppi, e noi abbiamo diligentemente aspettato. Poi a luglio ci ha consigliato di attendere settembre e noi abbiamo atteso. Finché il 10 settembre, primo giorno di scuola, mi viene confermato che le ore di sostegno per Luca sono state ridotte del 50%.
Gent. mo Ministro, Le faccio ora il classico conto della serva: Luca frequenta la scuola per quaranta ore settimanali, ma verrà seguito in modo particolare soltanto per undici. Nelle restanti ore verrà preso in carica dalle insegnanti di classe che hanno già ventidue bambini. Ormai è palese per tutti gli italiani: nell'odierna società non c'è destra né sinistra che tenga: contano solo potere e denaro. Ma io che non sono né ricca né potente e che con dignità voglio permettere a mio figlio di studiare senza incatenarmi al cancello della scuola, che cosa posso fare per offrirgli un futuro se non posso neppure garantirgli l'istruzione elementare?
Io che sono solo una mamma, la mamma di Luca.
Ivana Leone
Milano
Ma il buon sergente Giuseppe, padre di famiglia ha immediatamente replicato:
Gentile signora,
sono un padre e sono un medico e anche per questo leggo con dolore la situazione che Lei denuncia. L'anno scorso, pur dovendo mettere mano a una pesante situazione di finanza pubblica, che ha determinato un'azione di contenimento in tutti i settori, ho però dato direttive precise ai direttori regionali di salvaguardare in ogni caso, nel pieno rispetto della legge, il sostegno ai diversamente abili.
So bene che rispetto alle esigenze complessive dell'integrazione anche queste misure non sono state sufficienti ad assicurare tutte le aspettative, come la sua lettera testimonia. Però voglio anche assicurarle che, in questi giorni di ripresa dell'anno scolastico, è in corso una ulteriore verifica da parte dei direttori scolastici regionali per garantire a tutti ciò di cui hanno diritto secondo le reali necessità.
I bambini diversamente abili hanno diritto ad avere un loro progetto su misura, adatto a ciascuno a seconda del problema, un percorso individualizzato che vada anche oltre la scuola. L'insegnante di sostegno, secondo quanto prevede la legge, viene assegnato alla scuola come sostegno agli altri insegnanti curricolari ed è la scuola, insieme al territorio, che deve mettere in atto tutte le risorse per realizzare a pieno l'integrazione. Ma è un'azione che deve vedere coinvolti tutti i docenti della classe e le altre figure professionali specialistiche che devono essere assicurate anche da enti locali, Asl e dal territorio in un lavoro comune e condiviso, senza lasciare da sola la scuola.
L'integrazione dei diversamente abili è una delle cifre distintive della scuola italiana, una delle più avanzate in Europa e non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare a questo primato.
Proprio per questo sono certo che anche Luca troverà presto ciò di cui ha bisogno, come la legge prevede, proseguendo e confermando la linea della scuola italiana di riconoscere l'integrazione degli studenti diversamente abili come condizione imprescindibile di civiltà e di qualità.
Giuseppe Fioroni
Ministro della Pubblica Istruzione
Traducendo meglio la risposta significa, taci e subisci.
Insomma, chi vuole che la scuola rimanga così comè sta sicuramente esultando, gridando “più di prima meglio di prima!”
Oppure nonostante ciò voglio credere che le nostre future generazioni possono veramente svegliarsi dal torpore, e la nostra istruzione possa veramente rinascere e magari la scuola diventare veramente luogo di integrazione e cultura aperta a tutti, basta volerlo, altrimenti non avrei mai fatto quella famosa lettera agli alunni.
Anche per citare l'ultimo post di Alessandro74, per capire del perchè l'università funziona così male, bisogna andare a vedere come funzionano le nostre scuole elementari, medie e superiori, tutto ha un principio.
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