martedì, 18 dicembre 2007,10:14
                                                                         beppe alfano

Sonia Alfano ancora oggi non si arrende, anche se sa di essere sola nella battaglia alla ricerca dell'omicidio di suo padre Beppe, avvenuto l'8 gennaio del 1993. Ancora oggi, molti hanno il coraggio di dire che è stato un delitto a sfondo passionale, così lo si uccide due volte. Beppe ha avuto il merito, non solo di aver raccontato le attività mafiose a Barcellona pozzo di gotto, in particolar modo, quella del clan Santapaola, ma anche quello di aver parlato dei soliti legami con la politica, come al solito un tutt'uno con cosa nostra. Dal 93 ad oggi, non è cambiato niente, anzi, col passare degli anni, cosa nostra è entrata a palazzo chigi, mafia e politica sempre più unite a braccetto, e noi Italiani oramai abituati a tutto questo marciume, e a tutto ciò aggiungo anche le solite “talpe” nella magistratura.


Ora quello che vi propongo, è l'intervento che Sonia ha fatto alla manifestazione anti mafia, “Break the Mafia”, che si è svolta al teatro Carcano di Milano. Vedete il video del suo intervento, ne ha per tutti.

 

 

 

 




sabato, 27 ottobre 2007,08:59
 nicola callipari

Alla fine è stato ucciso due volte,Nicola Callipari, prima nominato (giustamente) un'eroe per aver sacrificato la sua vita per salvare quella di Giuliana Sgrena, appena liberata dal sequestro, poi però ucciso una seconda volta dalla giustizia Italiana, questo per “difetto di giurisdizione” che poi si può tradurre in un “gli amici Americani non si toccano”.... Come purtroppo tutti noi già sappiamo è successo che Calipari, la Sgrena e l'autista che guidava l'auto,mentre stavano proseguendo per la strada che conduceva verso l' aeroporto, sono state vittime della follia, in quel maledetto check point, dei soldati Americani, tra cui Mario Lozano, e come già sappiamo Nicola Callipari ha sacrificato la sua vita per salvare quella della giornalista.


Ma come già tristemente sappiamo, l'altro ieri la corte d'assise alla fine ha deciso che il processo a Lozano non si farà, questo per “difetto di giurisdizione”, che come già detto significa che dovranno essere gli Americani a processare il soldato responsabile della tragedia, come ben si sa, i terroristi democratici hanno deciso di non processare Lozano, perché d'altra parte il buon Mario ha solo fatto il suo dovere.....


Ieri sera c'è stata la puntata di “primo piano” su rai 3, il programma d'approfondimento del tg 3, dove oltre al conduttore Maurizio Mannoni c'erano oltre a Giuliana Sgrena, anche la vedova di Nicola Callipari, Rosa, che ben sappiamo ha chiesto al presidente Napolitano la restituzione della medaglia al valor civile, e in collegamento dagli States Giovanna Botteri. In quella stessa puntata c'è stata anche un'intervista allo stesso Mario Lozano, ovviamente raggiante per il fatto di aver commesso l'omicidio ma che nonostante ciò non sarà punito, per la serie ingiustizia è fatta, gli Americani non sono stati toccati, in poche parole si è seguita una procedura standard, quella chge io chiamo in Inglese “don't touch America”.....


Attenzione però, c'è già stato un precedente molto simile a questo, se vi interessa saperlo cliccate qui


 

sabato, 20 ottobre 2007,11:55

Per poter approfondire la questione, sono andato a vedere poi su cosa bisogna fare per iscriversi al ROC, tu praticamente sei costretto pagare per aprire un blog, e questa la cosa che mi fa ancora più arrabbiare!



Per eliminare questo ennesimo marciume, che ricordiamo a stato approvato dal consiglio dei ministri sia a destra che a sinistra(per la serie l'unione fa la forza...) passate sul blog di meglioliberi e firmate la petizione.


 

La nostra pseudo politica ha fatto la sua ennesima prodezza, non ho voglia di commentare perché questi omini pseudo Fascisti o pseudo comunisti, le loro prodezze non meritano alcun commento da parte mia, non ho proprio voglia di commentare.


Al mio posto però lascio spazio più che volentieri a uno dei più grandi “dittatori” che la storia ricordi, peccato però che sia esistito solo al cinema.....

 

 

 

mercoledì, 17 ottobre 2007,08:56

                                          piccolo                   

                                                       

 

 

Ragazzi, è sono stati due giorni molto intensi per quanto riguarda la lotta alle mafie, questo per 3 eventi che li vedono direttamente coinvolte, sia a livello politico che criminale, andiamo con ordine.


Lunedì, come ben saprete, ci sono stati due notizie riguardante entrambi l'ambito giudiziario, uno a Palermo, mentre invece l'altro negli Stati Uniti.


Cominciamo con la richiesta di 8 anni di reclusione per Totò Cuffaro da parte del procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, e secondo quest'ultimo, c'è la prova evidente che è stato proprio lui ad avvisare i boss di Brancaccio della presenza di microspie nei loro appartamenti, mna dall'altra parte, delle prodezze del buon Totò, ne abbiamo già parlato.....


Di tutta risposta però Cuffaro, e comunque ottimista sulla sua buona uscita dal processo, ma talmente ottimista, che sembra che abbia fatto un brindisi a casa sua con alcuni suoi fidati amici, questo perché, secondo lui e i suoi legali, ci sarebbe una netta spaccatura tra gli stessi giudici, con alcuni che lo vorrebbero con l'accusa per favoreggiamento a cosa nostra, mentre altri vorrebbero includere anche l'accusa di favoreggiamento, e questo, secondo sempre Totò e i suoi legali, favorirebbe la richiesta di trasferimento del processo “per leggitima suspicione”, e quindi con altri ritardi, e con la probabilità che la prescrizione, come al solito, salvi l'imputati, e di esempi c'è ne sono tanti, soprattutto di eccellenti, vedremo come si evolverà la cosa.


Poi però, dall'altra parte del mondo, negli States, accadeva che il giudice Sitgraves, abbia rifiutato l'estradizione in Italia, per Rosario Gambino, cugino di Carlo e membro di una delle 5 famiglie Mafiose più potenti degli Stati Uniti. I Gambino hanno una lunga storia di criminale alle spalle, e hanno avuto anche forti relazioni con i parenti in Sicilia, soprattutto hanno avuto un ruolo determinante nell'esportazione della droga raffinata in Italia, e poi trasferita nel mercato Internazionale, quel giro di droga, che l'FBI chiamerà “pizza connection”, e in tal senso, per cercare di contrastare questo enorme giro d'affari, è stato determinante la collaborazione tra polizia Americana e Italiana, e tra questi, hanno collaborato anche Rudolph Giuliani e Giovanni Falcone.


Ora però torniamo alle motivazioni che hanno portato al rifiuto del giudice di estradare Gambino in Italia, questo perché secondo il giudice, “il gambino in Italia sarebbe sottoposto al 41 bis, una tortura per i detenuti”... Allora , innanzitutto bisogna dire che queste parole fanno un po' impressione, visto che considerato che negli States, oltre ad esserci ancora la pena di morte, i detenuti spesso vengono trasferiti in carceri tipo Guantanamo, e da lì subiscono una serie infinite di VERE torture, e poi innanzitutto, il 41 bis sono semplicemente una serie di regole, applicate a criminali particolari, come gli stessi mafiosi oppure terroristi, che portano alla sospensione delle normali regole di trattamento dei detenuti in casi eccezionali di rivolta o di emergenza per gravi motyivi di ordine pubblico, dal rafforzamento delle misure di sicurezza, fino all'esclusione degli eventuali benefici, quindi come voi ben vedete, qui la tortura non c'entra proprio NIENTE!



Ma ora passiamo all'altra faccenda che vede stavolta un pentito che s i è suicidato proprio nel giorno dell'anniversario dell'omicidio, avvenuto a Locri del medico Francesco Fortugno, ucciso dall' N'drangheta, durante la preparazione delle primarie dell'Unione in Calabria.


Il pentito in questione, si chiamava Bruno Piccolo, e da tempo viveva sotto scorta, con un'altra identità a Francavilla al mare. Piccolo era già stato arrestato per traffico d'armi, ma la sua collaborazione era stata determinante per smascherare, sia gli esecutori che il mandante dell'omicidio, il caposala dell'ospedale di Locri Salvatore Marcianò.



Secondo Piccolo, Fortugno era stato ucciso a causa delle sue denunce delle intromissioni della N'drangheta nella sanità calabrese, ma probabilmente c'è anche dell'altro, e su questo si sta ancora indagando.


Bruno Piccolo, si è suicidato, secondo alcuni per una storia d'amore finita male, ma per molti, in realtà, la vera conseguenza, sono state delle presunte pressioni della N'drangheta nei confronti di Piccolo, che proprio per questo si è tolto la vita, proprio nel giorno dell'anniversario dell'omicidio di Francesco Fortugno, e cda notare anche che ieri in quella piazza, c'erano presenti ancora l,oro, i ragazzi di Locri, oltre che ai Calabresi che veramente amano la propria terra, per testimoniare che il ricordo di Fgortugno è ancora forte, e che è ancora viva, la loro voglia di vedere libera la propria terra daò veleno chiamato N'drangheta, certo che se la pseudo politica, continua a essere un tutt'uno con loro......


Bè, che dire, che sono stati dei giorni interessanti per quanto riguarda la lotta alle mafie, giorni in cui cosa nostra e N'drangheta hanno fatto sentire, in un modo o nell'altro, che ci sono e resistono, purtroppo....




giovedì, 04 ottobre 2007,08:25

 addio pizzo

L'arresto avvenuto l'altro ieri dalle parti di Palermo di Enrico Scalavino, soprannominato dagli inquirenti, e non a caso “il re del pizzo”, mentre i compari del re usavano per lui un nomignolo un po' curioso, e cioè "Muschidda", che a occhio e croce significa mosca, non so, magari biodoctor o teladiaracne mi sapranno dire, essendo loro Siciliane.


Continuando con il racconto di “Muschidda” o re del pizzo se preferite, per la cronaca era ritenuto come esponente di spicco della famiglia mafiosa di ''Corso Calatafimi'' e inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi. E secondo gli stessi inquirenti, Scalavino era ricercato dal maggio 2007, quando riuscì a sfuggire alla cattura durante l'operazione “Antardide”, ed è accusato di associazione mafiosa, narcotraffico e di avere imposto il pagamento del pizzo a commercianti e imprenditori in una vasta zona della città di Palermo. E sembra che lo stesso Scalavino, nonostante la latitanza sia comunque riuscito a gestire le estorsioni delle famiglie del centro cittadino, insomma, un curriculum niente male, ora speriamo che lotta all'usura continui con la stessa efficacia e determinazione, anche se poi come ben sappiamo lo pseudo stato in questi casi è un po' “timido” a prendere l'iniziativa......


Personalmente, spero che sia solo l'inizio di una guerra contro l'usura, quella fonte di ricchezza che ingrassa le casse delle mafie, e non permette ai commercianti, imprenditori ecc, intendo quelli VERI, di poter competere veramente sul mercato.


E spero proprio che quei commercianti, intendo quelli VERI, capiscano che forse, il sacrificio di uomini, come ad esempio come Libero Grassi, che è morto per aver appunto denunciato il pizzo, o come ad esempio hanno fatto Vincenzo Garaffa e Pino Masciari, che hanno di fatto pagato con l'isolamento la loro voglia di denunciare questo veleno, oppure Andrea Vecchio, che dopo aver subito un'estorsione, ha denunciato tutto parlando in televisione, e nonostante che il giorno dopo gli abbiano incendiato la sua ditta, lui ha comunque continuato per la sua strada, quella della legalità.


Se per questo per questo, spero che altre due persone come Antonella Marcantoni o come Luigi Iovino, nonostante le ulteriori beffe che hanno subito, trovino comunque il coraggio di andare avanti, e di non rinunciare alla loro voglia di essere onesti fino in fondo e denunciarli.


Ma non dimentichiamoci che esistono anche atri tipi di usura, che però vengono considerate “legali”, e cioè intendo quelle delle banche, e ora di piantarla e di incominciare a combattere anche quell'usura.


Forza non molliamo, forse c'è ancora qualche speranza di legalità, che la definitiva sconfitta delle mafie incominci da qui!


Solo una cosa: magari confidustria, oltre che a cacciare chi paga il pizzo, dovrebbe fare altrettanto con i membri che sono stati condannati per appunto, di complicità mafiosa....


mercoledì, 03 ottobre 2007,08:47
                                                                                                                             anna politkovskaya.jpg 2

La verità, quella vera, probabilmente non la sapremo mai. Quello di Anna Politovskaya, probabilmente non la sapremo mai. La vera verità, sarà sostituita da quella conveniente al regime terroristico democratico di Putin, che come ben saprete si vuole nuovamente ricandidare stavolta come premier.

Oramai è chiaro come il sole che in realtà il vero mandante è il cremlino, e il kgb a fare il resto, ma purtroppo al loro posto vediamo arrestati un'organizzazione mafiosa Cecena.



Come ho scritto in questo precedente post, Anna è stata una grande giornalista, che si è occupata di grandi inchieste, soprattutto sulle torture Russe in Cecenia, ha scritto diversi libri d'inchiesta, e uno di questi “Putin's Russia”. Ha destato particolare interesse nell'opinione pubblica Russa, perchè in quel libro c'era scritto praticamente tutti i rapporti militari, mafiosi che Putin si è servito per andare la potere, in poche parole, il vero volto del potere politico Russo.



Probabilmente Anna e appartenuta a quella lista di persone da uccidere in fretta, perché sapevano troppo, e proprio per questo mi chiedo, come mai non si parla più dell'avvelenamento dell'agente segreto Litvinenko? Perchè nessuno si è mai domandato del perchè nessuno a preteso dei chiarimenti quando il terrorista democratico Russo si è subito dato da fare a far ritornare quei uomini del kgb, che probabilmente erano direttamente coinvolti nell'omicidio dell' agente segreto Russo? Forse perchè in questo modo si poteva incolpare più facilmente l'ingenuo Mario Scaramella?



E a proposito di Anna Politovskaya, perché ad esempio il nostro pseudo governo non ha mai aperto delle vere inchieste sull'uccisione di Ilaria Alpi e di Enzo Baldoni? Per caso appartenevano in quella lista dove ci sono scritti quei giornalisti “scomodi” e quindi da eliminare in fretta?


Le domande sono tante, troppe, a quando le VERE verità?


Ora per concludere, voglio segnalarvi dal sito di articolo 21, uno spettacolo che si terrà a Roma, il 6 ottobre alle 21:00 con ingresso libero , si chiama,  “ donna non rieducabile”, con protagonista Ottavia Piccolo,Uno spettacolo intitolato uno spettacolo dedicato propria alla memoria della giornalista, della VERA giornalista Anna Politovskaya.




PS:se per caso vi interessa leggere l'altro post che ho fatto su Anna Politovskaya, andate su questo link:

 

http://oltrelamonnezza.splinder.com/post/13580885/VERA+GIUSTIZIA+PER+ANNA

 

 




domenica, 30 settembre 2007,09:10

                                                              imagesofmemyanmaree7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i compagni Birmani in lotta per la libertà di tutti, ma oltre a loro, non dimentichiamoci gli altri popoli che soffrono altri regimi o cose simili, che comunque tolgono ogni spazio di libertà e d'espressione, non dimentichiamoci che anche loro stanno subendo una dittatura, e tanto per chiarirci, i paesi scritti nell'immagine sono solo alcuni, evidentemente non c'era abbastanza spazio per elencarli tutti...............

 

PS: ringrazio tantissimo l'utente imagesofme per avermi segnalato di questa bellissima immagine

venerdì, 28 settembre 2007,07:51

                                                                                      Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

 

Nel mio blog, parlando della lotta alle mafie e del terrorismo in generale, ho nominato tante persone che hanno dato la vita per lo stato, e dove quest'ultimo puntualmente gli ha lasciati soli. L'elenco è interminabile, da Falcone,Borsellino,Gaetano Costa,Chinnici, Dalla Chiesa; Montana ecc. Ora però voglio raccontarvi un'altra storia che ha perso la vita per lo stato,o meglio un'altra vittima di quell'arma che non spara ma che comunque uccide, il segreto di stato. Questa però e una storia molto complicata, con tanti troppi misteri e di cui stranamente non se ne parla mai....

Ma andiamo con ordine: Antonio Ammaturo era un commissario di polizia, che ottenuto grandi successi nella lotta contro la criminalità organizzata, soprattutto contro la NCO ,la nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, che come vedremo più avanti, quest’ultimo avrà un ruolo fondamentale nella vicenda. Ma tornando ad Ammaturo, la sua lotta contro il crimine ha avuto anche ostacoli di natura politica, come nel caso dell’arresto del boss di Giugliano, Alfredo Maisto,. Sebbene il boss aveva coperture molto in alto a livello politico, soprattutto nella Democrazia Cristiana, il commissario non guardò in faccia a nessuno, è mandò in galera Maisto, tutto ciò però gli costerà il trasferimento in Calabria.

 

Ma anche lì, Ammaturo, prosegue con successo la lotta contro il crimine, colpendo stavolta la n’dranheta, E proseguirà con successo anche quando dirigerà la squadra mobile di Firenze e di Bolzano.

 

Poi però lo stesso Ammaturo, conducendo una sua indagine personale, pare che abbia scoperto tutti quelli che erano coinvolti nel famoso caso del rapimento di Ciro Cirillo.

 

Per essere più chiari, Ciro Cirillo, era un'assessore nelle file della DC (sempre loro………), molto conosciuto e stimato a Napoli, che fu rapito dalla colonna Napoletana delle brigate rosse, e liberato grazie soprattutto al pagamento di un’enorme riscatto. Secondo le indagini successivamente svolte dalla procura antimafia di Napoli, l’artefice della famosa trattativa, fu proprio Raffaele Cutolo, mandato dai servizi segreti, a trattare con i brigatisti racchiusi in carcere. Sembra che i maggiori protagonisti furono i massimi esponenti a livello nazionale della DC, una vicenda davvero misteriosa, nella quale ancora oggi non si sa la verità, una vicenda coperta, una delle tante da continui insabbiamenti da parte del potere occulto.

 

Ma tornando ad Ammaturo, la sera prima di morire telefonò al fratello dicendo che aveva scoperto qualcosa di grosso, che se veniva fuori, a Napoli, succedeva un terremoto a livello politico, in riferimento al caso Cirillo.

 

Ma non fece in tempo.

 

Il 15 luglio del 1982, fu ucciso davanti casa sua, insieme al suo autista Pasquale Paola, dalle brigate rosse. Ed anche qui non è del tutto chiaro il motivo del perché le brigate rosse lo abbiano ucciso, e soprattutto perché i brigasti responsabili dell’omicidio trovarono rifugio proprio grazie a dei camorristi?

 

Ufficialmente, gli unici colpevoli furono solo i brigatisti, mentre come al solito il potere occulto la fece franca, e il caso Cirillo ancora oggi rimane un mistero.

 

Ma allora perchè proprio coloro che ci rappresentano, fanno di tutto per insabbiare la verità su questa e su tante vicende del nostro paese? Possibile che sono soprattutto i veri servitori dello stato a lasciarci sempre le penne?

 

PS: per ulteriori approfondimenti sul caso Cirillo, vi consiglio di andare su www.raiclick.it, e cercate la puntata di “blu notte” dove Carlo Lucarelli parla del caso Ammaturo.


martedì, 25 settembre 2007,08:10

 

                                                                              matteo messina denaro

 

Domenica ho visto una puntata di “blu notte” di Carlo Lucarelli, che trattava la storia di cosa nostra a Trapani, eche come al solito lo scrittore ha documentato con grande maestria. E un documentario impressionante, che dimostra come Trapani e provincia svolgano un ruolo strategico determinante per le strategie di cosa nostra e che non a caso viene definito ancora oggi”lo zoccolo duro della mafia,A Trapani si sono svolte alleanze tra cosche Trapanesi ed i Corleonesi, soprattutto le cosche più fedeli a loro sono state quelle dei Santapaola e dei Messina Denaro, e le cosche Trapanesi hanno avuto un ruolo fondamentale, prima nel vincere la guerra contro le famiglie avversarie degli Inzerillo e Bontate e quindi nella scalata alla cupola di cosa nostra da parte dei Corleonesi. Proprio Matteo Messina Denaro, figlio del boss Francesco, aveva prima sostituito dopo la sua morte a capo della medesima famiglia, ed ora con ogni probabilità, è diventato il capo assoluto della cupola di cosa nostra dopo l'arresto di Bernardo Provenzano.


A trapani per la cronaca sono stati commessi, purtroppo anche omicidi eccellenti, come quello del sostituito procuratore di Trapani Caccio Montalto, che aveva avuto il grande merito di essere tra i primi ad aver scoperto il sistema d'appalti di cosa nostra in tutta Sicilia, la complicità degli istituti di credito Siciliano nel riciclaggio di denaro sporco e soprattutto l'aver scoperto' l'enorme traffico di droga che girava dall'Italia agli stati uniti e che la stessa inchiesta chiamata”pizza connection” rileverà che il ricavato di quest'affare internazionale era di centinaia e centinaia di miliardi di lire e dollari, un volume di denaro da far rabbrividire lo stato.


E ci sono stati alt altrettanti fatti incredibili, come l'omicidio fallito al giudice Palermo a Pizzolungo, l'obbiettivo era quello di farlo saltare in aria, lui e la sua scorta, attraverso un carico di tritolo all'interno di una Wolfsvagen golf rubata apposta per l'occasione. Il giudice e la scorta sopravvissero, ma purtroppo al loro posto furono uccisi la madre e i tre fratelli di Margherita Asta, che hanno avuto la drammatica sfortuna di essere passata davanti a quella golf proprio nel momento di eslodere, facendo involontariamente da scudo al giudice e alla scorta. Ma la cosa che mi sconvolge, e che il sindaco di Trapani disse dopo la tragedia quella maledetta frase “la mafia non esiste”, nonostante tutto quello che è successo il giorno prima.


E dalle parti di trapani c'è stato anche l'omicidio di Mauro Rostagno, fondatore di ordine nuovo insieme ad Adriano Sofri, condannato per l'omicidio del commissarioCalabresi, e di cui faceva parte anche purtroppo, anche il futuro brigatista Renato Curcio. Ma Rostagno per fortuna non è stato solo questo, infatti dopo un'esperienza in India, si trasferì in Sicilia, e da lì creò la comunità per ragazzi che volevano usire dalla tossicodipendenza denominata “Samann”, e con questi ragazzi lavorò anche per l'emittente locale di Trapani “radio tele cine”, dove denunciava, senza guardare in faccia nessuno, le collusioni tra mafia e politica. E forse questo impegno li costò caro. Il 26 settembre 1988 fù ucciso in una agguato a contrada Lenzi. Sul suo delitto sono state seguite varie piste, tra cui quella di una presunta vendetta degli ex compagni di ordine nuovo, per aver lasciato il movimento, ma anche la stessa pista mafiosa. Ma poi nella stessa puntata di blu notte, l'ex procuratore Garofalo, disse anche che ci poteva essere la possibile complicità dei servizi segreti, questo a causa di uno scoop che Rostagno stava preparando, e che testimoniava attraverso un video di una consegna in un' aereoporto abbandonato, o meglio di uno scambio, armi in cambio di soldi tra agenti del sid e mafiosi, e guarda un po' che caso, quella videocassetta, dopo l'omicidio, è sparita....


E nella stessa puntata, Lucarelli, ha documentato anche la drammatica storia di Rita Atria, figlia del boss di Partana, e che decise di testimoniare, giovanissima, davanti al giudice Borsellino, e gli ha riferito tutte le attività illecite della sua famiglia. La ragazza morì poco dopo la morte, in via D'amelio del giudice, e in quei momenti si sentì sola, visto che la madre dopo il pentimento, non la voleva più vesere, e per Anna, il giudice Borsellino era come un padre.


O ancora la storia del commissario Rino Germanà, che scampò in maniera miracolosa in un'agguato a Marzara del vallo.


Concludo questo post sulla puntata di blu notte citando le parole di un magistrato di Trapani, Giuseppe Limares:


<<per i risultati raggiunti nella lotta alla mafia, i nostri risultati sarebbero paragonabili a delle prestazioni delle Ferrari, ma a causa dei pochi mezzi che abbiamo, siamo una cinquecento, e se si ferma anche quella....>>


Questo per dirvi in che stato sono costretti a lavorare i magistrati Siciliani nella lotta contro la mafia, e de proprio per questo che noi, intendo popolazione civile, non possiamo permettere, che questi uomini vengano lasciati soli, diamogli una mano anche a noi, ribellandoci a questo veleno, facendo sentire che uniti, si può vincere, e che uomini come l'ex ministro delle infrastrutture Lunardi, che dice che con la mafia bisogna convivere, bisogna ignorarli.

 

PS: Ringrazio tantissimo biodoctor per la sua testimonianza



martedì, 18 settembre 2007,08:57
                                                                                           saviano a casal di principe

Come forse voi sapete, ieri Roberto Saviano, e ritornato nel suo paese d'origine, Casal di Principe, dove lui, insieme a Bertinotti, Lirio Abate e i ragazzi di Locri, ha approfittato dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico per manifestare contro la camorra, quel veleno che sta disintegrato la nostra povera Campania, e afferma a chiare lettere che non bisogna avere paura di loro,dei Casalesi, quella dei Schiavone, dei Bidognetti, dei Zagaria perché loro, e lo dice a chiare lettere <<non valgono niente, stanno distruggendo tutto quello di buono che la nostra terra offre>>.Roberto ha poi fatto notare che il processo nominato “spartacus”, cioè quel processo che ha condannato i clan Casalesi degli Schiavone e dei Bidognetti, come numero di imputati e di accuse, era addirittura quasi il doppio dello storico maxi processo di Palermo, e lo stesso processo ha dimostrato nelle sentenze che i Casalesi avevano un volume d'affari che andavano oltre il semplice traffico di droga e omicidi, ma che avevano il vero punto di forza nel cossidetto business del cemento, e quindi negli appalti non solo in Campania, ma soprattutto nel nord, precisamente in Lombardia e in Emilia Romagna, eppure nonostante ciò la notizia, che in un paese normale avrebbe occupato le notizie di tutti i tg e giornali a livello nazionale, in realtà ha avuto spazio soltanto in brevissimi trafiletti nei giornali locali, ma guarda un po'!Il messaggio era rivolto soprattutto ai giovani di casal di principe, quei ragazzi che possono dare un serio contributo per cambiare le cose.


Ma poi a rompere le uova nel paniere, intorno a una bellissima manifestazione, ci sono stati i soliti cafoni ed ignoranti, quelli che per la cronaca benedicono i camorristi più di gesù cristo, ma ancora più clamorosa erano gli insulti di alcuni “picchiachielli” che si definiscono “giovani imprenditori”, che hanno detto che Saviano e qui solo per farsi pubblicità e per entrare in politica. Non hanno capito niente questi ultimi, hanno il cervello e i polmoni invasi dal profumo di morte che significa denaro, e come se non bastasse ci metteva di mezzo pure la cossisetta popolazione civile che diceva una frase antica, che da tanto tempo non sentivo <<la mafia non esiste>>.


Personalmente, io questa gente, e mi dispiace ammetterlo ma sono sincero al 100%, comincio a detestarla, più degli stessi camorristi, come ho peraltro ho già detto in un commento in un post del blog di comicomix, comincio veramente a non sopportarla più, e credetemi, ve lo dice uno che ci ha nato e cresciuto per 20 anni da quelle parti, e che questa aria fetida di camorra, di cattiveria e di ignoranza la sentiva praticamente ogni giorno.


Vorrei fare due appelli: il primo a questi”giovani imprenditori”, magari voi tutti insieme potete fare una specie di ramadan e pregare come un dio Michele Zagaria e ringraziarlo per il il suo fetido odore di denaro, che in realtà e morte, che ogni giorno vi offre, e per la cronaca lo stesso Saviano ha anche aggiunto che gli stessi Casalesi << non si riconoscono nel termine camorrista, ma si considerano degli imprenditori. Dicono di essere degli imprenditori che usano tutti gli strumenti per poter raggiungere il loro obiettivo». E alla stessa pseudo popolazione civile dico di smetterla con questa ipocrisia religiosa, quando benedite dio santa Maria o qualche altro santo locale, piuttosto fate una chiesa dove benedite come un dio questa gentaglia, oramai è chiaro che per voi questa gente è come un dio, per la cronaca uno che veramente era credente e soprattutto voleva ripulire questa ondata di monnezza dal sua casal di principe, si chiamava don Peppino Diana, che con tutte le sue forze invitava la gente a ribellarsi a questo veleno, ma puntualmente fu lasciato solo, e inevitabilmente ucciso. E quindi per voi è un'enorme felicità fare santi questo marciume di gentaglia e poco importa se questa gente provoca morte e dolore, sono e rimangono brava gente. E basta dire che è soltanto colpa dello stato, e del fatto che tutto il mondo ci prendono in giro, perché ce lo meritiamo.


Vorrei anche dire che vedendo i tg nazionali stamattina, i relativi servizi su questo importante avvenimento, non andavano oltre di 5-10 secondi e qualche parolina di circostanza, questo a dimostrazione della voglia quasi nulla di occuparsi della lotta alle mafie di questa pseudo informazione, per fortuna ho trovato sul sito del corriere della sera un resoconto abbastanza completo della giornata, se vi interessa questo è il link:


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/17/saviano_Gomorra_casal_di_principe_contestato.shtml



Volevo anche aggiungere che tra la folla era presente c'era addiritura il padre di “sandokan” Schiavone, e tutta quella massa ingorante pretendeva addiritura che lo stesso padre del camorrista salisse in palco per disturbare la discussione, guardate è meglio che non aggiungo altro su questa gentaglia, l'ho già detto in precedenza, e d'altra parte, avevo già scritto un precedente post “jurassic Naples”, su questi “signori”.


Con questo non voglio fare il solito luogo comune che la Campania e il sud in generale siano solo mafie, ma fino a quando le persone che amano veramente la loro terra e detestano questo veleno verranno lasciate sole, in balia di questi cavernicoli, allora prospettare una possibile rinascita del sud sarà praticamente impossibile.


Scusate, ma avevo bisogno di sfogarmi, non ne posso più di vedere la mia terra soffocare intorno a questa cappa di ignoranza e di morte, e ve lo dice uno che spera sempre che un giorno la gente cominci a veramente a capire e che magari il peso dello stato cominci veramente a farsi sentire.


Concludoi dicendo che gente come Roberto Saviano, ma anche Lirio Abate, ma anche quei cronisti di strada, che ogni giorno fanno vere e proprie indagini a tutto campo intorno al mondo delle mafie per informarci giorno dopo giorno dello sviluppo nella lotta alle mafie, indagini che ad esempio facevano Giancarlo Siani, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro de Mauro, Beppe Alfano, Beppe Fava e altri che purtroppo non sono più tra noi. Ecco spero veramente che noi Italiani ci accorgiamo di persone come appunto Saviano e Abate che stanno di fatto sacrificando la loro vita, per farci conoscere il vero universo degli affari della mafia. E non dimenticherei i pm di Napoli Cantone, quello di Reggio Calabria De magistris, e quello di Palermo Ingroia e tanti altri, che cercano di salvare lo stato da questi veleni, peccato però vengano lasciati soli da quest'ultimo.


Ecco, penso che tocchi soprattutto a noi non lasciarli soli, e far capire allo pseudo stato che queste persone sono un vero patrimonio dello stato, e non meritano che vengano lasciati soli, e dobbiamo incominciare a ribellarci all'uomo che con tanta precisione sta praticamente uccidendo la giustizia, a suon di indulti e altro, e non dimentichiamoci che le stesse procure e distretti di polizia addirittura non hanno neanche il carburante per gli inseguimenti e neanche il materiale cartaceo per scrivere i verbali!!!!!!!!!!!!!! E vorrei anche dire alla confidustria, che è inutile punire soltanto chi paga il pizzo, e si lasciano tranquilli chi con l'estorsione c campa, perchè altrimenti è tutto inutile


Se veramente noi popolazione civile vogliamo contare qualcosa, dobbiamo ribellarci sul come lo pseudo stato faccia morire la giustizia e anche ribellarci sul come la nostra pseudo informazione tratti queste notizie con assoluta superficialità, perché altrimenti se ci comportiamo come i cavernicoli di casal di principe, mi dispiace dirlo, le nostre future generazioni, saranno morte ancora prima di nascere. Scusate il mio sfogo ma ne avevo bisogno.


Forza Roberto, volevo solo dirti che nonostante ciò che hai subito dalla tua gente, sappi che non sei solo, e che insieme a me, tanta gente ti stima e ti incoraggia e di non mollare e di andare dritto per la tua strada, l'Italia ha bisogno di gente come tè! E anche grazie a te che mi sento rinato, e con una grande voglia di sentire la mia voce contro questa monnezza chiamata omertà, nonostante io personalmente sto attraversando un momento non facile dal punto di vista della salute.


FORZA ROBERTO! NON MOLLARE!!!!! I CAMPANI, QUELLI VERI, SONO TUTTI CON TE!!!!!!!!!