giovedì, 21 febbraio 2008,15:11
 piovra n

La N'drangheta è diventata di fatto la più potente organizzazione criminale in Italia, se non addirittura uno delle più potenti nel mondo, leader mondiale nel mercato del narcotraffico, ben ramificata non solo in Calabria anche nel territorio nazionale ma anche in Europa, soprattutto in Germania, e anche oltreoceano Canada, Stati Uniti e Australia, questo grazie anche perché i clan dell' N'drangheta, che si fanno chiamare “n'drine” sono vere e proprie famiglie, legate a legami di sangue, clan costituite da madri padri, figli, cugini ecc, rendendo quindi più facile e naturale il ricambio. E non è un caso che proprio l'N'drangheta e l'organizzazione con meno collaboratori di giustizia. Sebbene l'N'drangheta non abbia all'interno della propria “cupola” un capo dei capi” che decide per tutti, e di fatto una organizzazione “tentacolare” addirittura peggio di Al Qaeda, allarga i suoi tentacoli dappertutto, peraltro con la piena “collaborazione” di politici ed imprenditori, in Calabria gestisce appalti di ogni tipo, comprese anche semplici strutture pubbliche come gli asili, ma soprattutto tutta la sanità, sia pubblica e privata, con i risultati che tutti vediamo, ma anche il porto di Gioia Tauro, dove i traffici illeciti sono all'ordine del giorno, e millimetro per millimetro quella sottospecie di circuito chiamato “autostrada Salerno- Reggio Calabria”. Ma per quanto riguarda la piena complicità imprenditoriale-politica, basti pensare che confidustria Calabrese, che non ha mai fatto una denuncia contro le continue richieste di pizzo e altro da parte delle “N'drine” e per quanto riguarda la politica locale e alla loro totale “simbiosi” basti pensare all'arresto ad esempio di Mimmo Crea, arrestato per la scandalosa vicenda della sua clinica privata, “Villa Anya” e renderla la classica gallina dalle uova d'oro, questo ovviamente a discapito dei pazienti in cura, e nella stessa relazione della commissione antimafia, si scopre che “Crea fa istituire la pratica della giunta regionale guidata da Chiaravalloti, del centrodestra, ma riceve l'accreditamento, che viene firmato solo dopo sei giorni dall'omicidio Fortugno,dalla giunta regionale del centrosinistra guidata da Loiero”. Ma la cosa che fa più impressione, e vedere che anche nel nord le “N'drine” riescono a gestire affari e appalti di ogni tipo, in Lombardia,Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, dal traffico di cocaina, al riciclaggio, al edilizia fino al controllo delle attività turistiche della zona. Per la cronaca, poi il buon Chiamparino, si rifiuta di credere che le N'drine fanno affari del genere dalle sue parti,cliccate QUI per approfondimenti. Comunque sta di fatto che la N'drangheta, così come la camorra, ha approfittato e temo continuerà ad approfittarne della scarsa informazione e visibilità per continuare ad espandersi con i loro legami di sangue, e soprattutto a fare affari, per fortuna però che in Calabria ci sono ragazzi splendidi come quelli “Ammazzateci Tutti” che nonostante il totale disinteresse della nostra pseudo informazione, continuano a lottare, ad informare questo nonostante anche il solito muro di omertà e di complicità.

Il solo leggere pare della relazione della commisione antimafia farebbe tremare le gambe a tutti, tranne ai nostri pseudo giornali, che hanno dedicato soltanto un minimo spazio in prima pagina, ma modestamente c'era l'addio del vecchio De Mita dal PND, questa sì che è una notizia che fa audience, modestamente l'N'drangheta va presa in considerazione soltanto se ad esempio c'è arresto di Pasquale Condello detto “il supremo” oppure nella strage di Duisburg......


Ma se volete capire meglio le origini della N'drangheta, vi propongo di vedere questo video diviso in 9 parti, è una puntata di “blu notte” dove Carlo Lucarelli racconta la storia dell'N'drangheta, conoscerete personaggi come Don Mommo Piromalli, i fratelli Di Stefano, Giuseppe Morabito ed altri ma anche i legami dell'N'drangheta con la massoneria e addirittura con Junio Valerio Borghese, l'orribile epoca dei sequestri sull'aspromonte e così via.


1 parte

 2 parte


3 parte


4 parte


5 parte


6 parte


7 parte


8 parte


9 parte


by libero83 | commenti (27) | commenti (27)(popup)
Link | categoria:politica, lotta alle mafie
sabato, 16 febbraio 2008,09:52

 

Pino Maniaci e uno dei giornalisti che meritano di essere rappresentati nella categoria “veri giornalisti” alla pari dei free lance di “report”, Travaglio, Ricca, Gatti e pochi altri. Pino Maniaci e stato aggredito da un gruppo di persone a Partinico, e sembra che tra uno di loro il figlio del boss Vito Vitale. Nonostante i lividi e soprattutto la paura, Pino Maniaci il giorno dopo e tornato regolarmente a dirigere il TG di Telejato, e a fare ciò che lui ha sempre fatto e cioè INFORMARE (non è un caso che lo scrivo in maiuscolo!) i Siciliani su cosa nostra e non solo, rompendo il solito muro muro di omertà. E basti pensare infatti ad esempio che proprio l'emittente telejato ha preso più di 200 querele semplicemente per aver informato i cittadini, ad esempio una queste da parte di una cantina vinicola della zona, questo perché un servizio del tg di telejato ha dimostrato che la distilleria di quella ditta inquinava, ed infatti l'emittente è stata assolta dalla querela perché il servizio diceva la verità, e anzi lo stesso giudice aveva ordinato l'immediata chiusura della distilleria.


Pino Maniaci, come già detto prima è uno di quei giornalisti da prendere da esempio, insieme a pochi. Oramai il giornalismo di oggi dalle parti nostri equivale sempre a servilismo dei partiti.


Teniamoci stretti tipi come Maniaci, perché intorno a noi nell'informazione c'è un vuoto preoccupante.


E ora per concludere, vi consiglio di vedere il video che troverete ad inizio post, dove proprio lo stesso Pino Maniaci racconta la sua storia.

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sabato, 26 gennaio 2008,09:38
 che bel panorama...

Ragazzi, mi scuso con voi per la lunga assenza dal blog, ma purtroppo sono ancora ricoverato, e quindi di conseguenza il collegamento attraverso il cellulare, e sicuramente molto (forse troppo!) costoso, e sicuramente non veloce.


Qui nella mia camera d'ospedale , la battaglia è molto dura, anche se i risultati cominciano a farsi vedere. Per la cronaca non so quando potrò tornare a casa e magari postare con più continuità, gli imprevisti ci sono sempre, ma con pazienza si superano.


Bene, fatta questa breve introduzione “medica”, ora passiamo discutere del bel “panorama” che il nostro paese delle meraviglie, tra monnezza, il governo dei morti viventi che ora è tornato definitivamente nella tomba, (e attendiamoci altri 5 anni meravigliosi con il nano....) i nuovi morti omicidi sul lavoro del 2008, le famiglie che oramai sono allo stremo con i salari più bassi d'Europa, e noi giovani destinati ad un futuro da precario definitivo, per non parlare poi del Ceppalonico indultato, che ha lasciato il governo per il bene della famiglia, e che nel suo discorso al parlamento è stato venerato da tutti, a destra e sinistra, ma d'altronde chi poteva rappresentare meglio un parlamento con ben 24 parlamentari condannati, alcuni con sentenze definitive.

Ma cerchiamo di andare con ordine:

Attraverso la mia “segreteria” lori mi aveva chiesto un parere sul problema che sta distruggendo la mia terra. Allora innanzitutto bisogna dire che l'emergenza sta durando da ormai 15 anni, e anch'io ho passato nel mio paese d'origine le mie belle emergenze. Ma credetemi, il paesaggio che mi hanno descritto i miei parenti e i pochi amici di giù mi hanno descritto un paesaggio apocalittico,as cose assurde che neanch'io avrei potuto immaginare. Ma la cosa che mi fa ancora più arrabbiare e proprio a Quarto, sono rimasti chiusi gli esercizi commerciali per mancanza di rifornimenti, causa il blocco causato dalla monnezza. Tutto questo è causato dal re Tonino Bassolino e dal suo impero incontrastato, e con la degna “vice” donna Rosa, e insieme al re, tutti gli altri suoi fedeli sia a sinistra che a destra, che anche loro ,dopo i camorristi,hanno capito quanto il rifiuto possa trasformarsi in oro. In questo senso vi consiglio di andare a leggere questo articolo di Gianluca Di Feo sul sito de “L'espresso” , se vi interessa cliccate QUI .



Però consentitemi di dire che una gran bella responsabilità ce l'abbiamo anche noi Napoletani, perché di fatto anche noi abbiamo un bel contributo a peggiorare la situazione. Io mi domando:ad esempio ma a cosa serve bruciare i quintali di monnezza, che in realtà, non si fa altro che aumentare la diossina, e aumentando il rischio di malattie varie, e poi, perché voi contadini del Casertano ad esempio, patria della mozzarella di bufala, quando vedevate quei camion sotterrare sotto i vostri occhi quintali di rifiuti tossici e chimici vari, per la gran parte provenienti dal nord, facendo di fatto avvelenare tutto quel buono che la mia terra poteva offrire, perché non avete detto niente? Non sarà per caso che il veleno anche per voi profuma di denaro?



Ora però se mi consentite, vorrei permettermi di nominare un personaggio storico non solo della Sicilia, ma anche del nostro paese delle merviglie, dove Totò Cuffaro e incredibilmente contento della sentenza che lo ha di fatto condannato a 5 anni di reclusione, per chiari aiuti alla mafia, in particolar modo a Michele Aiello, ma soprattutto avvisando al “dottore” Guttadauro, boss del quartiere di Brancaccio, delle cimici che erano presenti a casa sua. Però bisogna dire che il buon Totò sa farsi rispettare dai giovani, come ad esempio della ragazza apparsi l'altro ieri anno zero, quando improvvisamente è intervenuta per pubblicizzare il libro ci Cuffaro sulle sue “lotte” alla mafia, e tentando pure di regalare una copia a Di Pietro, ma quest'ultimo ha rifiutato. Ma scusate, ma l'intervento della ragazza appartenente ai giovani dell' UDC, non vi ricorda l'intervento del suo” maestro” in quella storica trasmissione diretta da Costanzo e Santoro, l'allora giovane Totò attaccò a spada tratta Falcone, Borsellino e tutto il pool anti mafia? Eccovi il video

Comunque Totò può star tranquillo, adesso per lui c'è il parlamento, ma nella sua Sicilia c'è chi lo può sostituire degnamente.....



ma ora concedetemi di concludere questo mio primo post del 2008 con un ricordo per Clemente Mastella, uno dei ministri dell' ingiustizia da ricordare nella storia, sembrava difficile battere Castelli, lui ci è riuscito, lui che ha ideato l'indulto che nuovamente riempito le carceri, uno che rivoluzionato il modo di togliere i magistrati troppo scomodi, senza usare il tritolo, ma semplicemente trasferendoli e dando l'indagine scomoda al pm adatto. Sapete in un certo senso mi rammarico che Falcone e Borsellino non l'avevano come ministro della giustizia, questi due straordinari uomini sarebbero ancora tra noi e a combattere insieme a noi, nel bene e nel male, per fortuna che ci sono De Magistris che ha avuto il coraggio di dimettersi dal ANM, l'ennesima casa dei partiti e la Forleo!



E de proprio per questo che voglio dedicare al Ceppalonico indultato questo bel video, tutto sommato meritato

 



Per il resto vi auguro un buon week end a tutti,spero di tornare a casa al più presto, qui la battaglia è sempre più dura......





domenica, 23 dicembre 2007,12:35
ammazzateci tutti

Forse nella lotta a cosa nostra qualcosina si sta muovendo, forse la magistratura e organi anti mafia vari stanno incominciando a capire che per poter capire veramente cosa nostra, e inutile arrestare soltanto i Provenzano o il Lo piccolo di turno con l'aggiunta di qualche suo semplice affiliato. Per poter avere veramente la speranza di distruggere questa organizzazione è colpirla nel cuore, soprattuto negli ambiti politici ed imprenditoriali, e de proprio a livello imprenditoriale che è stato inflitto un colpo durissimo a cosa nostra, perché due giorni fa, è stato arrestato dalle squadre mobili di Palermo e Trapani,Giuseppe Grigoli, che è praticamente il gestore della catena di supermercati Despar in Sicilia. su richiesta dei pm della direzione distrettuale antimafia di Palermo,Picitello,De Robbio,Sabella e Prestipino Ma in realtà, secondo i pm è il “cassiere” nientepopodimeno che di Matteo Messina Denaro, cioè colui che secondo tanti è diventato il successore dello zio Binu a capo della cupola di cosa nostra. Secondo i pm i supermercati di Grigoli sono serviti alla mafia come forma di finanziamento ma anche per offrire posti di lavoro a persone vicine.


Come prova della complicità del Grigoli nei confronti di cosa nostra, lo dimostrerebbero molti pizzini che erano stati ritrovati nel casolare di Provenzano con chiari riferimenti proprio all' imprenditore di Castelvetrano. E sembra che lo stesso Provenzano volesse aprire un super mercato Despar proprio a Corleone e sembra che abbia mandato proprio il suo pupillo Messina Denaro a cercare l'imprenditore adatto per gestire l'affare, e Messina Denaro così è entrato in contatto con lo stesso Grigoli e quest'ultimo non si è certo tirato indietro alla richieste venute dal grande capo, visto che fare fare affari con cosa nostra vuol dire avere quasi certamente affari d'oro garantiti.


Ma la storia insegna che anche tanti altri imprenditori, hanno dato ampia disponibilità a legarsi con cosa nostra, non solo per accrescere il loro personale guadagno, ma anche per fare in modo di “accelerare la scalata” verso quel salotto buono del vero potere.


Ve ne posso fare vari esempi: come quello di Angelo Siino, figlio della grande borghesia Palermitana, ex pilota di rally, che aveva il compito di gestire il sistema degli appalti, con il solito sistema del maggior ribasso, o ancora Pino Lipari, legatissimo a Provenzano, un ex ingeniere del ANAS, divenuto poi ricchissimo attestandosi i beni dello zio Binu.


Per non parlare poi di notai come Giuseppe Provenzano (quest'ultimo non è parente allo zio Binu, ha solo lo stesso cognome, ma non ha parentela, questo per essere chiari) e Pino Mandalari, che hanno gestito i beni dello zio Binu.


Tutto questo e altro ancora trovare nel bellissimo di Abate e Gomez “i complici”, dove troverete tutti i nomi di chi ha coperto il grande capo di Corleone, sia a livello politico, imprenditoriale, ma anche tra le forze dell'ordine e nei palazzi di giustizia.


Un altro problema non da poco, e che ora bisognerà cercare di sconfiggere quella che è di fatto la vera mafia, quella politica, è ce da dire che certamente non basta l'eventuale condanna di Cuffaro, anche perché c'è da considerare che parecchi che fatto carriera grazie al contributo determinante di cosa nostra, purtroppo occupa le aule di palazzo chigi, e de proprio per questo che, non solo bisogna dare un ulteriore accelerata per sconfiggere sto marciume politico, ma bisogna anche cercare di sconfiggere un altro bruttissimo fenomeno, quello che in pratica consente a sta gentaglia di far carriera, soprattutto nel sud, quello dello “scambio di voti”, un fenomeno di cui non si parla mai, e guarda un po' che caso non si parla mai che proprio nelle amministrazioni comunali del sud, soprattutto in Campania e in Sicilia, sono più di cento i comuni sciolti per mafia.


In questo senso però ci sono dei segnali confortanti provenienti dalla Calabria. A Cosenza infatti è scattato un maxi blitz contro l' N'drangheta, che ha portato all'arresto di ben 60 persone, tra cui La Rupa, consigliere regionale dell'Udeur, due finanzieri, un carabiniere e un guardiamarina. Ma quello che fa più spavento, sono le indagini del Dda di Catanzaro, secondo gli inquirenti, infatti queste persone, oltre a gestire il porto turistico, appalti, mercato della droga, estorsioni e usura, comandavano perfino le istituzioni locali, dove aveva infiltrato gente molto vicina ai clan, Al comune,alla regione, nella guardia costiera, nei carabinieri e nella guardia di finanza, dove c'erano “amici fidati”....


Una notizia così avrebbe fatto sobbalzare chiunque, tranne la nostra informazione delle meraviglie, infatti, se volete saperlo, questa notizia, l'ho trovata in un piccolo spazio di “repubblica” del 21 dicembre, questo per dirvela in breve........

 

Ma come detto dei piccoli segnali ci sono, come ad esempio il concerto organizzato da mtv contro le mafie, o ancora meglio sono aumentate le persone che hanno deciso di aderire a organizzazioni tipo ammazzateci tutti,  Libera , e a proposito di quest'ultima, vi ricordo lo speciale che la 7 manderà in onda su la 7 proprio sulle battaglie contro le mafie di don Ciotti.

Oppure la manifestazione anti mafia organizzata al teatro Carcano di Milano, “break the mafia”, a dimostrazione che niente è impossibile, se si vuole si può.

Certo, gli ostacoli sono tanti, forse ancora troppi, come ad esempio la tanta troppa ignoranza di tante, troppe persone, che fanno finta o che ancora non vogliono sapere, ecco un'altra cosa da affrontare con urgenza, l'ignoranza, o ancora uan giustizia che non sappia mai garantire la certezza della pena.

 

E ora, vi propongo alcuni dati di un questionario, fatto nei principali istituti di Napoli e provincia, e vi consiglio di riflettere su questi dati:




Dati positivi:

• La percentuale di giovani che, nonostante la possibilità di rimanere nell’anonimato, lascia i propri dati e si dichiara disponibile a partecipare ad iniziative contro la camorra passa dal 7% dell’anno scorso al 13% di quest’anno;

 • La percentuale di giovani che, una volta aggrediti o derubati, denuncia e/o si rivolge alle forze dell’ordine continua ad aumentare. Si passa dal 27% dell’edizione del questionario promossa nel 2001 al 50% dell’edizione attuale;

• Diminuisce la percentuale di studenti che nel prossimo futuro ha intenzione di lasciare la propria città per andare a vivere altrove. Si passa dal 46% registrato nell’ultima edizione al 36% di quest’anno.

Dati negativi:

 • La fiducia nelle forze dell’ordine resta bassa… rimane ferma al 28%;

• Il giudizio che gli studenti hanno dell’operato delle forze dell’ordine e delle istituzioni contro la criminalità è sempre più negativo. Quest’anno la percentuale di studenti che si esprime positivamente scende al 13%.

• Due studenti su tre acquista merce contraffatta.

Fonte: studenti anti camorra

 

Bene ragazzi, scusate se sono stato un po' lunghetto, avrei voluto tanto scrivere sto post già ieri, ma non ho avuto il tempo .

Con questo vi saluto, e voglio ringraziare tutti voi per i vostri auguri, che ricambierò più che volentieri con il post di domani, ma se mi permettete vi voglio lasciare con una precisazione:


Ieri moltitudini, mi ha criticato sul fatto che nel post precedente ho fatto riferimento a Sergio D'Elia, che secondo me è la persona meno adatta per una cosa del genere come la moratoria contro la pena di morte. Bene, per chi non lo sapesse Sergio D'Elia, che ricordiamo, è stato dirigente di “prima Linea” organizzazione terroristica di estrema sinistra, e de stato condannato a 25 anni per aver partecipato all'organizzazione del  tentativo di evasione dal carcere delle Murate di Firenze, dove perde la vita l'agente Fausto Dionisi. In seguito a ciò viene arrestato e condannato in primo grado a 30 anni, per banda armata e concorso in omicidio.

 

 

 


 

 

 

 

 

martedì, 18 dicembre 2007,10:14
                                                                         beppe alfano

Sonia Alfano ancora oggi non si arrende, anche se sa di essere sola nella battaglia alla ricerca dell'omicidio di suo padre Beppe, avvenuto l'8 gennaio del 1993. Ancora oggi, molti hanno il coraggio di dire che è stato un delitto a sfondo passionale, così lo si uccide due volte. Beppe ha avuto il merito, non solo di aver raccontato le attività mafiose a Barcellona pozzo di gotto, in particolar modo, quella del clan Santapaola, ma anche quello di aver parlato dei soliti legami con la politica, come al solito un tutt'uno con cosa nostra. Dal 93 ad oggi, non è cambiato niente, anzi, col passare degli anni, cosa nostra è entrata a palazzo chigi, mafia e politica sempre più unite a braccetto, e noi Italiani oramai abituati a tutto questo marciume, e a tutto ciò aggiungo anche le solite “talpe” nella magistratura.


Ora quello che vi propongo, è l'intervento che Sonia ha fatto alla manifestazione anti mafia, “Break the Mafia”, che si è svolta al teatro Carcano di Milano. Vedete il video del suo intervento, ne ha per tutti.

 

 

 

 




martedì, 11 dicembre 2007,09:52
 rita atria

Che alla fine la mafia venga combattuta solo a parole, purtroppo in parte è vero, è spesso si preferisce non parlarne, soprattutto se c'è di mezzo la vera mafia, quella politica ed imprenditoriale.


Nei giornali e tg servitori del potere la mafia è ridotta a far inquadrare la ricotta di Provenzano, oppure il magazzino dove si nascondeva Lo piccolo, ma di tutti quelli quelli che dall'alto lo hanno protetto, non bisogna neanche fiatare, in tal caso “la mafia non esiste”, e non è neanche strano che nessuno parli del libro di Abate e Gomez “i complici di Provenzano”.


E non è neanche strano che nessuno commenti i provvedimenti del csm contro De Magistris e la Forleo, ma d'altra parte come dice Grillo i tempi sono cambiati, Per Falcone e Borsellino bisognava usare il tritolo, oggi bastano il ceppalonico indultato e il csm, nuova casa dei partiti.


Ma ci sono anche piccole realtà, come ad esempio il mensile “casablanca”, che con grande fatica cerca di occuparsi di mafia, compresa quella politica a 360°, ma che ora rischia di sparire, causa problemi economici, un mensile che manco quelli dell'antimafia comprano.


Tra poco dovrebbe essere votata la nuova legge sull'editoria, è ovviamente la fetta più grossa andrà ai giornali dei padroni di partito, ai mensili come casablanca neanche le briciole.


Ora vi invito a leggere l'appello di Salvatore Borsellino a Favore del mensile Casablanca, una raccolta fondi organizzata dall'associazione Anti Mafia Rita Atria :

<<Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perche' Casablanca, un giornale che e' la continuazione ideale dei "Siciliani" di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l'indifferenza dei tanti e contro l'impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.
Ve ne riporto solo alcuni.
Il primo e' un sms di una amica, appartenete a un gruppo di uomini, donne e ragazzi che non si arrenderanno mai, che ho avuto la fortuna di incontrare sulla rete nella mia incessante ricerca di persone che vogliano combattere al mio fianco la mia ultima battaglia e che, dopo di me, possano continuare a combatterla.
Mi scrive :

"Amico, sono abbattuta stasera. Casablanca e' in agonia. Se chiude...Pippo Fava viene ucciso di nuovo. Mi sento impotente, cosa posso fare?Dammi un consiglio perché ho solo voglia di piangere..."

Voglio molto bene a questa amica dal volto sconosciuto perché so che lotterà con me sino all'ultimo, e a questo nome e' ispirato il suo gruppo, e perché spesso fa iniziare la mia giornata con un sms pieno di colori e di speranza, ma ho rimproverato anche lei perché anche a lei ho gridato che non e' tempo di lacrime, e' tempo solo di lotta, le lacrime dovremo conservarcele, e saranno di gioia non di disperazione, per quando andremo da Paolo a dirgli che a tutti i morti e gli oppressi dalla mafia e dalla illegalità avremo reso giustizia.
La seconda e' una email di cui riporto solo alcuni passi :
"... Graziella mi dice che casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire... aiutatemi a trovare un pubblicitario, perché se muore casablanca, è come aver lasciato morire Graziella, indebitatasi PER NOI, perché casablanca non produce utili di alcun genere, ....cercasi qualcuno che vende spazi pubblicitari, con massima urgenza ... chiunque ascolti, risponda all'appello disperato,... ne va della vita dell'antimafia vera, se vogliamo produrre sul serio, serve una mano, per favore, aiutateci ......"
La terza mi parla di Graziella Rapisarda, che insieme a Riccardo Orioles faceva parte della redazione dei "Siciliani" e che ora combatte insieme a lui una disperata battaglia perche' Casablanca possa continuare a vivere, e dice tra l'altro :
"... ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......"
Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistrati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi puo' fare per combattere insieme a loro.
Ci sono tante altre cose che possiamo e che dovremo fare, ci saranno tante battaglie più dure e più difficili da combattere e questa che adesso vi chiedo e' solo una delle più semplici.
Corriamo tutti ad aiutare chi sta per cadere, andiamo a fargli scudo con il nostro corpo.
Non materialmente, le vere guerre non si combattono più cosi', e neanche facendo un obolo, una donazione di cui poi ci dimenticheremmo, perché allora non avremo davvero fatto quello che potevamo e dovevamo fare.
No, quello che possiamo e che dobbiamo fare e' leggere quello che questi combattenti in trincea scrivono e, con grande fatica, riescono a pubblicare, impegniamoci.
E' dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..
Io non sono certo ricco, vivo del mio lavoro, continuo a lavorare anche se potrei gia' andare in  
pensione, e posseggo solo la casa in cui abito,ma siccome so di stare meglio di tanti altri, che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese, non staro' certo a pensare a cosa dovrò rinunziare per fare la mia parte.

Penserò invece a cosa dovrei rinunziare se non la facessi, alla mia libertà.
Io comincerò quindi per primo, perché' e' mio dovere farlo anche per il nome che porto, a versare sul conto che vi indico in fondo 1500 euro per trenta abbonamenti come sostenitore di Casablanca.
A ciascuno di voi chiedo di fare un semplice abbonamento per voi stessi, sono solo 30 euro, e di non pensare se per questo dovrete rinunziare ad un cinema o ad una pizza, avrete pero' anche voi acquistato uno spicchio di libertà.
So che ci sono anche alcuni di voi per i quali anche questo sacrificio potrebbe essere troppo, che non riescono nemmeno una volta al mese ad andare a mangiare una pizza o ad andare a cinema, scrivetemelo e vi manderò' una delle copie di Casablanca che mi arriveranno con il mio abbonamento e se non basteranno cercherò' di farne degli altri, ma Casablanca non deve, non può' morire.
Beppe Fava non può, non deve, essere ucciso ancora.
Ci sono due modalità' per sostenere «Casablanca», per fare il vostro dovere, la prima e' tramite un bonifico bancario alle coordinate indicate di seguito
Abbonamento ordinario 30,00
Abbonamento Sostenitore 50,00
Bonifico Bancario
Graziella Rapisarda
Banca Popolare Italiana Catania
Cc: 183088 ABI: 5164 CAB: 16903 CIN: R
La seconda, tramite carta di credito, e' quella attraverso il sito di seguito indicato
http://www.ritaatria.it/donazione_casablanca.aspx

Ancora un grazie a tutti voi per non avermi lasciato da solo in questa lotta per la giustizia.
Salvatore Borsellino>>

Ps:già che ci siete fate un salto sul sito di "onda pazza" uan radio organizzata da un gruppo di ragazzi contro la camorra e per la legalità, anche loro ovviamente la nostra pseudo informazione non nè parla, andate sul loro sito, questo è il link: http://www.radioondapazza.it/index.htm


 

 

 

mercoledì, 05 dicembre 2007,14:38
 

Ebbene ragazzi, finalmente sono tornato nella mia bella casetta! Prima di incominciare vorrei ringraziare tutti voi per i messaggi di stima ed affetto, e molti di questi ammetto che mi hanno commosso, ma al tempo stesso mi avete dato la giusta carica per affrontare una situazione così difficile, ma ora andiamo con l'inizio della storia, e vi scuso se tralascio qualche dettaglio, ma credetemi, già raccontarlo è molto difficile.


Come forse voi saprete, se leggete il mio profilo, vedrete che troverete scritto che sto combattendo da più di un anno una brutta malattia,


Stava andando tutto troppo bene, dopo avere sopportato 9 cicli di chemio terapia, prelievi visite ecc, Ho scoperto il meraviglioso mondo dei blog, ho anche scoperto la voglia di leggere, mi sono messo anche in contatto con un'associazione che lavora in collaborazione con il comune dove al momento io risiedo, e che dà la possibilità a persone come me, che hanno difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro dopo le cure necessarie per guarire dalla propria malattia, e poi come ho già detto ho aperto questo blog, che per me è stato un vero e proprio toccasana, perché mi ha dato la possibilità finalmente di esprimere liberamente liberamente il mio punto di vista,e di confrontarmi con tutti voi su quello che pensate liberamente su quello che ho scritto in quel determinato post, insomma questo per dirvi che alla fine non tutto il male viene a nuocere, e che anzi la malattia mi e servita per conoscere dei lati degli aspetti su di me che prima non conoscevo, e inoltre di scoprire cose che prima non sapevo e di aver finalmente riscoperto molti aspetti della vita che prima non conoscevo.


Ma ci sono anche e purtroppo anche dei lati di grande sofferenza, ovviamente. Se vi ricordate, l'ultimo post, l'ho fatto sugli orrori di Halloween che in certe zone del mondo durano tutto l'anno, evidentemente era l'avviso di un brutto presagio, anche se involontario. Infatti poche ore dopo la pubblicazione del post, mia madre era tornata a casa dicendomi che dovevamo tornare urgentemente in ospedale, perché c'era stata un ritorno della malattia, incredibile, proprio nel momento in cui i medici parlavano di una quasi guarigione.... Io ovviamente vi lascio immaginare la mia reazione quale è stata, e preferisco non dirlo. Comunque alla fine è andato tutto bene, anche se alla fine il vero problema è stato più che altro psicologico considerando poi che sei chiuso in una stanza in isolamento quasi totale, e dove puoi vedere i tuoi genitori solo il pomeriggio, e questo isolamento spesso lo devi condividere con altri pazienti. Dopo oltre un mese per fortuna il ricovero è finito, quindi posso riprendere un po' di fiato, in attesa del ricovero, quello decisivo, quello che cioè dovrebbe consentirmi di riavere una vita normale, cercherò di avvisarvi per tempo quando questo accadrà, così capirete perché non potrò postare per un certo periodo, se escludiamo qualche eccezione, anche se la stessa eccezione mi costa parecchio, come vi ho già precedentemente spiegato!


Bene, per ora sono a casa, per ora, perché non son so quanto ci rimarrò, perché dovrò fare un nuovo ricovero, quello decisivo, quello del trapianto, che di fatto mi darà un midollo nuovo di zecca, e che in qualche modo dovrebbe restituirmi la possibilità di una vita normale.



Bene, tiriamoci un po' sù e ora approfittiamone per alcune chicche interessanti:


a)che l'informazione in Italia era morta lo si sa da anni, non è che raiset sia una novità......


b) arrestato Lo Piccolo, suo figlio e i suoi affiliati,e aggiungiamoci anche altri affiliati a Nitto Santapaola, tutti sono felici e contenti, soprattutto i politici che hanno di fatto sfruttato cosa nostra, e che poi sono entrati in parlamento. Ragazzi, ma lo volete capire che la vera mafia,e proprio all'interno di quella specie di poggio reale chiamato palazzo madama? Per saperne di più leggete il libro di Lirio Abbate e Peter Gomez “i complici di Provenzano”


c)in questo mese,durante il mio ricovero, avevo anche letto precedentemente il libro di Fabrizio Gatti “Bilal”, preferisco non anticiparvi altro, se no che l'inviato de l'espresso documenta la drammatica odissea con cui i poveri extracomunitari sono costretti per raggiungere l'Europa, quindi, quando parliamo malissimo di loro (a volte a ragione ma spessissimo a torto) domandiamoci che cosa hanno passato per arrivare nel nostro paese e avere un futuro dignitoso.


d)Il “pupo” Gasparri” colui che aveva fatto la legge che ha di fatto permesso a rete 4 e ad Emilio di occupare liberamente ed abusivamente le frequenze che dovevano essere di “europa 7” e che il suo successore Gentiloni sta ovviamente difendendo, vorrebbe bloccare il documento choc sul mondo della cocaina in Italia, un traffico che ricordiamo da solo ha un fatturato 60 vole superiore a quello della ad esempio della FIAT, ma evidentemente la clientela nel poggio reale chiamato parlamento è molto ampia.. Se consideriamo poi che Mastella, compie la sua ennesima prodezza, bloccando la fiction dedicata alla vicenda di Graziella Campagna, ragazza di 17 anni uccisa nel 1985 da cosa nostra, per aver scoperto per puro caso l'identità nascosta di un boss piuttosto importante, Geraldo Alberti JR, che per la cronaca ha avuto rapporti con gente come Pippo Calò, il “cassiere” della mafia, e con Vittorio Mangano, meglio noto come lo “staliere” del nano di Arcore. Bene, le motivazioni di questo blocco da parte del Ceppalonico Indultato, è stata che “la messa in onda della fiction, proprio nei giorni delle sentenze definitive, poteva turbare la serenità dei giudici”...UAO! Certo, che la giustizia è già ridotta ad un certo modo, basti pensare ad esempio che l'omicidio Campagna è avvenuto nel 1985, e che i processi siano iniziati solo recentemente, ma addirittura pensare che gli stessi giudici potessero essere influenzati da una fiction.... E poi scusate, una volta che raiset si sforza di trasmettere qualcosa di veramente interessante in alternativa alle interviste all'insetto di porta a porta sul suo libro fondamentale per far sapere agli Italiani i rapporti politici- donne.....


e) E alla fine la Forleo è stata trasferita, e gli “unipoliani” possono tirare un sospiro di sollievo, anche se secondo Clementina poteva farne a meno di certe sue dichiarazioni a livello politico, e magari limitarsi solo a riferire dello svolgimento delle indagini. Certo, i migliori amici dei furbetti del quartierino ci hanno messo senz'altro messo lo zampino, ma anche lei ha le sue colpe, e intanto l'altro trasferimento per incompatibilità ambientale, quello di De Magistris è solo questione di ore....

 

Dite la vostra.

Bene di questo è altro ve ne parlerò in questi giorni, ora fatemi un po' riprendere da questa brutta esperienza, che è inutile provarlo, mi ha provato, ma nonostante tutto non mi manca la voglia e la grinta di discutere con tutti voi degli argomenti che ho sempre trattato con tutti voi, e che nonostante tutto continueremo a farlo, in un modo o nell'altro, nonostante tutto.


Grazie ancora per tutti i messaggi di stima da parte di tutti voi, e scusate ancora per la mia assenza forzata, cercherò di rimediare, anche perché, ora come non mai bisogna reagire e il blog sarà uno dei tanti modi per reagire e prepararmi alla conquista di un nuovo futuro.


PS: Oramai non tengo più Mastella, è un uomo che veramente non ha limiti, perciò anch'io mi sento un po

 

 

 

mercoledì, 31 ottobre 2007,08:12
 

Roberto Molinaro è uno di quei imprenditori che in qualche modo riescono a fare il loro lavoro in Calabria, questo nonostante le continue minacce del N'drangheta, ma anche della quasi assenza dello stato. Lo stesso Molinaro ci offre una chiara testimonianza della drammatica realtà Calabrese nel mondo degli affari.

 

 

 

PS: ringrazio tantissimo Giovinotta , per avermi informato che i biglietti  per la prima visione di "gomorra erano tutti esauriti, e ringrazio anche Giuba47  e nesia per i complimenti, fanno sempre piacere.

lunedì, 29 ottobre 2007,07:58
 antonino caponetto

C'era una volta quella procura di Palermo, dove lavorava, tanti anni fa, uno straordinario pool di magistrati creato da Rocco Chinnici e dopo la sua morte comandato da Antonino Caponetto. In quel pool lavoravano magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Leo Guarnotta, Giuseppe Di Lello e Antonio Ingroia, e aggiungiamoci anche i “super” poliziotti Cassarà e Montana.


Quel pool ottene risultati straordinari nella lotta a cosa nostra, sebbene lo stesso psudo stato non faceva granché par andargli incontro, visto che già all'epoca l'unione tra mafia e politica era già molto forte, e accompagnata anche da un certo scetticismo dal opinione pubblica.


I risultati più sorprendenti furono la scoperta del giro di droga internazionale che verrà poi denominata “pizza connection”, per non parlare degli affari sugli appalti dei Corleonesi, la stessa complicità delle banche e delle istituzioni e le “memorabili” imprese della politica Siciliana sempre più collusa con Cosa Nostra, tra cui il famoso “sacco di Palermo” la più famosa speculazione edilizia mai accaduta in Italia, e trovò nei suoi artefici, l'allora sindaco democristiano non che grande pupillo di Belzebù Andreotti Salvo Lima, e il vice fedele di quest'ultimo Vito Ciancimino, e non dimentichiamoci degli”esattori” della mafia, i democristiani Nino e Ignazio Salvo.


Tutte queste operazioni portò all'arresto di oltre 300 persone tra politici e mafiosi, tra cui l'allora capo dei Corleonesi Luciano Liggio, e furono condannati parecchi all'ergastolo in quel famoso maxi processo di Palermo, anche se poi ci sarà quel famoso processo “spartacus” che addirittura supererà come numero di imputati e condanne, in questo caso contro il clan Campano dei “Casalesi”.


Ma come detto purtroppo questo appartiene al passato, anche perché quel grandissimo pool fu letteralmente distrutto negli da Antonino Mele e Giuseppe Pignatone poi. E i due in pratica tornarono al vecchio modo inefficace nell'indagare sulla mafia, e cioè quello di indagare soltanto sulle famiglie mafiose, lasciando stare i legami politici.


Dopo 25 anni la distruzione del pool è stata completata, ora la procura di Palermo è diventato praticamente il nulla, con indagini e processi bloccati da non so quanto tempo e addirittura magistrati che si odiano uno con l'altro e che addirittura lanciano segnali attraverso i comunicati stampa.


Da una parte ci sono i magistrati che accusa l'altra parte di essere dei “massimalisti, cioè quei magistrati che hanno seguita la cosiddetta linea Caselli, cioè quella dei processi ai politici, quindi attaccare il vero punto di forza del potere di cosa nostra, e cioè il legame con la politica, ma come ben sappiamo,quasi tutti i processi in questo senso sono finiti o con l'assoluzione o con la prescrizione.


E dall'altra parte si accusa il cossi detto sistema di Piero Grasso, l'attuale capo della direzione dell'antimafia,quest'ultimo è stato accusato dai suoi stessi colleghi di affidare le indagini a pochi, di avere impedito “circolarità delle informazioni, quest'ultimo vero punto di forza del pool di Chinici-Caponetto, ma soprattutto quello di aver concentrato le indagini soltanto sul potere militare di cosa nostra, escludendo i rapporti Politici e quello degli affari.


Oramai la procura di Palermo è diventato il nulla assoluto con pm, magistrati ecc che non si rivolgono più la parola se non per farsi i dispetti. Volete un esempio pratico?


Ad esempio, nel processo Cuffaro ci sono pm che vorrebbero condannarlo per associazione mafiosa, e altri di favoreggiamento a cosa nostra, e intanto Totò perché vede sempre più aperta la possibilità di uscirne di uscire dal processo con un nulla di fatto. Oppure basta pensare che quando succede un omicidio di mafia, lo steso funzionario della polizia o dei carabinieri, non sa a quale magistrato rivolgersi, perché intanto gli stessi magistrati litigano come dei bambini per vedere chi prende per primo l'indagine su quel delitto di mafia, con il risultato che lo stesso funzionario, è costretto a riferire dello sviluppo delle indagini addirittura a 7 magistrati diversi, con il risultati che questi 7 magistrati hanno tutti delle teorie diverse, e l'indagine si conclude nel nulla.


Oramai ci vuole poco per capire che di quel fantastico pool che vi ho raccontato ad inizio post non è rimasto praticamente nulla, neanche le briciole, con il risultato che ora le cosche si tranquillamente riorganizzando per il dopo Provenzano (e ricordiamo che proprio per questo c'è una specie di duello tra due boss entrambi latitanti, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Lo Piccolo), e gli stessi politici fedeli alle cosche possono tranquillamente festeggiare con loro, e con la loro poltrona sempre più salda.


Ora vi voglio proporre un estratto di un articolo di Giuseppe D'Avanzo su “repubblica”:


<<La verità e che, nel duello, è in discussione, al di là dei caratteri, delle culture, delle ambizioni personali, delle idiosincrasie, una questione decisiva, la risposta alla domanda: Che cosè la mafia?

Una società segreta o un network di relazioni? E' popolare o borghese? E soltanto violenza “militare” o soprattutto concertazione sociale, politica, economica? Soprattutto: è un potere onnipresente in grado di dominare tutte le altre forme di regolamentazione statale o è soltanto una delle forze “sociali” che agisce nel territorio dell'isola riproducendosi come la muffa, in forma parassitarie, nell'ombra umida dell'esercizio del potere? E quindi una volta definita cos'è la mafia, quale nome criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità penale punire i confini dove quei mondi si incontrano? Quale deve essere l'obbiettivo specifico nella lotta a Cosa Nostra?>>


E incredibile! Leggendo quest'articolo, ho la sensazione di essere tornato indietro di 50 quando si diceva che “la mafia non esiste”! E assurdo tutto ciò.


A proposito, complimenti procura di Palermo, verso il nulla e...BASTA!

mercoledì, 24 ottobre 2007,10:22
 

Della Salerno-Reggio Calabria oramai non si parla mai, e diventata oramai un'abituè vederla ridotta così. Sembra che per andarci hai bisogno di un joypad tipo quello della playstation, non è un'autostrada, e un circuito di formula 1, pieno di curve e chicane davvero impegnative e pericolose, tanto che Bernie Ecclestone e i suoi hanno già visionato il circuito, e hanno chiesto ai clan di camorra e le famiglie della N'drangheta se si potesse fare qualcosa per ospitare un gran premio, i clan sono in riunione, ma penso che si farà, visto che questa specie di autostrada circuito, è oramai nelle loro piene mani, con il cartello dei lavori in corso che trovi praticamente ad ogni angolo dell'autostrada.


Per la cronaca il gran premio si chiamerà “gran premio Salerno- Reggio Calabria, e sarà dedicata a due nomi “storici”, Raffaele Cutolo , e di don Mommo Piromalli


Così camorra e N'drangheta sono contenti che il gran premio porterà il nome di due “grandi” personaggi che hanno fatto “storia”, ma d'altronde quale miglior riconoscimento per un circuito del genere?


Ora per capirci, vedetevi questi due filmati,


Questo e per farvi capire per cosa intendo per “circuito” Salerno Reggio Calabria”

 

 







Il secondo invece, è uno schetch di Simone Schettino, che descriverà a modo suo la Salerno Reggio Calabria