sabato, 16 febbraio 2008,09:52

 

Pino Maniaci e uno dei giornalisti che meritano di essere rappresentati nella categoria “veri giornalisti” alla pari dei free lance di “report”, Travaglio, Ricca, Gatti e pochi altri. Pino Maniaci e stato aggredito da un gruppo di persone a Partinico, e sembra che tra uno di loro il figlio del boss Vito Vitale. Nonostante i lividi e soprattutto la paura, Pino Maniaci il giorno dopo e tornato regolarmente a dirigere il TG di Telejato, e a fare ciò che lui ha sempre fatto e cioè INFORMARE (non è un caso che lo scrivo in maiuscolo!) i Siciliani su cosa nostra e non solo, rompendo il solito muro muro di omertà. E basti pensare infatti ad esempio che proprio l'emittente telejato ha preso più di 200 querele semplicemente per aver informato i cittadini, ad esempio una queste da parte di una cantina vinicola della zona, questo perché un servizio del tg di telejato ha dimostrato che la distilleria di quella ditta inquinava, ed infatti l'emittente è stata assolta dalla querela perché il servizio diceva la verità, e anzi lo stesso giudice aveva ordinato l'immediata chiusura della distilleria.


Pino Maniaci, come già detto prima è uno di quei giornalisti da prendere da esempio, insieme a pochi. Oramai il giornalismo di oggi dalle parti nostri equivale sempre a servilismo dei partiti.


Teniamoci stretti tipi come Maniaci, perché intorno a noi nell'informazione c'è un vuoto preoccupante.


E ora per concludere, vi consiglio di vedere il video che troverete ad inizio post, dove proprio lo stesso Pino Maniaci racconta la sua storia.

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giovedì, 14 febbraio 2008,10:29
 hitler

 

 

 

 

 

 

 

putin assasino dell

 

 

 

 

 

 

 

 

Se nel nostro paese delle meraviglie le cose vanno come vanno, non è che nel resto del mondo si sta tranquilli anzi!


In particolare incomincerò dal terrorista democratico Putin, che come forse sapete ha minacciato di puntare i missili sull'ucraina, se Kiev entrerà a far parte della NATO. La notizia in sé è stata trattata giornali ma in una maniera soft che più soft non si può, e dai nostri pseudo politici, così come i loro colleghi esteri, anzi mi correggo, da parte loro silenzioso assenso. Putin sta diventando sempre di più l'Hitler o Stalin di nuova generazione, ma rispetto ai suoi “grandiosi” predecessori, lui ha totale libertà, può tranquillamente assassinare gli scomodi Anna Politoskaya e Alexander litvinenko, torturare la Cecenia e il suo popolo, organizzare a suo piacimento il mercato-pizzo-terroristico del gas, con metodi che spaventerebbero perfino gli stessi Nazisti e Fascisti e mafiosi. La differenza e che in qualche modo si è riusciti a fermare i nazi-fascisti, al contrario per l'uomo terrorista democratico dell'anno insieme ad altri sui celebri colleghi (facciamo pure un nome, Gheddafi), la libertà e assoluta, quello che fanno lui e i suoi amichetti e diventata routine, ancora più piacevole se la morte profuma di denaro!


Ora passiamo all'altra questione: parliamo tanto da noi di shoah,olocausto ecc, e ogni anno diciamo da bravi bambini “mai più”. Bene, anzi malissimo, perché in tanti paesi shoah olocausto, viene praticato alla grande. La carta dei diritti umani è sempre più carta straccia, l'occidente fa affari con la Cina di regime che sta tenendo in ostaggio Tibet e Birmania, che fa affari con il Sudan che sta eseguendo olocausti continui in Darfur. Come forse saprete alla fine la gran Bretagna ha rinunciato al suo grandissimo “progetto” di proteggere il suo principale partner commerciale, impedire ai propri atleti di parlare politicamente della Cina, e alla fine anche Steven Spielberg ha rinunciato di seguire le realizzazione della cerimonia d'apertura delle olimpiadi di regime cinese che inizierà ad Agosto. Sarà anche vero che il boicottaggio non ha certo risolto le cose, come insegna il boicotaggio degli Americani prima a Mosca e poi dei Sovietici a San Francisco, però, che gusto c'è per un'atleta disputare un'olimpiade in un paese così, e con questo, e tengo a specificare, certamente non voglio offendere il popolo Cinese, ma c'è l'ho con la Cina in quanto dittatura, nella quale ho già avuto la possibilità di parlarne in questo precedente post.


E ora per concludere in bellezza, concludiamo proponendovi una parte del e-mail che i ragazzi dell'associazione  “italian blogs for Darfur" mi hanno mandato, questo per dimostrarvi quando i fantasmini Nato e ONU, ci tengano a far terminare l'olocausto in Darfur:

<<Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, un monito pesante alle vecchie e nuove generazioni affinché non si ripeta il fallimento dell' umanità negli anni bui del secolo scorso.

Continuiamo a ripetere "Mai più", come fosse ormai uno slogan pubblicitario, un'icona del nostro tempo, la marca di un vestito alla moda. Proprio come un abito da sera, lo indossiamo solo per le grandi occasioni. Così, il giorno dopo, il "Mai più" pronunciato senza pudore suona invece come una condanna per gli oltre due milioni di sfollati e i 200.000 profughi del Darfur, vittime di un genocidio che la comunità internazionale stenta a riconoscere. Ma anche Somalia, Zimbabwe, Congo, Cecenia, Vietnam, Tibet, Cambogia, Filippine, Iran: un mare di dolore e silenzio in cui smarrirsi, ma nel quale navigano intrepidi eroi della solidarietà, laici e religiosi.

Abbiamo già denunciato, in un recente rapporto, come il contingente UNAMID (26.000 uomini, che si sarebbero dovuti dispiegare in Darfur entro la fine di dicembre secondo quanto stabilito dalla risoluzione 1769 delle Nazioni Unite) sia ben lontano dall'essere operativo. Ad oggi solo 2000 caschi blu si sono uniti ai 7000 dell'Unione Africana, già presenti nel territorio, senza armi e mezzi di trasporto. Ora sta per partire una missione europea, 3700 uomini, provenienti per lo più dalla Francia, storicamente legata al destino dei due Paesi, ma anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria, Belgio e Irlanda, che saranno impiegati lungo il confine con il Ciad e la Rep. Centrafricana, sotto la guida di Parigi che fornirà anche 10 elicotteri. L'Italia parteciperà con un centinaio di uomini del personale militare medico e delle trasmissioni e attraverso la quota di finanziamento richiesto dall' Unione Europea per coprire i costi previsti della missione, pari a 99.200.000 euro, per una durata di almeno 12 mesi: in questo periodo dovrà garantire protezione e sicurezza ai profughi del Darfur.

A febbraio ricorre l'anniversario dell'inizio del conflitto, dal quale sono già passati cinque lunghi anni: Italians for Darfur e Art. 21 organizzano, a Roma, un evento in memoria del tragico inizio del conflitto. L'azione di Italians for Darfur continua anche a livello locale, per proporre la deliberazione per il Darfur: qui il testo approvato, che vi invitiamo a portare all'attenzione dei vostri consiglieri comunali.>>

E non dimentichiamoci del Pakistan che forse stava per vedere una piccola luce di speranza con Benhazir Bhutto, e che invece dovrà assorbire di nuovo Muscharaff, o ancora la Palestina, l'Amazzonia e tanti altri stati lasciati soli da dittature e multinazionali, in nome del sangue che profuma di denaro.



Si dice che la storia l'abbiano scritta pochi uomini, ma la domanda che mi faccio spesso è:



Che storia consegneremo ai nostri figli?

   


 





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martedì, 18 dicembre 2007,10:14
                                                                         beppe alfano

Sonia Alfano ancora oggi non si arrende, anche se sa di essere sola nella battaglia alla ricerca dell'omicidio di suo padre Beppe, avvenuto l'8 gennaio del 1993. Ancora oggi, molti hanno il coraggio di dire che è stato un delitto a sfondo passionale, così lo si uccide due volte. Beppe ha avuto il merito, non solo di aver raccontato le attività mafiose a Barcellona pozzo di gotto, in particolar modo, quella del clan Santapaola, ma anche quello di aver parlato dei soliti legami con la politica, come al solito un tutt'uno con cosa nostra. Dal 93 ad oggi, non è cambiato niente, anzi, col passare degli anni, cosa nostra è entrata a palazzo chigi, mafia e politica sempre più unite a braccetto, e noi Italiani oramai abituati a tutto questo marciume, e a tutto ciò aggiungo anche le solite “talpe” nella magistratura.


Ora quello che vi propongo, è l'intervento che Sonia ha fatto alla manifestazione anti mafia, “Break the Mafia”, che si è svolta al teatro Carcano di Milano. Vedete il video del suo intervento, ne ha per tutti.

 

 

 

 




sabato, 15 dicembre 2007,09:59
 

Il documentario trasmesso martedì su rai tre “cocaina, da una parte dimostra, da una parte dimostra le motivazioni, molto spesso ASSURDE che porta noi giovani ad entrare nell'inferno di quella polvere bianca, sia da spacciatore o da consumatore. Da una parte però dimostra che, se vuoi la vita puoi godertela anche con poche cose, perlopiù semplici. Anzi spesso la soluzione per uscire da quest'inferno sono molto più vicine di quello che si pensi. Lo dimostra soprattutto un'articolo di Massimo Gramellini su “la stampa” di ieri, una storia che dovrebbe far riflettere soprattutto chi pensa che non c'è via di uscita a questo veleno a forma di polvere:



<<C'era una volta un dépliant dell'università di Manchester. Forse qualcuno lo aveva ricevuto per posta, e non sapendo che farsene, lo aveva buttato nella spazzatura. Ma mica in una spazzatura qualunque. Nella spazzatura del quartiere più spazzatura di Nairobi. Un bambino di nome nome Sammy rovistò dentro quel cassonetto per cercare del cibo e pescò il dépliant. Il suo stomaco non ne fu felice, ma il suo cure sì. Sarà stato per il nome, che gli ricordava il Manchester United, o perché fra i pochi nomi che riuscì a compitare riconobbe quello della sua patria: Kenya. Sammy lo mise in tasca, ammesso che ne avesse una, e non se ne separò più. Nemmeno quando il padre morì assassinato durante una guerra fra bande. Nemmeno quando cominciò a fare lo spacciatore per sfamare la madre e i dieci fratellini. Nemmeno quando entrò in coma per una overdose di cocaina.


Fu guardando il dépliant, al risveglio, che comprese come un'altra vita sia sempre possibile. Si mise a lavorare per un'associazione di beneficenza. Conobbe un Inglese che, colpito dalla sua conversione, volle conoscere la molla. Sammy si toccò la tasca, ammesso che ne avesse una: il dépliant era lì, ingiallito e stropicciato, ma l'indirizzo si leggeva ancora bene. Nonostante il ragazzo fosse sprovvisto di diplomi, l'Inglese riuscì a iscriverlo all'università di Manchester. E stamattina, dopo annidi studio duro, Sammy si laurea. Mandandoci a dire che per tutti esiste un dépliant.


Il guaio è che molti camminano lungo la vita senza sapere di avercelo in tasca o,peggio, senza mai trovare il coraggio di tirarlo fuori.>>

 


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Da oggi aderisco anch'io a quest'iniziativa di newkid contro le droghe, se anche voi vi interessa aderivi, vi consiglio di andare su questo link, http://lineaneuronica.splinder.com/post/14823449/La+vita+%C3%A8+l%27unica+droga


lì troverete il codice per mettere il link sul vostro blog.


by libero83 | commenti (27) | commenti (27)(popup)
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giovedì, 13 dicembre 2007,10:27
 neanche i cani si stupiscono più......

Oramai neanche a noi Italiani stupisce più questo paese, l'anormalità, la corruzione, le mala politica, le mafie, il precariato, gli omicidi sul lavoro ecc, è entrato nella quotidianità di tutti noi, l'unico modo per stupirci di qualcosa e far sì che quel qualcosa faccia un po' di audience.


L'ennesimo scandalo truffa Brlusconiana, oramai non stupisce più nessuno, visto che un giorno tocca a D'alema, Fassino e i loro amichetti del quartierino, poi a Prodi e Mastella è così via. Che la nostra pseudo politica abbia perso oramai anche quel briciolo di credibilità che aveva, oramai è diventata un'abitudine, quindi oramai nulla ci stupisce.


Non ci stupisce neanche che la legge 30 abbia tolto ogni diritto ai noi lavoratori, e anzi, chi deve mantenere un figlio è doppiamente ricattabile, ma oramai anche questa è abitudine.


Non ci stupisce che devi pagare 400 e più euro al mese di affitto per poi abitare in una specie di tugurio degno del terzo mondo.


Non ci stupisce dell'usura legale delle banche, che è peggio del pizzo delle mafie, ma oramai anche inginocchiarsi a questa nuova generazione di strozzini è diventata normalità.


Non ci stupiscono più le continue dichiarazioni di tipo nazi-fascista dei sindaci del nord, a danno degli immigrati, sebbene noi stessi sappiamo che sono solo parole che incitano solo odio e ignoranza popolare, ma che soprattutto portano a loro tanti voti, ma anche questo è diventata normalità.


Non ci stupisce più neanche le morti sul lavoro, o meglio Torino ci ha un po' stupito un po', perché il fatto ha fatto audience, ma al fatto non ci stupiamo più del fatto che i problemi degli omicidi sul lavoro non è incominciato a Torino, ma in realtà questa drammatica escalation era incominciata negli anni 50, come peraltro blob sta ampiamente dimostrando.


Non ci stupisce più neanche che la mafia s.p.a sia diventata la prima azienda d'Italia, che quando sentiamo di blitz antimafia, come ad esempio quello di stanotte a Messina, sentiamo solo i nomi di affiliati semplici, ma di quelli politici e imprenditoriali, vera forza delle mafie, manco a parlarne, anche quello è normalità.


E a me personalmente non mi stupisce che che sulla “stampa” di ieri, scopriamo che nel 2009 ci sarà un'ulteriore trattenute della somma destinata al 5 x mille, che ricordiamo ha contribuito a salvare tante vite attraverso la nostra ricerca, per non dimenticare l'assistenza, il volontariato, di questo tg giornali non ne hanno parlato, ma come vedete neanche questo mi stupisce più.


Non mi stupisce neanche più neanche la futura ennesima emergenza rifiuti che ci sarà in Campania, con i soliti cumuli di rifiuti, che verrano puntualmente bruciati che porteranno con sé il solito carico di veleni, i le solite ditte, con dipendenti pagati per non fare niente, i soliti provvedimenti inutili, il solito commissario straordinario che già dopo un giorno capirà che non c'è niente da fare, e le solite ecomafie a festeggiare con le loro casse sempre più piene.


Per ora preferisco fermarmi qui, in un certo senso scrivendo questo post, mi sono ricordato del rapporto del censis, e dico che alla fine hanno scoperto l'acqua calda, è comunque alla fine io mi chiedo ,e lo chiedo anche a voi, quando è che apriremo gli occhi e ci stupiremo veramente per le prodezze del nostro paese delle meraviglie?


 

martedì, 11 dicembre 2007,09:52
 rita atria

Che alla fine la mafia venga combattuta solo a parole, purtroppo in parte è vero, è spesso si preferisce non parlarne, soprattutto se c'è di mezzo la vera mafia, quella politica ed imprenditoriale.


Nei giornali e tg servitori del potere la mafia è ridotta a far inquadrare la ricotta di Provenzano, oppure il magazzino dove si nascondeva Lo piccolo, ma di tutti quelli quelli che dall'alto lo hanno protetto, non bisogna neanche fiatare, in tal caso “la mafia non esiste”, e non è neanche strano che nessuno parli del libro di Abate e Gomez “i complici di Provenzano”.


E non è neanche strano che nessuno commenti i provvedimenti del csm contro De Magistris e la Forleo, ma d'altra parte come dice Grillo i tempi sono cambiati, Per Falcone e Borsellino bisognava usare il tritolo, oggi bastano il ceppalonico indultato e il csm, nuova casa dei partiti.


Ma ci sono anche piccole realtà, come ad esempio il mensile “casablanca”, che con grande fatica cerca di occuparsi di mafia, compresa quella politica a 360°, ma che ora rischia di sparire, causa problemi economici, un mensile che manco quelli dell'antimafia comprano.


Tra poco dovrebbe essere votata la nuova legge sull'editoria, è ovviamente la fetta più grossa andrà ai giornali dei padroni di partito, ai mensili come casablanca neanche le briciole.


Ora vi invito a leggere l'appello di Salvatore Borsellino a Favore del mensile Casablanca, una raccolta fondi organizzata dall'associazione Anti Mafia Rita Atria :

<<Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perche' Casablanca, un giornale che e' la continuazione ideale dei "Siciliani" di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l'indifferenza dei tanti e contro l'impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.
Ve ne riporto solo alcuni.
Il primo e' un sms di una amica, appartenete a un gruppo di uomini, donne e ragazzi che non si arrenderanno mai, che ho avuto la fortuna di incontrare sulla rete nella mia incessante ricerca di persone che vogliano combattere al mio fianco la mia ultima battaglia e che, dopo di me, possano continuare a combatterla.
Mi scrive :

"Amico, sono abbattuta stasera. Casablanca e' in agonia. Se chiude...Pippo Fava viene ucciso di nuovo. Mi sento impotente, cosa posso fare?Dammi un consiglio perché ho solo voglia di piangere..."

Voglio molto bene a questa amica dal volto sconosciuto perché so che lotterà con me sino all'ultimo, e a questo nome e' ispirato il suo gruppo, e perché spesso fa iniziare la mia giornata con un sms pieno di colori e di speranza, ma ho rimproverato anche lei perché anche a lei ho gridato che non e' tempo di lacrime, e' tempo solo di lotta, le lacrime dovremo conservarcele, e saranno di gioia non di disperazione, per quando andremo da Paolo a dirgli che a tutti i morti e gli oppressi dalla mafia e dalla illegalità avremo reso giustizia.
La seconda e' una email di cui riporto solo alcuni passi :
"... Graziella mi dice che casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire... aiutatemi a trovare un pubblicitario, perché se muore casablanca, è come aver lasciato morire Graziella, indebitatasi PER NOI, perché casablanca non produce utili di alcun genere, ....cercasi qualcuno che vende spazi pubblicitari, con massima urgenza ... chiunque ascolti, risponda all'appello disperato,... ne va della vita dell'antimafia vera, se vogliamo produrre sul serio, serve una mano, per favore, aiutateci ......"
La terza mi parla di Graziella Rapisarda, che insieme a Riccardo Orioles faceva parte della redazione dei "Siciliani" e che ora combatte insieme a lui una disperata battaglia perche' Casablanca possa continuare a vivere, e dice tra l'altro :
"... ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......"
Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistrati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi puo' fare per combattere insieme a loro.
Ci sono tante altre cose che possiamo e che dovremo fare, ci saranno tante battaglie più dure e più difficili da combattere e questa che adesso vi chiedo e' solo una delle più semplici.
Corriamo tutti ad aiutare chi sta per cadere, andiamo a fargli scudo con il nostro corpo.
Non materialmente, le vere guerre non si combattono più cosi', e neanche facendo un obolo, una donazione di cui poi ci dimenticheremmo, perché allora non avremo davvero fatto quello che potevamo e dovevamo fare.
No, quello che possiamo e che dobbiamo fare e' leggere quello che questi combattenti in trincea scrivono e, con grande fatica, riescono a pubblicare, impegniamoci.
E' dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..
Io non sono certo ricco, vivo del mio lavoro, continuo a lavorare anche se potrei gia' andare in  
pensione, e posseggo solo la casa in cui abito,ma siccome so di stare meglio di tanti altri, che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese, non staro' certo a pensare a cosa dovrò rinunziare per fare la mia parte.

Penserò invece a cosa dovrei rinunziare se non la facessi, alla mia libertà.
Io comincerò quindi per primo, perché' e' mio dovere farlo anche per il nome che porto, a versare sul conto che vi indico in fondo 1500 euro per trenta abbonamenti come sostenitore di Casablanca.
A ciascuno di voi chiedo di fare un semplice abbonamento per voi stessi, sono solo 30 euro, e di non pensare se per questo dovrete rinunziare ad un cinema o ad una pizza, avrete pero' anche voi acquistato uno spicchio di libertà.
So che ci sono anche alcuni di voi per i quali anche questo sacrificio potrebbe essere troppo, che non riescono nemmeno una volta al mese ad andare a mangiare una pizza o ad andare a cinema, scrivetemelo e vi manderò' una delle copie di Casablanca che mi arriveranno con il mio abbonamento e se non basteranno cercherò' di farne degli altri, ma Casablanca non deve, non può' morire.
Beppe Fava non può, non deve, essere ucciso ancora.
Ci sono due modalità' per sostenere «Casablanca», per fare il vostro dovere, la prima e' tramite un bonifico bancario alle coordinate indicate di seguito
Abbonamento ordinario 30,00
Abbonamento Sostenitore 50,00
Bonifico Bancario
Graziella Rapisarda
Banca Popolare Italiana Catania
Cc: 183088 ABI: 5164 CAB: 16903 CIN: R
La seconda, tramite carta di credito, e' quella attraverso il sito di seguito indicato
http://www.ritaatria.it/donazione_casablanca.aspx

Ancora un grazie a tutti voi per non avermi lasciato da solo in questa lotta per la giustizia.
Salvatore Borsellino>>

Ps:già che ci siete fate un salto sul sito di "onda pazza" uan radio organizzata da un gruppo di ragazzi contro la camorra e per la legalità, anche loro ovviamente la nostra pseudo informazione non nè parla, andate sul loro sito, questo è il link: http://www.radioondapazza.it/index.htm


 

 

 

venerdì, 07 dicembre 2007,10:33
 

Più passa il tempo è più vedo che nel nostro paese delle meraviglie tutto l'impossibile diventa possibile.


In Italia più sei mariuolo più sei premiato, se ti ci metti di impegno hai anche l'onore di entrare nel poggio reale chiamato parlamento, o comunque ricoprire cariche sempre più importanti, e per loro la favola finisce sempre bene, anzi meglio di prima.


Al contrario, per chi cerca di ribellarsi a questa orribile favola, per loro c'è solo la condanna.


Non mi riferisco sempre ai casi De Magistris e la Forleo (a proposito cliccate qui per leggere una prima parte dell'interrogazione della commissione del csm, e ditemi se il rispetto verso le persone esiste ancora...), ma anche a quei cittadini, che giustamente rivendano la loro voglio di vivere in un paese onesto, e soprattutto legale, ma per loro non c'è scampo.


Ci siamo già occupati in questo blog dei casi di Antonella Marcantoni, Luigi Iovino,  Pino Masciari e Roberto Molinaro.  

Ora ci occupiamo di un'altro modo di distruggere una persona che ha avuto la colpa che c'è ad esempio nella sanità. Bene, in questo caso stiamo parlando della signora Giovanna Nigris, “colpevole” di aver denunciato gravi illegalità,soprattutto da parte dei dirigenti, in un ospedale di Milano, bisogna ricordare che siamo nell'era di mani pulite, e Giovanna ha pagato a caro prezzo il suo coraggio subendo il fenomeno del mobbing, un'altro modo di uccidere, a livello psicologico, le persone, rendendole nulle,impotenti, non bastassero le vere morti sul lavoro, dove ricordiamolo ancora, nel 2006, siamo risultati primi in Europa e tra i primi 10 nel mondo.


Ora guardatevi il filmato, poi esprimete liberamente le vostre opinioni. Per concludere dico soltanto che nel nostro paese delle meraviglie non bastano solo quei pochi magistrati VERI che ci restano, ma anche questi onesti cittadini meritano tutto il nostro sostegno perchè l'Italia possa veramente ripartire.

 





mercoledì, 31 ottobre 2007,08:12
 

Roberto Molinaro è uno di quei imprenditori che in qualche modo riescono a fare il loro lavoro in Calabria, questo nonostante le continue minacce del N'drangheta, ma anche della quasi assenza dello stato. Lo stesso Molinaro ci offre una chiara testimonianza della drammatica realtà Calabrese nel mondo degli affari.

 

 

 

PS: ringrazio tantissimo Giovinotta , per avermi informato che i biglietti  per la prima visione di "gomorra erano tutti esauriti, e ringrazio anche Giuba47  e nesia per i complimenti, fanno sempre piacere.

martedì, 30 ottobre 2007,08:50

 cratere

La decisione di Clementina Forleo non bisogna considerarla clamorosa più di tanto, perché dice lei, il pericolo non viene dalla strada, ma dalle istituzioni. Alla fine destra e sinistra si hanno creato una barriera indistruttibile intorno a quella specie di poggio reale chiamato parlamento, peggio della cupola di cosa nostra. Alla fine il messaggio è chiaro, “non toccateci o vile magistrati, o sarete puniti”, un messaggio ancora più chiaro dei “pizzini” di Provenzano. Ma dall'altra parte basta vedere le dichiarazioni di Violante su l'unità,  oppure la puntata di stamattina di omnibus, su la7, dove sui sono ascoltate per più di un'ora le “meravigliose” teorie di Calvi, Taradash e Pecorella. Per la cronaca, gli unici a rimanere un po' più lucidi sono stati Piroso, Salvi e Bruno Tinti, quest'ultimo autore del libro “toghe rotte” che peraltro sta riscuotendo un ottimo successo.

 

 Seguendo le parole della Forleo, mi ha fatto venire in mente le parole di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, e soprattutto quest'ultimo nelle sue dichiarazioni, nonostante che sapeva che lo stato aveva lasciato soli sia lui che Borsellino, continuavano comunque ad avere fiducia nelle istituzioni, una fiducia ovviamente non ripagata, e che infatti hanno pagato a caro prezzo. A tutto ora infatti non si sa ancora nulla del agenda rossa di Paolo Borsellino, dove all'interno, probabilmente conteneva nomi troppo importanti per essere svelati.

 

Bisogna anche dire che la stessa giustizia ha le sue colpe, perché una riforma che possa veramente garantire una equa giustizia per tutti ancora non c'è, e cosa ancora più grave, non c'è mai la certezza della pena, perché ci sono sempre i soliti cavilli, che consente,soprattutto ad imputati eccellenti, o con una pena minima, o addirittura con l'assoluzione, o ancora i tempi troppo lunghi per i processi, con il risultato che ad esempio i processi contro gli usurai di Pino Masciari, o Andreotti, cadono puntualmente in prescrizione, anche se nel caso di quest'ultimo, è stato comunque riconosciuto qualche colpa certamente non piccola....

 

 

Insomma, la giustizia Italiana sta diventando sempre più un rebus, un po' per il “virus” politichese”, ma anche per colpe proprie. E le proporzioni negative sono grandi quasi come un cratere...

 


 


lunedì, 29 ottobre 2007,07:58
 antonino caponetto

C'era una volta quella procura di Palermo, dove lavorava, tanti anni fa, uno straordinario pool di magistrati creato da Rocco Chinnici e dopo la sua morte comandato da Antonino Caponetto. In quel pool lavoravano magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Leo Guarnotta, Giuseppe Di Lello e Antonio Ingroia, e aggiungiamoci anche i “super” poliziotti Cassarà e Montana.


Quel pool ottene risultati straordinari nella lotta a cosa nostra, sebbene lo stesso psudo stato non faceva granché par andargli incontro, visto che già all'epoca l'unione tra mafia e politica era già molto forte, e accompagnata anche da un certo scetticismo dal opinione pubblica.


I risultati più sorprendenti furono la scoperta del giro di droga internazionale che verrà poi denominata “pizza connection”, per non parlare degli affari sugli appalti dei Corleonesi, la stessa complicità delle banche e delle istituzioni e le “memorabili” imprese della politica Siciliana sempre più collusa con Cosa Nostra, tra cui il famoso “sacco di Palermo” la più famosa speculazione edilizia mai accaduta in Italia, e trovò nei suoi artefici, l'allora sindaco democristiano non che grande pupillo di Belzebù Andreotti Salvo Lima, e il vice fedele di quest'ultimo Vito Ciancimino, e non dimentichiamoci degli”esattori” della mafia, i democristiani Nino e Ignazio Salvo.


Tutte queste operazioni portò all'arresto di oltre 300 persone tra politici e mafiosi, tra cui l'allora capo dei Corleonesi Luciano Liggio, e furono condannati parecchi all'ergastolo in quel famoso maxi processo di Palermo, anche se poi ci sarà quel famoso processo “spartacus” che addirittura supererà come numero di imputati e condanne, in questo caso contro il clan Campano dei “Casalesi”.


Ma come detto purtroppo questo appartiene al passato, anche perché quel grandissimo pool fu letteralmente distrutto negli da Antonino Mele e Giuseppe Pignatone poi. E i due in pratica tornarono al vecchio modo inefficace nell'indagare sulla mafia, e cioè quello di indagare soltanto sulle famiglie mafiose, lasciando stare i legami politici.


Dopo 25 anni la distruzione del pool è stata completata, ora la procura di Palermo è diventato praticamente il nulla, con indagini e processi bloccati da non so quanto tempo e addirittura magistrati che si odiano uno con l'altro e che addirittura lanciano segnali attraverso i comunicati stampa.


Da una parte ci sono i magistrati che accusa l'altra parte di essere dei “massimalisti, cioè quei magistrati che hanno seguita la cosiddetta linea Caselli, cioè quella dei processi ai politici, quindi attaccare il vero punto di forza del potere di cosa nostra, e cioè il legame con la politica, ma come ben sappiamo,quasi tutti i processi in questo senso sono finiti o con l'assoluzione o con la prescrizione.


E dall'altra parte si accusa il cossi detto sistema di Piero Grasso, l'attuale capo della direzione dell'antimafia,quest'ultimo è stato accusato dai suoi stessi colleghi di affidare le indagini a pochi, di avere impedito “circolarità delle informazioni, quest'ultimo vero punto di forza del pool di Chinici-Caponetto, ma soprattutto quello di aver concentrato le indagini soltanto sul potere militare di cosa nostra, escludendo i rapporti Politici e quello degli affari.


Oramai la procura di Palermo è diventato il nulla assoluto con pm, magistrati ecc che non si rivolgono più la parola se non per farsi i dispetti. Volete un esempio pratico?


Ad esempio, nel processo Cuffaro ci sono pm che vorrebbero condannarlo per associazione mafiosa, e altri di favoreggiamento a cosa nostra, e intanto Totò perché vede sempre più aperta la possibilità di uscirne di uscire dal processo con un nulla di fatto. Oppure basta pensare che quando succede un omicidio di mafia, lo steso funzionario della polizia o dei carabinieri, non sa a quale magistrato rivolgersi, perché intanto gli stessi magistrati litigano come dei bambini per vedere chi prende per primo l'indagine su quel delitto di mafia, con il risultato che lo stesso funzionario, è costretto a riferire dello sviluppo delle indagini addirittura a 7 magistrati diversi, con il risultati che questi 7 magistrati hanno tutti delle teorie diverse, e l'indagine si conclude nel nulla.


Oramai ci vuole poco per capire che di quel fantastico pool che vi ho raccontato ad inizio post non è rimasto praticamente nulla, neanche le briciole, con il risultato che ora le cosche si tranquillamente riorganizzando per il dopo Provenzano (e ricordiamo che proprio per questo c'è una specie di duello tra due boss entrambi latitanti, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Lo Piccolo), e gli stessi politici fedeli alle cosche possono tranquillamente festeggiare con loro, e con la loro poltrona sempre più salda.


Ora vi voglio proporre un estratto di un articolo di Giuseppe D'Avanzo su “repubblica”:


<<La verità e che, nel duello, è in discussione, al di là dei caratteri, delle culture, delle ambizioni personali, delle idiosincrasie, una questione decisiva, la risposta alla domanda: Che cosè la mafia?

Una società segreta o un network di relazioni? E' popolare o borghese? E soltanto violenza “militare” o soprattutto concertazione sociale, politica, economica? Soprattutto: è un potere onnipresente in grado di dominare tutte le altre forme di regolamentazione statale o è soltanto una delle forze “sociali” che agisce nel territorio dell'isola riproducendosi come la muffa, in forma parassitarie, nell'ombra umida dell'esercizio del potere? E quindi una volta definita cos'è la mafia, quale nome criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità penale punire i confini dove quei mondi si incontrano? Quale deve essere l'obbiettivo specifico nella lotta a Cosa Nostra?>>


E incredibile! Leggendo quest'articolo, ho la sensazione di essere tornato indietro di 50 quando si diceva che “la mafia non esiste”! E assurdo tutto ciò.


A proposito, complimenti procura di Palermo, verso il nulla e...BASTA!