lunedì, 29 ottobre 2007,07:58
 antonino caponetto

C'era una volta quella procura di Palermo, dove lavorava, tanti anni fa, uno straordinario pool di magistrati creato da Rocco Chinnici e dopo la sua morte comandato da Antonino Caponetto. In quel pool lavoravano magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Leo Guarnotta, Giuseppe Di Lello e Antonio Ingroia, e aggiungiamoci anche i “super” poliziotti Cassarà e Montana.


Quel pool ottene risultati straordinari nella lotta a cosa nostra, sebbene lo stesso psudo stato non faceva granché par andargli incontro, visto che già all'epoca l'unione tra mafia e politica era già molto forte, e accompagnata anche da un certo scetticismo dal opinione pubblica.


I risultati più sorprendenti furono la scoperta del giro di droga internazionale che verrà poi denominata “pizza connection”, per non parlare degli affari sugli appalti dei Corleonesi, la stessa complicità delle banche e delle istituzioni e le “memorabili” imprese della politica Siciliana sempre più collusa con Cosa Nostra, tra cui il famoso “sacco di Palermo” la più famosa speculazione edilizia mai accaduta in Italia, e trovò nei suoi artefici, l'allora sindaco democristiano non che grande pupillo di Belzebù Andreotti Salvo Lima, e il vice fedele di quest'ultimo Vito Ciancimino, e non dimentichiamoci degli”esattori” della mafia, i democristiani Nino e Ignazio Salvo.


Tutte queste operazioni portò all'arresto di oltre 300 persone tra politici e mafiosi, tra cui l'allora capo dei Corleonesi Luciano Liggio, e furono condannati parecchi all'ergastolo in quel famoso maxi processo di Palermo, anche se poi ci sarà quel famoso processo “spartacus” che addirittura supererà come numero di imputati e condanne, in questo caso contro il clan Campano dei “Casalesi”.


Ma come detto purtroppo questo appartiene al passato, anche perché quel grandissimo pool fu letteralmente distrutto negli da Antonino Mele e Giuseppe Pignatone poi. E i due in pratica tornarono al vecchio modo inefficace nell'indagare sulla mafia, e cioè quello di indagare soltanto sulle famiglie mafiose, lasciando stare i legami politici.


Dopo 25 anni la distruzione del pool è stata completata, ora la procura di Palermo è diventato praticamente il nulla, con indagini e processi bloccati da non so quanto tempo e addirittura magistrati che si odiano uno con l'altro e che addirittura lanciano segnali attraverso i comunicati stampa.


Da una parte ci sono i magistrati che accusa l'altra parte di essere dei “massimalisti, cioè quei magistrati che hanno seguita la cosiddetta linea Caselli, cioè quella dei processi ai politici, quindi attaccare il vero punto di forza del potere di cosa nostra, e cioè il legame con la politica, ma come ben sappiamo,quasi tutti i processi in questo senso sono finiti o con l'assoluzione o con la prescrizione.


E dall'altra parte si accusa il cossi detto sistema di Piero Grasso, l'attuale capo della direzione dell'antimafia,quest'ultimo è stato accusato dai suoi stessi colleghi di affidare le indagini a pochi, di avere impedito “circolarità delle informazioni, quest'ultimo vero punto di forza del pool di Chinici-Caponetto, ma soprattutto quello di aver concentrato le indagini soltanto sul potere militare di cosa nostra, escludendo i rapporti Politici e quello degli affari.


Oramai la procura di Palermo è diventato il nulla assoluto con pm, magistrati ecc che non si rivolgono più la parola se non per farsi i dispetti. Volete un esempio pratico?


Ad esempio, nel processo Cuffaro ci sono pm che vorrebbero condannarlo per associazione mafiosa, e altri di favoreggiamento a cosa nostra, e intanto Totò perché vede sempre più aperta la possibilità di uscirne di uscire dal processo con un nulla di fatto. Oppure basta pensare che quando succede un omicidio di mafia, lo steso funzionario della polizia o dei carabinieri, non sa a quale magistrato rivolgersi, perché intanto gli stessi magistrati litigano come dei bambini per vedere chi prende per primo l'indagine su quel delitto di mafia, con il risultato che lo stesso funzionario, è costretto a riferire dello sviluppo delle indagini addirittura a 7 magistrati diversi, con il risultati che questi 7 magistrati hanno tutti delle teorie diverse, e l'indagine si conclude nel nulla.


Oramai ci vuole poco per capire che di quel fantastico pool che vi ho raccontato ad inizio post non è rimasto praticamente nulla, neanche le briciole, con il risultato che ora le cosche si tranquillamente riorganizzando per il dopo Provenzano (e ricordiamo che proprio per questo c'è una specie di duello tra due boss entrambi latitanti, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Lo Piccolo), e gli stessi politici fedeli alle cosche possono tranquillamente festeggiare con loro, e con la loro poltrona sempre più salda.


Ora vi voglio proporre un estratto di un articolo di Giuseppe D'Avanzo su “repubblica”:


<<La verità e che, nel duello, è in discussione, al di là dei caratteri, delle culture, delle ambizioni personali, delle idiosincrasie, una questione decisiva, la risposta alla domanda: Che cosè la mafia?

Una società segreta o un network di relazioni? E' popolare o borghese? E soltanto violenza “militare” o soprattutto concertazione sociale, politica, economica? Soprattutto: è un potere onnipresente in grado di dominare tutte le altre forme di regolamentazione statale o è soltanto una delle forze “sociali” che agisce nel territorio dell'isola riproducendosi come la muffa, in forma parassitarie, nell'ombra umida dell'esercizio del potere? E quindi una volta definita cos'è la mafia, quale nome criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità penale punire i confini dove quei mondi si incontrano? Quale deve essere l'obbiettivo specifico nella lotta a Cosa Nostra?>>


E incredibile! Leggendo quest'articolo, ho la sensazione di essere tornato indietro di 50 quando si diceva che “la mafia non esiste”! E assurdo tutto ciò.


A proposito, complimenti procura di Palermo, verso il nulla e...BASTA!

martedì, 09 ottobre 2007,08:32
 bersani

Come ben si sa, nel nostro paese delle meraviglie ci sono tanti nulla, uno di questi sono le assicurazioni, soprattutto quelle sulle auto, dove ti spremono fino all'ultimo centesimo, e manco sei sicuro di essere assicurato del danno subito. In questo caso il nulla chiamato assicurazioni sono capaci pure di fare propaganda politica, contro il tanto contestato decreto Bersani. Ecco, vi consiglio di seguire la testimonianza di una testimone d'eccezione, mia madre! Per la cronaca lei lavora nella cancelleria del palazzo di giustizia di Milano:


>>Un uomo si è reato in una cancelleria del tribunale (sezione GIP) per sollecitare l'archiviazione di un fascicolo, formatosi a seguito di denuncia di un furto dì auto subito dal figlio qualche tempo prima. Tale archiviazione viene richiesta dalle compagnie assicuratrici, per la liquidazione del danno, che altrimenti non viene effettuata. Il cancelliere interpellato dice all'uomo che, se vuole, l'interessato può presentare un sollecito al giudice. A questo punto l'uomo esclamava “maledetto decreto Bersani! E tutta colpa loro!” allora il funzionario del tribunale, innervosito dall'esclamazione, chiede chiarimenti, al che l'uomo rivela che la compagnia assicuratrice, gli ha “spiegato” che questa compilazione(necessita di avere l'archiviazione da parte del tribunale) è dovuta al decreto Bersani sulle liberalizzazioni. A tal punto il cancelliere rivela all'uomo che, in realtà, l'archiviazione è sempre stata richiesta dalle compagnie assicuratrici, già da molto tempo prima della “bersani.


L'episodio fa capire che le lobby, come quella delle assicurazioni, cercano di aizzare i cittadini contro provvedimenti che in realtà tutelano gli interessi della maggior parte dei cittadini, raccontando agli stessi autentiche falsità!!Quindi cittadini, attenti a non farvi prendere per i fondelli da chi ha sempre gabbato e sfruttato!<<


Voi che ne pensate?

lunedì, 01 ottobre 2007,08:46
                                                                       il nulla

Che la RAI, oramai è stata divorata dal nulla assoluta della pseudo politica, oramai è un fatto consolidato. Non bastano il ritorno di due grandi come Enzo Biagi e Michele Santoro per farla rinascere, anche perché” incantesimo” e un “posto al sole” abbondano sempre di più. Mentre per programmi tipo “report” e “blu notte” lo spazio è sempre più limitato, mentre per lo scolaretto ubbidiente Heidi Floris e l'insetto Vespa lo spazio è sempre più abbondante. Ma proposito di report e quindi della Gabanelli, non è un caso che la vera informazione me la devo cercare nei giornalisti free lance. Qui “stranamente” i pseudo giornalisti ipnotizzati non parla no più di RAI, soprattutto per quelli che tengono al centro sinistra......


Ora vi consiglio di leggervi questo articolo di Nina Rothenberg, giornalista freelance che collabora con vari giornali tedeschi. Nata a Dortmund nel 1972, è ricercatrice di italianistica all'università di Birmingham, dice molto sulla rai inghiottita dal nulla della pseudo politica.....

 

"A cinque anni dall'editto bulgaro, Enzo Biagi e Michele Santoro sono tornati sugli schermi della Rai, mentre il comico Daniele Luttazzi farà il suo esordio su La7 in ottobre con uno show tutto suo, dopo sei anni di deserto professionale.

Raitre ha trasmesso l'eccellente documentario di Alexander Stille sulla mafia In un altro paese, anche se durante l'estate. Segni di una nuova primavera della tv italiana dopo un lungo inverno?

Temo invece che la riabilitazione dei tre epurati dopo il diktat di Berlusconi nel 2002 sia la foglia di fico di una libertà televisiva sempre assente, con l'esclusione totale o parziale dei migliori giornalisti e comici del paese.

Un esempio è Marco Travaglio, il giornalista più temuto non solo da Berlusconi ma anche dai politici del centrosinistra, con le sue analisi caustiche e il suo stile anticonformista e rigoroso. Dopo sei anni di silenzio forzato è tornato nel programma Annozero di Michele Santoro.

Fa audience e dovrebbe avere il suo spazio. Proprio come Oliviero Beha, Massimo Fini e Curzio Maltese o, tra i comici, i Guzzanti, Paolo Rossi e Beppe Grillo. Grillo riempie gli stadi, ma le sue idee sul parlamento pulito, contro la partitocrazia e la precarietà sono troppo "anarchiche" per un palazzo arrogante e fragile.

Intanto Berlusconi, come ai vecchi tempi, si intromette nella composizione del consiglio d'amministrazione del principale concorrente della sua Mediaset, la Rai. Il centrosinistra, ora maggioranza, ha di nuovo abbandonato le buone proposte, indulgendo nell'antico vizio di piazzare fedelissimi dove servirebbero intellettuali indipendenti ed esperti.

Tutto ciò in palese contraddizione con la pur fallimentare legge Gasparri che auspica "persone di riconosciuto prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti". Intanto del conflitto di interessi – tanto sbandierato in campagna elettorale – Prodi, Fassino, D'Alema e Rutelli non si occupano più. Sarà perché si accontentano di piazzare i loro yesmen alla Rai, creando quel beato equilibrio consociativo da prima repubblica?

E mentre il paese sprofonda in una nuova crisi sociale e politica, il parlamento ha discusso la rimozione di Angelo Maria Petroni dal consiglio d'amministrazione della Rai. Per sostituirlo è stato scelto l'ex fanfaniano, già demitiano, Fabiano Fabiani, 77 anni. Tra le mille polemiche anche Walter Veltroni l'ha sparata grossa.

Con la sua imprecisa idea dell'amministratore unico ha dato il colpo di grazia alla ragionevole proposta di legge Gentiloni, che da mesi langue in parlamento. Daniele Luttazzi sta per tornare in tv, ma non alla Rai, a cui all'epoca aveva regalato degli share da sogno con il suo indimenticabile programma Satyricon.

Il presidente Claudio Petruccioli – in quota Ds ma tanto apprezzato da Berlusconi e Fedele Confalonieri – impedisce il suo rientro, danneggiando così un'azienda che, dopo i tanti flop della passata stagione, avrebbe urgentemente bisogno di qualche stellina nel palinsesto.

Il conflitto d'interessi e l'indipendenza della tv pubblica dovrebbero invece tornare a essere temi centrali della nuova stagione politica in Italia. Temi che andrebbero inseriti in una più ampia analisi della democrazia – dai diritti delle minoranze al rapporto con la chiesa, dall'etica politica alla legalità.

E questi dibattiti dovrebbero essere nutriti da una tv indipendente, pluralista, critica e informativa. L'esasperazione del grillismo riflette anche l'incapacità della tv italiana di compiere la sua missione, di comunicare le idee della società civile, di dare informazioni scomode e confrontarsi più criticamente con il sistema politico."



martedì, 04 settembre 2007,16:52
 asl

Ragazzi, in questo blog mai mi sarei immaginato di raccontare una cosa che è successa a me, ma poi riflettendo penso che purtroppo questa cosa appartenga anche nella vita di tutti noi, quindi se c'è una cosa che mi consola in parte, e che in queste disavventure non sono il solo a subirne, e in un certo senso è la conferma che soltanto il cittadino bisognoso subisce le conseguenze, ma andiamo con ordine.


Oggi dovevo presentarmi all' asl di Segrate(MI), dovevo teoricamente presentarmi per la visita medica che mi avrebbe consentito di prendere il certificato di residue capacità lavorative, quel certificato che in pratica ti consente di entrare in quella lista di invalidità civile, che in teoria consentirebbe a persone come me, che sono impegnati in diverse tipi di cure, ad avere un più facile reinserimento nel mondo del lavoro, questo ovviamente teoricamente. Ma proseguendo con la nostra storia, una volta entrati in questo edificio, che definirlo squallido è dire poco, io e mia madre siamo stati sopraffatti da una puzza di non so cosa, e successivamente costretti ad aspettare QUASI DUE ORE!. Per essere più chiari, l'appuntamento era per le 15......


In queste due ore, dove abbiamo aspirato con i nostri nasi qualsiasi odore, ho visto anche una ragazza costretta a muoversi con la sedia a rotelle, che chiedeva gentilmente delle informazioni, ma davanti a lei, o ha trovato gente incompetente, o peggio ancora che non le hanno voluto neanche rispondere. O meglio ancora, altre persone che l'appuntamento l'avevano alle 15:30, ecco puntualmente arrivare, il solito addetto, che prima lo aveva detto di venire, e poi dirgli in faccia che l'appuntamento era stato rinviato, e lo stesso ragazzo giustamente si è giustamente innervosito e ha chiesto spiegazioni, ma l'addetto non ne ha voluto saperne niente.............


Comunque, finalmente dopo ripeto due ore e mezzo di attesa (per essere ancora più chiari l'appuntamento era per le 15:00, e l'ho fatto verso le 16:45), finalmente mi hanno fatto accomodare, e da lì spero ovviamente di ottenere quel benedetto certificato che stò attedendo da chissà quanto tempo, o almeno così, mi avevano fatto capire l'asl di Cernusco sul naviglio.


Ed invece eccoti, l'ennesima fregatura, perché in pratica l'addetto mi ha detto che dovrò attendere almeno altri sei mesi per tutte le procedure “burocratiche”, se tutto và bene, se no un' altro bell'anno ad attendere un'altra chiamata allegramente.......................


Dopo aver lasciato tanto “allegramente” il fetoso squallido edificio di Segrate, eccomi qui a ritrovarmi ad essere l'ennesima vittima della burocrazia “made in Italy”, quella lì tanto per intenderci che ti chiedono caterve di soldi per essere ottimizzate, per poi ritrovarti con servizi del genere. Servizi che in un certo senso li definisco “Afriche d'Italia”, e la cosa che più mi colpisce, e che se anche tu protesti per far sentire il tuo sdegno, sai che già tutto inutile, visto che i sindacati, o chi per loro, ti diranno che “stai ingiustamente attaccando dei lavoratori che stanno lavorando, faticosamente, per darti il servizio migliore....”


E potremmo anche aggiungerci i dirigenti delle asl, la maggior parte coperti da lobbi politiche, ma preferisco fermarmi qui.


Dico soltanto che è impossibile che in Italia chi è mariuolo l'ha sempre vinta, e alla fine gli unici a rimetterci siamo solo e soltanto noi onesti cittadini............

 

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