Spesso continuiamo a dire che se l'Italia non va è colpa della classe dirigente, della casta ecc. Ma forse ci converrebbe anche pensare che forse siamo anche noi Italiani uno dei principali problemi della rovina politico economico e morale del nostro paese delle meraviglie. In tal proposito proprio su “la stampa” di ieri, ho trovato una lettera, dove l'autore pone una questione non da sottovalutare, la questione educativa:
“A Milano, nell'ottobre del 2004, gli studenti allagano il liceo Parini. In Sicilia, più di recente, una professoressa di scuola media viene presa a calci e pugni da mamma e nonna inferocite, perché ritenuta colpevole del sequestro di un telefonino. Un insegnante di tecnologia viene picchiato all'uscita da un genitore che urla << Non ti permettere più di rimproverare così mio figlio>>. Un altro insegnante, colpevole di avere fatto una nota sul all'alunno che lo aveva preso a parolacce, viene picchiato pesantemente all'uscita della scuola. Durante l'aggressione l'alunno è spalleggiato dal padre.
L'emergenza educativa scavalca i muri degli edifici scolastici e approda nella cronaca della TV, dei quotidiani e dei settimanali. Non riesce invece a trovare spazio adeguato nel chiacchiericcio desolante della politica e nella (in)sensibilità delle varie sigle sindacali, che dovrebbero avere più a cuore la dignità degli insegnanti lavoratori”
Certo, la questione è anche più complessa e da approfondire, ma se poi continuiamo a dire che il futuro e in mano ai giovani, e gli stessi genitori sono complici delle loro imprese, allora mettiamoci una mano sulla coscienza, d'altra parte si dice che la politica sia lo specchio del paese, ma anche il contrario......

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