Il buon Clemente colpisce ancora, ha già ammazzato la giustizia, ma ora vuole anche bruciare il cadavere. Non gli basta dire dare dei pazzi a chi contesta l'indulto, ritenendo le polemiche inopportune(magari questo lo può dire questo al figlio che ha perso i genitori, causa un barbaro omicidio di tre pregiudicati usciti grazie anche all'indulto, quella strage avvenuta alle porte di Treviso, Ti ricordi Clemente?). Ma come già detto il buon Clemente, definito “un equivoco” da Beppe Grillo, ha voluto superarsi, e bisogna anche ammettere che si è rivelata una persona molto seria, perché una promessa l'ha mantenuta, vi ricordate quando disse “sarò più amico dei detenuti che dei giudici”? Bene, sta mantenendo per intero quella promessa,e probabilmente l'indulto è solo l'inizio, magari perché no, toglierà di mezzo il 41 bis, il regime di carcere duro, riempire ancora di più di debiti i palazzi di giustizia, e gli stessi distretti di polizia carabinieri ecc, e che ricordiamo questi ultimi già non hanno carburante sufficiente per fare gli inseguimenti o pedinare, e a proposito di palazzi di giustizia, proprio la settimana scorsa Fabrizio Gatti ha fatto uno dei suoi bellissimi reportage, stavolta sul palazzo di giustizia di Venezia, e la cosa più impressionante e vedere dei dipendenti del palazzo che non hanno un ruolo preciso, ma nonostante ciò hanno stipendi degni dei migliori banchieri,e che in pratica non fanno niente, ma la cosa ancora più sconvolgente, e vedere che gli archivi del palazzo sono quasi a cielo aperto, completamente disorganizzato, addiritura senza una sicurezza adeguata e pensate che in questo archivio coi sono i documenti dove cci sono scritti tutti i luoghi dove al momento sono tenuti nascosti i collaboratori di giustizia, a Venezia e nel Veneto, pensate quando un killer della mafia, ha avuto l'ordine di uccidere un determinato “infame” che ha tradito la famiglia, lo stesso killer non avrà problemi a saperlo, basta andare nel palazzo......
Ma continuiamo con il buon equivoco Clemente Mastella, che come già detto non contento di avere ucciso la giustizia, ora vuole anche bruciare il cadavere.
Infatti il buon equivoco Clemente vuole trasferire il pm di Catanzaro De Magistris e Procuratore capo Lombardi. E il classico esempio della teoria che se tocchi il potere, muori. Per la cronaca, i due magistrati stavano lavorando sulle cossidette toghe lucane', vale a dire il presunto comitato di affari che avrebbe agito in Basilicata, e l'inchiesta voleva dimostrare questo complesso che che aveva come apice la complicità di politica, imprenditoria ma anche dei finanziamenti illeciti ai partiti. Ma il buon Clemente, tenendo fede alla sua parola di essere più amico dei detenuti piuttosto che dei giudici, ha immediatamente chiesto il trasferimento di De Magistris e Lombardi in'alra sede, queste per presunte irregolarità nelle gestioni del fascicolo. E già, quando c'è da difendere la pseudo politica, e la nuova nascita di una possibile nuova P2, l'equivoco Clemente c'è sempre!
Ma ora parliamo un po' dei fatti in cui coinvolto l'amico dei detenuti Clemente, per chi non lo sapesse il partito dell'equivoco è quello con più infiltrazioni camorristiche in Campania in sieme a la margherita, questo secondo le indagini della procura di Napoli.
Io però penso che un'ampio spazio lo meriti il suo predecessore, Roberto Castelli.
Per chi non lo sapesse, nel 2002 ci fù un messaggio audio di Leoluca Bagarella, il braccio destro di Riina, che in pratica dichiarava lo sciopero della fame, e che non avrebbe inerrotto lo sciopero se non ci fossero stati degli allegerimenti del 41 bis, e allo stesso sciopero hanno aderito i suoi compari di cosa nostra, e pochi giorni, allo stazio Renzo Barbera di Palermo, durante al partita Palermo Ascoli, ci fù uno striscione eloquente che diceva “uniti contro al 41 bis, Berlusconi dimentica la Sicilia”. E il Buon Roberto avendo a cuore dei bisogni di gente come Bagarella, e soprattutto tenendo conto di quanti amici Siciliani il buon nano deve tener conto per le fortune acquisite, il ministro di allora allegerì le misure in carcere nel 41 bis, col risultato che alcuni boss hanno potuto parlare liberamente con i propri famigliari e soprattutto con i propri fedeli e mettendo dei pizzini di nascosto nelle loro giacche, dove c'erano scritti le strategie da eseguire, come dimostrano i filmati della polizia penitenziaria di Palermo, e di cui si stanno ancora svolgendo delle accurate indagini.
Comunque sia i detenuti sono felici e contenti, e una volta liberi come l'aria potranno liberamente tornare a “lavorare”, come ai vecchi tempi, come ad esempio i due Albanesi e il Rumeno Responsabili dell'orribile omicidio dei due congiungi di Treviso, o ancora di quell'automobilista, che era già stato arrestato per guida in stato di ubriachezza, e che una volta fuori grazie al santo indulto, ha potuto nuovamente ubriacarsi e ha nuovamente ucciso, stavolta una ragazzina di 15 anni.
Quando vedo i filmati dalle carceri, vedo sempre appiccicati sui muri i santini di padre pio, ora gli stessi detenuti hanno proposto di fare delle processioni a nome di san Clemente, e i rispettivi santini sono ancora in fase di stampa, pronti a sostituire padre pio.
E ricordatevi sempre, o voi che osate toccare gli amici delinquenti di Mastella, o ancora peggio a osare a sfiorare il potere, ricordatevi che se tocchi Clemente l'equivoco, muori!

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