lunedì, 24 dicembre 2007,14:28
 

Ragazzi, è venuto il momento di salutarci, vi voglio augurarvi a tutti voi buone feste, che il 2008 in qualche modo possa essere un anno pieno di speranze e di prospettive, tutte cose che ci auguriamo ogni anno, ma che spesso non accadono. L'unica cosa che non viene mai a mancare è la solita regola del ricco che diventa sempre più ricco, e il povero sempre più condannato alla miseria. Lasciamo un 2007 con un paese il nostro sempre più intrappolato nella mala politica le mafie, il precariato, dove arrivare a fine mese ecc, vorrei aggiungere tante altre cose, ma penso di aver già parlato troppo in questo senso quest'anno.


E allora se mi consentite vorrei fare gli auguri a tutti voi, a tutte quelle persone che hanno discusso con me i miei post, dove ognuno di voi ha potuto esprimere liberamente la propria opinione, e allora auguri a tutti voi, a tutte quelle persone che hanno visitato il mio blog, e che hanno espresso liberamente la propria opinione, e sto scoprendo sempre di più di come i blog stanno diventando strumento di vera democrazia e informazione, che la nostra pseudo politica e l' informazione fantasma serva dei partiti imparino da noi.


Ma se mi consentite vorrei ricordare tutti quei popoli prigionieri della fame e della miseria, per loro non esiste nessuna festività, esiste solo la necessità di sopravvivere fin quando si può, consapevoli che nessuno li aiuterà.


E un personale augurio, se me lo consentite, va alla mia città Napoli. Nonostante tutto, voglio sperare ancora che possa risalire dalla monnezza in cui è affogata. Mia cara Napoli, voglio rivederti splendente, e che come me, lo vogliono tutti i VERI Napoletani e Campani, che VERAMENTE amano la loro terra:

napoli

a proposito, prima di lasciarvi, vi voglio avvisarvi che per un bel po' non potrò più postare, un altro lungo ricovero e alle porte, ma tranquilli, sono sicuro che andrà tutto bene, un saluto a tutti e un abbraccio a tutti voi







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domenica, 23 dicembre 2007,12:35
ammazzateci tutti

Forse nella lotta a cosa nostra qualcosina si sta muovendo, forse la magistratura e organi anti mafia vari stanno incominciando a capire che per poter capire veramente cosa nostra, e inutile arrestare soltanto i Provenzano o il Lo piccolo di turno con l'aggiunta di qualche suo semplice affiliato. Per poter avere veramente la speranza di distruggere questa organizzazione è colpirla nel cuore, soprattuto negli ambiti politici ed imprenditoriali, e de proprio a livello imprenditoriale che è stato inflitto un colpo durissimo a cosa nostra, perché due giorni fa, è stato arrestato dalle squadre mobili di Palermo e Trapani,Giuseppe Grigoli, che è praticamente il gestore della catena di supermercati Despar in Sicilia. su richiesta dei pm della direzione distrettuale antimafia di Palermo,Picitello,De Robbio,Sabella e Prestipino Ma in realtà, secondo i pm è il “cassiere” nientepopodimeno che di Matteo Messina Denaro, cioè colui che secondo tanti è diventato il successore dello zio Binu a capo della cupola di cosa nostra. Secondo i pm i supermercati di Grigoli sono serviti alla mafia come forma di finanziamento ma anche per offrire posti di lavoro a persone vicine.


Come prova della complicità del Grigoli nei confronti di cosa nostra, lo dimostrerebbero molti pizzini che erano stati ritrovati nel casolare di Provenzano con chiari riferimenti proprio all' imprenditore di Castelvetrano. E sembra che lo stesso Provenzano volesse aprire un super mercato Despar proprio a Corleone e sembra che abbia mandato proprio il suo pupillo Messina Denaro a cercare l'imprenditore adatto per gestire l'affare, e Messina Denaro così è entrato in contatto con lo stesso Grigoli e quest'ultimo non si è certo tirato indietro alla richieste venute dal grande capo, visto che fare fare affari con cosa nostra vuol dire avere quasi certamente affari d'oro garantiti.


Ma la storia insegna che anche tanti altri imprenditori, hanno dato ampia disponibilità a legarsi con cosa nostra, non solo per accrescere il loro personale guadagno, ma anche per fare in modo di “accelerare la scalata” verso quel salotto buono del vero potere.


Ve ne posso fare vari esempi: come quello di Angelo Siino, figlio della grande borghesia Palermitana, ex pilota di rally, che aveva il compito di gestire il sistema degli appalti, con il solito sistema del maggior ribasso, o ancora Pino Lipari, legatissimo a Provenzano, un ex ingeniere del ANAS, divenuto poi ricchissimo attestandosi i beni dello zio Binu.


Per non parlare poi di notai come Giuseppe Provenzano (quest'ultimo non è parente allo zio Binu, ha solo lo stesso cognome, ma non ha parentela, questo per essere chiari) e Pino Mandalari, che hanno gestito i beni dello zio Binu.


Tutto questo e altro ancora trovare nel bellissimo di Abate e Gomez “i complici”, dove troverete tutti i nomi di chi ha coperto il grande capo di Corleone, sia a livello politico, imprenditoriale, ma anche tra le forze dell'ordine e nei palazzi di giustizia.


Un altro problema non da poco, e che ora bisognerà cercare di sconfiggere quella che è di fatto la vera mafia, quella politica, è ce da dire che certamente non basta l'eventuale condanna di Cuffaro, anche perché c'è da considerare che parecchi che fatto carriera grazie al contributo determinante di cosa nostra, purtroppo occupa le aule di palazzo chigi, e de proprio per questo che, non solo bisogna dare un ulteriore accelerata per sconfiggere sto marciume politico, ma bisogna anche cercare di sconfiggere un altro bruttissimo fenomeno, quello che in pratica consente a sta gentaglia di far carriera, soprattutto nel sud, quello dello “scambio di voti”, un fenomeno di cui non si parla mai, e guarda un po' che caso non si parla mai che proprio nelle amministrazioni comunali del sud, soprattutto in Campania e in Sicilia, sono più di cento i comuni sciolti per mafia.


In questo senso però ci sono dei segnali confortanti provenienti dalla Calabria. A Cosenza infatti è scattato un maxi blitz contro l' N'drangheta, che ha portato all'arresto di ben 60 persone, tra cui La Rupa, consigliere regionale dell'Udeur, due finanzieri, un carabiniere e un guardiamarina. Ma quello che fa più spavento, sono le indagini del Dda di Catanzaro, secondo gli inquirenti, infatti queste persone, oltre a gestire il porto turistico, appalti, mercato della droga, estorsioni e usura, comandavano perfino le istituzioni locali, dove aveva infiltrato gente molto vicina ai clan, Al comune,alla regione, nella guardia costiera, nei carabinieri e nella guardia di finanza, dove c'erano “amici fidati”....


Una notizia così avrebbe fatto sobbalzare chiunque, tranne la nostra informazione delle meraviglie, infatti, se volete saperlo, questa notizia, l'ho trovata in un piccolo spazio di “repubblica” del 21 dicembre, questo per dirvela in breve........

 

Ma come detto dei piccoli segnali ci sono, come ad esempio il concerto organizzato da mtv contro le mafie, o ancora meglio sono aumentate le persone che hanno deciso di aderire a organizzazioni tipo ammazzateci tutti,  Libera , e a proposito di quest'ultima, vi ricordo lo speciale che la 7 manderà in onda su la 7 proprio sulle battaglie contro le mafie di don Ciotti.

Oppure la manifestazione anti mafia organizzata al teatro Carcano di Milano, “break the mafia”, a dimostrazione che niente è impossibile, se si vuole si può.

Certo, gli ostacoli sono tanti, forse ancora troppi, come ad esempio la tanta troppa ignoranza di tante, troppe persone, che fanno finta o che ancora non vogliono sapere, ecco un'altra cosa da affrontare con urgenza, l'ignoranza, o ancora uan giustizia che non sappia mai garantire la certezza della pena.

 

E ora, vi propongo alcuni dati di un questionario, fatto nei principali istituti di Napoli e provincia, e vi consiglio di riflettere su questi dati:




Dati positivi:

• La percentuale di giovani che, nonostante la possibilità di rimanere nell’anonimato, lascia i propri dati e si dichiara disponibile a partecipare ad iniziative contro la camorra passa dal 7% dell’anno scorso al 13% di quest’anno;

 • La percentuale di giovani che, una volta aggrediti o derubati, denuncia e/o si rivolge alle forze dell’ordine continua ad aumentare. Si passa dal 27% dell’edizione del questionario promossa nel 2001 al 50% dell’edizione attuale;

• Diminuisce la percentuale di studenti che nel prossimo futuro ha intenzione di lasciare la propria città per andare a vivere altrove. Si passa dal 46% registrato nell’ultima edizione al 36% di quest’anno.

Dati negativi:

 • La fiducia nelle forze dell’ordine resta bassa… rimane ferma al 28%;

• Il giudizio che gli studenti hanno dell’operato delle forze dell’ordine e delle istituzioni contro la criminalità è sempre più negativo. Quest’anno la percentuale di studenti che si esprime positivamente scende al 13%.

• Due studenti su tre acquista merce contraffatta.

Fonte: studenti anti camorra

 

Bene ragazzi, scusate se sono stato un po' lunghetto, avrei voluto tanto scrivere sto post già ieri, ma non ho avuto il tempo .

Con questo vi saluto, e voglio ringraziare tutti voi per i vostri auguri, che ricambierò più che volentieri con il post di domani, ma se mi permettete vi voglio lasciare con una precisazione:


Ieri moltitudini, mi ha criticato sul fatto che nel post precedente ho fatto riferimento a Sergio D'Elia, che secondo me è la persona meno adatta per una cosa del genere come la moratoria contro la pena di morte. Bene, per chi non lo sapesse Sergio D'Elia, che ricordiamo, è stato dirigente di “prima Linea” organizzazione terroristica di estrema sinistra, e de stato condannato a 25 anni per aver partecipato all'organizzazione del  tentativo di evasione dal carcere delle Murate di Firenze, dove perde la vita l'agente Fausto Dionisi. In seguito a ciò viene arrestato e condannato in primo grado a 30 anni, per banda armata e concorso in omicidio.

 

 

 


 

 

 

 

 

giovedì, 20 dicembre 2007,09:59

Italia Rovesciata

 

 

Il nostro paese è stato il principale promotore della moratoria contro la condanna a morte, e come ben sappiamo è stato approvato a gran maggioranza, e non dimenticherei neanche le tanti petizioni via web a favore della moratoria, che comunque hanno dato un gran contributo, quindi se mi consentite e anche un successo di noi popolo del web. Anche se devo essere sincero mi vengono i brividi avedere il nome di Sergio D'Elia tra i promotori della moratoria, non mi sembrava uno che ci tenesse tanto alla vita altrui


Però vedete, più passa il tempo, e più mi accorgo di vivere in un paese alla rovescia: siamo stati i promotori della moratoria contro la pena di morte, poi però ci accorgiamo che da noi il lavoro significa condanna a morte sicura, e io aggiungerei anche precariato senza speranza di futuro.


Siamo probabilmente l'unico paese dove il vaticano di fatto sta decidendo il destino di tutti noi, e lo dimostra la bocciatura del consiglio comunale di Roma sul registro delle coppie di fatto, oltre che l'abolizione nel pacchetto di sicurezza sui reati del omofobia.


Stiamo assistendo ad una preoccupante ondata di neo fascismo, come dimostrano Tosi e i suoi compari del nord, e che gli stessi Italiani ora venerano, forse dimenticando che gli Italiani è stato è rimane un popolo di emigratori, e che proprio il veneto, è stato oggetto di un forte fenomeno di emigrazione, ma agli Italiani piace avere la memoria corta, ma a proposito di Italiani emigrati vi consiglio di andarvi a leggere questo bellissimo post di giuba47, se vi interessa cliccate QUI.

 

Siamo il paese che nell'unione Europea investe meno nella ricerca, e che fà di tutto per spingere i nostri "cervelli" ad emigrare. E vero, ci sono Telethon, l'ail ecc, ma la ricerca non si deve fermare alla solidarietà.


 

 

Siamo il paese dove arrivare alla fine del mese sta diventando sempre più una scommessa, Dove metter su famiglia, è come tentare di scalare l' Everest.


Siamo il paese con il parlamento più corrotto d'Europa, con il più basso tasso di moralità, dove l'economia è dominata da una nuova generazione di usurai, le banche, dove le mafie stanno facendo politica in tutti i sensi, dove il conflitto d'interessi è oramai diventato legittimo, dove la costituzione è diventata carta straccia, un popolo che venera i mafiosi, i corruttori e i piduisti, e dimentica chi ha VERAMENTE sacrificato la propria vita per il bene di tutti noi.


Siamo l'informazione più censurata e politicizzata d'Europa, ma oramai agli Italiani non interessa più, anzi più si tappa le orecchie meglio è.


Saremo stato pure il paese che è stato il promotore della moratoria contro la pena di morte nel mondo, ma non sarebbe meglio fare anche una moratoria contro quest'Italia al rovescio?


martedì, 18 dicembre 2007,10:14
                                                                         beppe alfano

Sonia Alfano ancora oggi non si arrende, anche se sa di essere sola nella battaglia alla ricerca dell'omicidio di suo padre Beppe, avvenuto l'8 gennaio del 1993. Ancora oggi, molti hanno il coraggio di dire che è stato un delitto a sfondo passionale, così lo si uccide due volte. Beppe ha avuto il merito, non solo di aver raccontato le attività mafiose a Barcellona pozzo di gotto, in particolar modo, quella del clan Santapaola, ma anche quello di aver parlato dei soliti legami con la politica, come al solito un tutt'uno con cosa nostra. Dal 93 ad oggi, non è cambiato niente, anzi, col passare degli anni, cosa nostra è entrata a palazzo chigi, mafia e politica sempre più unite a braccetto, e noi Italiani oramai abituati a tutto questo marciume, e a tutto ciò aggiungo anche le solite “talpe” nella magistratura.


Ora quello che vi propongo, è l'intervento che Sonia ha fatto alla manifestazione anti mafia, “Break the Mafia”, che si è svolta al teatro Carcano di Milano. Vedete il video del suo intervento, ne ha per tutti.

 

 

 

 




sabato, 15 dicembre 2007,09:59
 

Il documentario trasmesso martedì su rai tre “cocaina, da una parte dimostra, da una parte dimostra le motivazioni, molto spesso ASSURDE che porta noi giovani ad entrare nell'inferno di quella polvere bianca, sia da spacciatore o da consumatore. Da una parte però dimostra che, se vuoi la vita puoi godertela anche con poche cose, perlopiù semplici. Anzi spesso la soluzione per uscire da quest'inferno sono molto più vicine di quello che si pensi. Lo dimostra soprattutto un'articolo di Massimo Gramellini su “la stampa” di ieri, una storia che dovrebbe far riflettere soprattutto chi pensa che non c'è via di uscita a questo veleno a forma di polvere:



<<C'era una volta un dépliant dell'università di Manchester. Forse qualcuno lo aveva ricevuto per posta, e non sapendo che farsene, lo aveva buttato nella spazzatura. Ma mica in una spazzatura qualunque. Nella spazzatura del quartiere più spazzatura di Nairobi. Un bambino di nome nome Sammy rovistò dentro quel cassonetto per cercare del cibo e pescò il dépliant. Il suo stomaco non ne fu felice, ma il suo cure sì. Sarà stato per il nome, che gli ricordava il Manchester United, o perché fra i pochi nomi che riuscì a compitare riconobbe quello della sua patria: Kenya. Sammy lo mise in tasca, ammesso che ne avesse una, e non se ne separò più. Nemmeno quando il padre morì assassinato durante una guerra fra bande. Nemmeno quando cominciò a fare lo spacciatore per sfamare la madre e i dieci fratellini. Nemmeno quando entrò in coma per una overdose di cocaina.


Fu guardando il dépliant, al risveglio, che comprese come un'altra vita sia sempre possibile. Si mise a lavorare per un'associazione di beneficenza. Conobbe un Inglese che, colpito dalla sua conversione, volle conoscere la molla. Sammy si toccò la tasca, ammesso che ne avesse una: il dépliant era lì, ingiallito e stropicciato, ma l'indirizzo si leggeva ancora bene. Nonostante il ragazzo fosse sprovvisto di diplomi, l'Inglese riuscì a iscriverlo all'università di Manchester. E stamattina, dopo annidi studio duro, Sammy si laurea. Mandandoci a dire che per tutti esiste un dépliant.


Il guaio è che molti camminano lungo la vita senza sapere di avercelo in tasca o,peggio, senza mai trovare il coraggio di tirarlo fuori.>>

 


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Da oggi aderisco anch'io a quest'iniziativa di newkid contro le droghe, se anche voi vi interessa aderivi, vi consiglio di andare su questo link, http://lineaneuronica.splinder.com/post/14823449/La+vita+%C3%A8+l%27unica+droga


lì troverete il codice per mettere il link sul vostro blog.


by libero83 | commenti (27) | commenti (27)(popup)
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venerdì, 14 dicembre 2007,10:52
 

A dire la verità non avevo granché voglia di postare, anche perché forse dopo un periodo forzato chiuso in casa, ho una gran voglia di uscire di casa e respirare un po' di aria buona.


Però, già ieri sera ho letto un commento molto interessante di insadave,




che secondo me merita di essere letto:


<<Io penso che l'indignazione per tutte queste cose che accadono in Italia va bene, ma non basta.
In qualche modo bisogna reagire.
Come?
Non è affatto semplice.
Secondo me occorre ridurre le distanze che si sono create tra la politica e la gran parte della popolazione, specialmente quella che vive in condizioni modeste, per non dire peggio.
Dal momento che la quasi totalità del ceto politico ha tutto l'interesse a mantenere queste distanze, è da parte dei cittadini che deve venire questa spinta ad una maggior discussione e partecipazione politica. Solo se "ci si fa sentire", si potrà contare qualcosa.
Disinteressarsi della politica significa fare il gioco dei politici peggiori (negli USA vota generalmente la metà degli aventi diritto, ma le lobbies politico-economiche non se ne curano minimamente).>>


Il ragionamento di insadave sicuramente in parte è giusto, perchè effettivamente la reazione deve venire soprattutto da noi cittadini, che dovremo rincominciare ad indignarci, a protestare, a pretendere un'Italia migliore, per non essere continuamente sbeffeggiati in Europa e nel mondo.


E effettivamente in parte condivido anche il fatto che l'allontanarsi della gente della politica, alla fine, facciamo solo il gioco dei nostri cari pseudo politici, che tanto comodamente scaldano la poltrona in quel poggio reale chiamato parlamento, e lui giustamente ha anche ricordato che negli States succede anche di peggio, proprio loro che tanto ci criticano sul new york times!


Però poi arriviamo all'altro punto e cioè, se avete visto la puntata di ieri ad “anno zero” nella prima parte dedicata alle morti di Torino, c'era chiaramente tutto il disagio delle famiglie delle vittime e dei loro colleghi di lavoro, e quello che ho più notato è stata in parte la voglia di rincominciare è la volontà, anche dopo che le telecamere si spegneranno a Torino, di essere uniti e di combattere per i loro diritti, ad incominciare soprattutto sulla sicurezza, oltre che a turni più umani e stipendi un po' più accettabili per sopravvivere, ma dall'altra parte ho anche sentito molta amarezza nelle loro parole, perché consapevoli che probabilmente il defunto governo di centro sinistra varerà misure che comunque non risolveranno il problema, e che coloro che dovrebbero essere i loro principali alleati nelle loro lotte, i sindacati, alla fine troveranno il solito compromesso con governo e confidustria, e alla fine gli unici che ci rimetteranno saranno sempre e soltanto loro.


Nella seconda parte invece, c'è stata l'inchiesta degli ortofrutticoli a Catania e Milano, e qui rientra in discussione la questione della legalità.


Nel filmato si vedeva chiaramente che soprattutto a Catania c'erano violazioni di ogni tipo, ma quello che mi ha stupito di più e che gli stessi mercanti abusivi, di fatto erano diventati i padroni della zona, impedendo addiritura ai residenti di uscire con le macchine, perchè ostacolavano le loro attività. Per non parlare poi di quando ad esempio i prodotti ortofrutticoli partano da Catania per poi raggiungere l'ortomercato di Milano....


La cosa che ancora mi stupisce di più, e che in entrambi i casi nelle due città i controlli da parte delle forze dell'ordine sono pari a ZERO!!!!!!!!!!


E in questo senso mi ricordo di tutti quei post che ho fatto nella lotta alla legalità, di cui comunque credo ancora. Il problema però che se neanche le forze dell'ordine non fanno manco mezzo controllo per garantire l'ordine e la legalità, ecco che puntualmente tra tutti noi sale la completa sfiducia da parte di tutte le istituzioni. Stiamo diventando il terzo mondo Europeo, ma oramai non ci stupiamo più di questo, anzi, ho come l'impressione, a parte qualche eccezione, che per tutti noi ormai tutto questo sia normale, compreso il fatto che l'economia del nostro paese sia oramai in mano alle mafie.


Secondo me la sfiducia in tutti noi è dovuto anche a tanti fattori, e qui il discorso sarebbe ancora più lungo


Ora scusate, ma vado, voglio respirare un po' d'aria pulita, per non sentire sempre la solita puzza, ma vi lascio con un altro commento che secondo me è degno di nota, quello di paz83.

 

<<ho scritto qualcosa di molto simile oggi, garantisco, senza plagiare.
Purtroppo stiamo toccando il fondo, come ho letto in un commento da quache parte sul blog di Luttazzi, ora non dovrebbe rimanerci che risalire, speriamo almeno. La cosa triste è che quando ti svegli e ti accorgi che nulla ti stupisce più, che sei già abbituato a tutto allora cominci a tastare realmente quella sensazione di insicurezza e timore. Questa la mia impressione quanto meno. Un saluto. A presto!>>










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giovedì, 13 dicembre 2007,10:27
 neanche i cani si stupiscono più......

Oramai neanche a noi Italiani stupisce più questo paese, l'anormalità, la corruzione, le mala politica, le mafie, il precariato, gli omicidi sul lavoro ecc, è entrato nella quotidianità di tutti noi, l'unico modo per stupirci di qualcosa e far sì che quel qualcosa faccia un po' di audience.


L'ennesimo scandalo truffa Brlusconiana, oramai non stupisce più nessuno, visto che un giorno tocca a D'alema, Fassino e i loro amichetti del quartierino, poi a Prodi e Mastella è così via. Che la nostra pseudo politica abbia perso oramai anche quel briciolo di credibilità che aveva, oramai è diventata un'abitudine, quindi oramai nulla ci stupisce.


Non ci stupisce neanche che la legge 30 abbia tolto ogni diritto ai noi lavoratori, e anzi, chi deve mantenere un figlio è doppiamente ricattabile, ma oramai anche questa è abitudine.


Non ci stupisce che devi pagare 400 e più euro al mese di affitto per poi abitare in una specie di tugurio degno del terzo mondo.


Non ci stupisce dell'usura legale delle banche, che è peggio del pizzo delle mafie, ma oramai anche inginocchiarsi a questa nuova generazione di strozzini è diventata normalità.


Non ci stupiscono più le continue dichiarazioni di tipo nazi-fascista dei sindaci del nord, a danno degli immigrati, sebbene noi stessi sappiamo che sono solo parole che incitano solo odio e ignoranza popolare, ma che soprattutto portano a loro tanti voti, ma anche questo è diventata normalità.


Non ci stupisce più neanche le morti sul lavoro, o meglio Torino ci ha un po' stupito un po', perché il fatto ha fatto audience, ma al fatto non ci stupiamo più del fatto che i problemi degli omicidi sul lavoro non è incominciato a Torino, ma in realtà questa drammatica escalation era incominciata negli anni 50, come peraltro blob sta ampiamente dimostrando.


Non ci stupisce più neanche che la mafia s.p.a sia diventata la prima azienda d'Italia, che quando sentiamo di blitz antimafia, come ad esempio quello di stanotte a Messina, sentiamo solo i nomi di affiliati semplici, ma di quelli politici e imprenditoriali, vera forza delle mafie, manco a parlarne, anche quello è normalità.


E a me personalmente non mi stupisce che che sulla “stampa” di ieri, scopriamo che nel 2009 ci sarà un'ulteriore trattenute della somma destinata al 5 x mille, che ricordiamo ha contribuito a salvare tante vite attraverso la nostra ricerca, per non dimenticare l'assistenza, il volontariato, di questo tg giornali non ne hanno parlato, ma come vedete neanche questo mi stupisce più.


Non mi stupisce neanche più neanche la futura ennesima emergenza rifiuti che ci sarà in Campania, con i soliti cumuli di rifiuti, che verrano puntualmente bruciati che porteranno con sé il solito carico di veleni, i le solite ditte, con dipendenti pagati per non fare niente, i soliti provvedimenti inutili, il solito commissario straordinario che già dopo un giorno capirà che non c'è niente da fare, e le solite ecomafie a festeggiare con le loro casse sempre più piene.


Per ora preferisco fermarmi qui, in un certo senso scrivendo questo post, mi sono ricordato del rapporto del censis, e dico che alla fine hanno scoperto l'acqua calda, è comunque alla fine io mi chiedo ,e lo chiedo anche a voi, quando è che apriremo gli occhi e ci stupiremo veramente per le prodezze del nostro paese delle meraviglie?


 

martedì, 11 dicembre 2007,09:52
 rita atria

Che alla fine la mafia venga combattuta solo a parole, purtroppo in parte è vero, è spesso si preferisce non parlarne, soprattutto se c'è di mezzo la vera mafia, quella politica ed imprenditoriale.


Nei giornali e tg servitori del potere la mafia è ridotta a far inquadrare la ricotta di Provenzano, oppure il magazzino dove si nascondeva Lo piccolo, ma di tutti quelli quelli che dall'alto lo hanno protetto, non bisogna neanche fiatare, in tal caso “la mafia non esiste”, e non è neanche strano che nessuno parli del libro di Abate e Gomez “i complici di Provenzano”.


E non è neanche strano che nessuno commenti i provvedimenti del csm contro De Magistris e la Forleo, ma d'altra parte come dice Grillo i tempi sono cambiati, Per Falcone e Borsellino bisognava usare il tritolo, oggi bastano il ceppalonico indultato e il csm, nuova casa dei partiti.


Ma ci sono anche piccole realtà, come ad esempio il mensile “casablanca”, che con grande fatica cerca di occuparsi di mafia, compresa quella politica a 360°, ma che ora rischia di sparire, causa problemi economici, un mensile che manco quelli dell'antimafia comprano.


Tra poco dovrebbe essere votata la nuova legge sull'editoria, è ovviamente la fetta più grossa andrà ai giornali dei padroni di partito, ai mensili come casablanca neanche le briciole.


Ora vi invito a leggere l'appello di Salvatore Borsellino a Favore del mensile Casablanca, una raccolta fondi organizzata dall'associazione Anti Mafia Rita Atria :

<<Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perche' Casablanca, un giornale che e' la continuazione ideale dei "Siciliani" di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l'indifferenza dei tanti e contro l'impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.
Ve ne riporto solo alcuni.
Il primo e' un sms di una amica, appartenete a un gruppo di uomini, donne e ragazzi che non si arrenderanno mai, che ho avuto la fortuna di incontrare sulla rete nella mia incessante ricerca di persone che vogliano combattere al mio fianco la mia ultima battaglia e che, dopo di me, possano continuare a combatterla.
Mi scrive :

"Amico, sono abbattuta stasera. Casablanca e' in agonia. Se chiude...Pippo Fava viene ucciso di nuovo. Mi sento impotente, cosa posso fare?Dammi un consiglio perché ho solo voglia di piangere..."

Voglio molto bene a questa amica dal volto sconosciuto perché so che lotterà con me sino all'ultimo, e a questo nome e' ispirato il suo gruppo, e perché spesso fa iniziare la mia giornata con un sms pieno di colori e di speranza, ma ho rimproverato anche lei perché anche a lei ho gridato che non e' tempo di lacrime, e' tempo solo di lotta, le lacrime dovremo conservarcele, e saranno di gioia non di disperazione, per quando andremo da Paolo a dirgli che a tutti i morti e gli oppressi dalla mafia e dalla illegalità avremo reso giustizia.
La seconda e' una email di cui riporto solo alcuni passi :
"... Graziella mi dice che casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire... aiutatemi a trovare un pubblicitario, perché se muore casablanca, è come aver lasciato morire Graziella, indebitatasi PER NOI, perché casablanca non produce utili di alcun genere, ....cercasi qualcuno che vende spazi pubblicitari, con massima urgenza ... chiunque ascolti, risponda all'appello disperato,... ne va della vita dell'antimafia vera, se vogliamo produrre sul serio, serve una mano, per favore, aiutateci ......"
La terza mi parla di Graziella Rapisarda, che insieme a Riccardo Orioles faceva parte della redazione dei "Siciliani" e che ora combatte insieme a lui una disperata battaglia perche' Casablanca possa continuare a vivere, e dice tra l'altro :
"... ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......"
Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistrati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi puo' fare per combattere insieme a loro.
Ci sono tante altre cose che possiamo e che dovremo fare, ci saranno tante battaglie più dure e più difficili da combattere e questa che adesso vi chiedo e' solo una delle più semplici.
Corriamo tutti ad aiutare chi sta per cadere, andiamo a fargli scudo con il nostro corpo.
Non materialmente, le vere guerre non si combattono più cosi', e neanche facendo un obolo, una donazione di cui poi ci dimenticheremmo, perché allora non avremo davvero fatto quello che potevamo e dovevamo fare.
No, quello che possiamo e che dobbiamo fare e' leggere quello che questi combattenti in trincea scrivono e, con grande fatica, riescono a pubblicare, impegniamoci.
E' dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..
Io non sono certo ricco, vivo del mio lavoro, continuo a lavorare anche se potrei gia' andare in  
pensione, e posseggo solo la casa in cui abito,ma siccome so di stare meglio di tanti altri, che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese, non staro' certo a pensare a cosa dovrò rinunziare per fare la mia parte.

Penserò invece a cosa dovrei rinunziare se non la facessi, alla mia libertà.
Io comincerò quindi per primo, perché' e' mio dovere farlo anche per il nome che porto, a versare sul conto che vi indico in fondo 1500 euro per trenta abbonamenti come sostenitore di Casablanca.
A ciascuno di voi chiedo di fare un semplice abbonamento per voi stessi, sono solo 30 euro, e di non pensare se per questo dovrete rinunziare ad un cinema o ad una pizza, avrete pero' anche voi acquistato uno spicchio di libertà.
So che ci sono anche alcuni di voi per i quali anche questo sacrificio potrebbe essere troppo, che non riescono nemmeno una volta al mese ad andare a mangiare una pizza o ad andare a cinema, scrivetemelo e vi manderò' una delle copie di Casablanca che mi arriveranno con il mio abbonamento e se non basteranno cercherò' di farne degli altri, ma Casablanca non deve, non può' morire.
Beppe Fava non può, non deve, essere ucciso ancora.
Ci sono due modalità' per sostenere «Casablanca», per fare il vostro dovere, la prima e' tramite un bonifico bancario alle coordinate indicate di seguito
Abbonamento ordinario 30,00
Abbonamento Sostenitore 50,00
Bonifico Bancario
Graziella Rapisarda
Banca Popolare Italiana Catania
Cc: 183088 ABI: 5164 CAB: 16903 CIN: R
La seconda, tramite carta di credito, e' quella attraverso il sito di seguito indicato
http://www.ritaatria.it/donazione_casablanca.aspx

Ancora un grazie a tutti voi per non avermi lasciato da solo in questa lotta per la giustizia.
Salvatore Borsellino>>

Ps:già che ci siete fate un salto sul sito di "onda pazza" uan radio organizzata da un gruppo di ragazzi contro la camorra e per la legalità, anche loro ovviamente la nostra pseudo informazione non nè parla, andate sul loro sito, questo è il link: http://www.radioondapazza.it/index.htm


 

 

 

domenica, 09 dicembre 2007,11:22

 lavorare uccide

                                                            foto di  cOntrO

Gli ennesimi omicidi sul lavoro avvenuti sul lavoro a Torino, Avellino e Cassino sono solo tre semplici esempi di cosa succede in un anno intero nel nostro paese delle meraviglie, e vorrei ricordare ancora una volta, e che volete ma non mi stancherò mai a dirlo, che nel 2006 siamo stai primi in Europa come morti e infortuni sul lavoro, e attendo con ansia la classifica 2007, ma da quel poco che ho saputo, già faremo meglio.


Tutto questo ha delle evidenti motivazioni, dai mancati controlli, chi non rispetta le norme sulla sicurezza ecc. Però chissà stranamente, ancora adesso nessuno parla dei cossi detti “caporali” cioè, cioè quegli uomini assunti dai nostri cari imprenditori alla ricerca di nuova mano d'opera, soprattutto straniera, che siano facilmente ricattabili, e che quindi pur di lavorare sono disposti a qualsiasi cosa, pure a trattamenti disumani, e non sto parlando soltanto di “semplici “ trattenute sullo stipendio, ma anche a lavorare in cantieri, fabbriche ecc, in condizioni di lavoro degne del terzo mondo, con un'altra probabilità di mortalità. Tutto questo sintetizzato, si chiama LAVORO NERO, dove proprio da lì c'è la più alta percentuale di mortalità e di infortunistica. Ecco, magari il ciufettino Montezemolo, quando si sederà intorno ad un tavolo insieme alla mortadella scaduta(a proposito, quest'ultimo quando disse che bisogna far rispettare le regole sulla sicurezza sul lavoro, lo disse già il16 novembre, dopo che ci furono altre 3 omicidi sul lavoro, se vi interessa cliccate QUI )e altri potrebbe anche accennare sul fatto che proprio i suoi cari imprenditori, per la maggior parte proprio iscritti a confindustria, si rivolgano a persone del genere come i caporali, per sfruttare la mano d'opera in nero per i loro fini, non sarebbe una cattiva idea non trovate anche voi?


Ma ora torniamo ad un altro punto che mi fa riflettere: come forse voi sapete il governo si è subito attivato per aiutare economicamente le famiglie delle vittime di Torino, e il tg5 ha addirittura istituito un conto corrente con banca intesa, dove i telespettatori potranno devolvere una somma per aiutare le famiglie di Torino. In un certo senso è indubbiamente un'iniziativa lodevole, però scusate, analogo trattamento ma soprattutto RISPETTO non lo meritano anche le famiglie che hanno perso i propri cari negli altri due omicidi sul lavoro ad Avellino e Cassino o meglio ancora meritino RISPETTO e CONSIDERAZIONE tutte le altre famiglie che hanno perso i loro congiunti in questa assurda carneficina, stranieri compresi? Non era meglio magari istituire un fondo comune per tutte le famiglie vittime degli omicidi sul lavoro?


Come al solito di queste cose ci si occupa soltanto solo se il determinato fatto crea audience televisivo e cartaceo, alle vittime di Torino tutti gli onori della nazioni, ad Avellino e Cassino, uno spazio di 10 secondi, se proprio va bene 1 minuto.


Ecco, e proprio questo il problema, perchè devono esserci vittime che siano classificate a seconda dell'audience a altre che invece sono da serie c? Questo mi ricorda molto una puntata di anno zero del 22 novembre, e che secondo me in parte c'entra, e che ne parlerò prossimamente.


Ma poi scusate, in un'Italia dove la legge 30 ha ulteriormente ridotto le speranze di futuro di noi giovani, e se poi lavorare anche come semplice operaio vuol dire morte, allora non so cosa pensare....


Dite la vostra.





venerdì, 07 dicembre 2007,10:33
 

Più passa il tempo è più vedo che nel nostro paese delle meraviglie tutto l'impossibile diventa possibile.


In Italia più sei mariuolo più sei premiato, se ti ci metti di impegno hai anche l'onore di entrare nel poggio reale chiamato parlamento, o comunque ricoprire cariche sempre più importanti, e per loro la favola finisce sempre bene, anzi meglio di prima.


Al contrario, per chi cerca di ribellarsi a questa orribile favola, per loro c'è solo la condanna.


Non mi riferisco sempre ai casi De Magistris e la Forleo (a proposito cliccate qui per leggere una prima parte dell'interrogazione della commissione del csm, e ditemi se il rispetto verso le persone esiste ancora...), ma anche a quei cittadini, che giustamente rivendano la loro voglio di vivere in un paese onesto, e soprattutto legale, ma per loro non c'è scampo.


Ci siamo già occupati in questo blog dei casi di Antonella Marcantoni, Luigi Iovino,  Pino Masciari e Roberto Molinaro.  

Ora ci occupiamo di un'altro modo di distruggere una persona che ha avuto la colpa che c'è ad esempio nella sanità. Bene, in questo caso stiamo parlando della signora Giovanna Nigris, “colpevole” di aver denunciato gravi illegalità,soprattutto da parte dei dirigenti, in un ospedale di Milano, bisogna ricordare che siamo nell'era di mani pulite, e Giovanna ha pagato a caro prezzo il suo coraggio subendo il fenomeno del mobbing, un'altro modo di uccidere, a livello psicologico, le persone, rendendole nulle,impotenti, non bastassero le vere morti sul lavoro, dove ricordiamolo ancora, nel 2006, siamo risultati primi in Europa e tra i primi 10 nel mondo.


Ora guardatevi il filmato, poi esprimete liberamente le vostre opinioni. Per concludere dico soltanto che nel nostro paese delle meraviglie non bastano solo quei pochi magistrati VERI che ci restano, ma anche questi onesti cittadini meritano tutto il nostro sostegno perchè l'Italia possa veramente ripartire.