mercoledì, 31 ottobre 2007,08:12
 

Roberto Molinaro è uno di quei imprenditori che in qualche modo riescono a fare il loro lavoro in Calabria, questo nonostante le continue minacce del N'drangheta, ma anche della quasi assenza dello stato. Lo stesso Molinaro ci offre una chiara testimonianza della drammatica realtà Calabrese nel mondo degli affari.

 

 

 

PS: ringrazio tantissimo Giovinotta , per avermi informato che i biglietti  per la prima visione di "gomorra erano tutti esauriti, e ringrazio anche Giuba47  e nesia per i complimenti, fanno sempre piacere.

martedì, 30 ottobre 2007,08:50

 cratere

La decisione di Clementina Forleo non bisogna considerarla clamorosa più di tanto, perché dice lei, il pericolo non viene dalla strada, ma dalle istituzioni. Alla fine destra e sinistra si hanno creato una barriera indistruttibile intorno a quella specie di poggio reale chiamato parlamento, peggio della cupola di cosa nostra. Alla fine il messaggio è chiaro, “non toccateci o vile magistrati, o sarete puniti”, un messaggio ancora più chiaro dei “pizzini” di Provenzano. Ma dall'altra parte basta vedere le dichiarazioni di Violante su l'unità,  oppure la puntata di stamattina di omnibus, su la7, dove sui sono ascoltate per più di un'ora le “meravigliose” teorie di Calvi, Taradash e Pecorella. Per la cronaca, gli unici a rimanere un po' più lucidi sono stati Piroso, Salvi e Bruno Tinti, quest'ultimo autore del libro “toghe rotte” che peraltro sta riscuotendo un ottimo successo.

 

 Seguendo le parole della Forleo, mi ha fatto venire in mente le parole di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, e soprattutto quest'ultimo nelle sue dichiarazioni, nonostante che sapeva che lo stato aveva lasciato soli sia lui che Borsellino, continuavano comunque ad avere fiducia nelle istituzioni, una fiducia ovviamente non ripagata, e che infatti hanno pagato a caro prezzo. A tutto ora infatti non si sa ancora nulla del agenda rossa di Paolo Borsellino, dove all'interno, probabilmente conteneva nomi troppo importanti per essere svelati.

 

Bisogna anche dire che la stessa giustizia ha le sue colpe, perché una riforma che possa veramente garantire una equa giustizia per tutti ancora non c'è, e cosa ancora più grave, non c'è mai la certezza della pena, perché ci sono sempre i soliti cavilli, che consente,soprattutto ad imputati eccellenti, o con una pena minima, o addirittura con l'assoluzione, o ancora i tempi troppo lunghi per i processi, con il risultato che ad esempio i processi contro gli usurai di Pino Masciari, o Andreotti, cadono puntualmente in prescrizione, anche se nel caso di quest'ultimo, è stato comunque riconosciuto qualche colpa certamente non piccola....

 

 

Insomma, la giustizia Italiana sta diventando sempre più un rebus, un po' per il “virus” politichese”, ma anche per colpe proprie. E le proporzioni negative sono grandi quasi come un cratere...

 


 


lunedì, 29 ottobre 2007,07:58
 antonino caponetto

C'era una volta quella procura di Palermo, dove lavorava, tanti anni fa, uno straordinario pool di magistrati creato da Rocco Chinnici e dopo la sua morte comandato da Antonino Caponetto. In quel pool lavoravano magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Leo Guarnotta, Giuseppe Di Lello e Antonio Ingroia, e aggiungiamoci anche i “super” poliziotti Cassarà e Montana.


Quel pool ottene risultati straordinari nella lotta a cosa nostra, sebbene lo stesso psudo stato non faceva granché par andargli incontro, visto che già all'epoca l'unione tra mafia e politica era già molto forte, e accompagnata anche da un certo scetticismo dal opinione pubblica.


I risultati più sorprendenti furono la scoperta del giro di droga internazionale che verrà poi denominata “pizza connection”, per non parlare degli affari sugli appalti dei Corleonesi, la stessa complicità delle banche e delle istituzioni e le “memorabili” imprese della politica Siciliana sempre più collusa con Cosa Nostra, tra cui il famoso “sacco di Palermo” la più famosa speculazione edilizia mai accaduta in Italia, e trovò nei suoi artefici, l'allora sindaco democristiano non che grande pupillo di Belzebù Andreotti Salvo Lima, e il vice fedele di quest'ultimo Vito Ciancimino, e non dimentichiamoci degli”esattori” della mafia, i democristiani Nino e Ignazio Salvo.


Tutte queste operazioni portò all'arresto di oltre 300 persone tra politici e mafiosi, tra cui l'allora capo dei Corleonesi Luciano Liggio, e furono condannati parecchi all'ergastolo in quel famoso maxi processo di Palermo, anche se poi ci sarà quel famoso processo “spartacus” che addirittura supererà come numero di imputati e condanne, in questo caso contro il clan Campano dei “Casalesi”.


Ma come detto purtroppo questo appartiene al passato, anche perché quel grandissimo pool fu letteralmente distrutto negli da Antonino Mele e Giuseppe Pignatone poi. E i due in pratica tornarono al vecchio modo inefficace nell'indagare sulla mafia, e cioè quello di indagare soltanto sulle famiglie mafiose, lasciando stare i legami politici.


Dopo 25 anni la distruzione del pool è stata completata, ora la procura di Palermo è diventato praticamente il nulla, con indagini e processi bloccati da non so quanto tempo e addirittura magistrati che si odiano uno con l'altro e che addirittura lanciano segnali attraverso i comunicati stampa.


Da una parte ci sono i magistrati che accusa l'altra parte di essere dei “massimalisti, cioè quei magistrati che hanno seguita la cosiddetta linea Caselli, cioè quella dei processi ai politici, quindi attaccare il vero punto di forza del potere di cosa nostra, e cioè il legame con la politica, ma come ben sappiamo,quasi tutti i processi in questo senso sono finiti o con l'assoluzione o con la prescrizione.


E dall'altra parte si accusa il cossi detto sistema di Piero Grasso, l'attuale capo della direzione dell'antimafia,quest'ultimo è stato accusato dai suoi stessi colleghi di affidare le indagini a pochi, di avere impedito “circolarità delle informazioni, quest'ultimo vero punto di forza del pool di Chinici-Caponetto, ma soprattutto quello di aver concentrato le indagini soltanto sul potere militare di cosa nostra, escludendo i rapporti Politici e quello degli affari.


Oramai la procura di Palermo è diventato il nulla assoluto con pm, magistrati ecc che non si rivolgono più la parola se non per farsi i dispetti. Volete un esempio pratico?


Ad esempio, nel processo Cuffaro ci sono pm che vorrebbero condannarlo per associazione mafiosa, e altri di favoreggiamento a cosa nostra, e intanto Totò perché vede sempre più aperta la possibilità di uscirne di uscire dal processo con un nulla di fatto. Oppure basta pensare che quando succede un omicidio di mafia, lo steso funzionario della polizia o dei carabinieri, non sa a quale magistrato rivolgersi, perché intanto gli stessi magistrati litigano come dei bambini per vedere chi prende per primo l'indagine su quel delitto di mafia, con il risultato che lo stesso funzionario, è costretto a riferire dello sviluppo delle indagini addirittura a 7 magistrati diversi, con il risultati che questi 7 magistrati hanno tutti delle teorie diverse, e l'indagine si conclude nel nulla.


Oramai ci vuole poco per capire che di quel fantastico pool che vi ho raccontato ad inizio post non è rimasto praticamente nulla, neanche le briciole, con il risultato che ora le cosche si tranquillamente riorganizzando per il dopo Provenzano (e ricordiamo che proprio per questo c'è una specie di duello tra due boss entrambi latitanti, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Lo Piccolo), e gli stessi politici fedeli alle cosche possono tranquillamente festeggiare con loro, e con la loro poltrona sempre più salda.


Ora vi voglio proporre un estratto di un articolo di Giuseppe D'Avanzo su “repubblica”:


<<La verità e che, nel duello, è in discussione, al di là dei caratteri, delle culture, delle ambizioni personali, delle idiosincrasie, una questione decisiva, la risposta alla domanda: Che cosè la mafia?

Una società segreta o un network di relazioni? E' popolare o borghese? E soltanto violenza “militare” o soprattutto concertazione sociale, politica, economica? Soprattutto: è un potere onnipresente in grado di dominare tutte le altre forme di regolamentazione statale o è soltanto una delle forze “sociali” che agisce nel territorio dell'isola riproducendosi come la muffa, in forma parassitarie, nell'ombra umida dell'esercizio del potere? E quindi una volta definita cos'è la mafia, quale nome criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità criminale assegnare alla rete di relazioni e con quale responsabilità penale punire i confini dove quei mondi si incontrano? Quale deve essere l'obbiettivo specifico nella lotta a Cosa Nostra?>>


E incredibile! Leggendo quest'articolo, ho la sensazione di essere tornato indietro di 50 quando si diceva che “la mafia non esiste”! E assurdo tutto ciò.


A proposito, complimenti procura di Palermo, verso il nulla e...BASTA!

domenica, 28 ottobre 2007,08:06
 

Allora ragazzi, innanzitutto vi ringrazio per i commenti che avete lasciato su Nicola Callipari, bellissimo soprattutto il commento che mi ha segnalato hnneta, sul blog guerrillaradio:


"La nostra rabbia inseguirà l'assassino di Nicola Calipari più di quanto possa mai fare un mandato di cattura internazionale."


Ora voglio farvi una proposta: che ne dite di fare un bel giro sul Autostrada A3 Tratto Gioia Tauro – Palmi? Vedrete come ci “divertiremo”, c'è anche un bel sottofondo musicale....

 

 


by libero83 | commenti (15) | commenti (15)(popup)
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sabato, 27 ottobre 2007,08:59
 nicola callipari

Alla fine è stato ucciso due volte,Nicola Callipari, prima nominato (giustamente) un'eroe per aver sacrificato la sua vita per salvare quella di Giuliana Sgrena, appena liberata dal sequestro, poi però ucciso una seconda volta dalla giustizia Italiana, questo per “difetto di giurisdizione” che poi si può tradurre in un “gli amici Americani non si toccano”.... Come purtroppo tutti noi già sappiamo è successo che Calipari, la Sgrena e l'autista che guidava l'auto,mentre stavano proseguendo per la strada che conduceva verso l' aeroporto, sono state vittime della follia, in quel maledetto check point, dei soldati Americani, tra cui Mario Lozano, e come già sappiamo Nicola Callipari ha sacrificato la sua vita per salvare quella della giornalista.


Ma come già tristemente sappiamo, l'altro ieri la corte d'assise alla fine ha deciso che il processo a Lozano non si farà, questo per “difetto di giurisdizione”, che come già detto significa che dovranno essere gli Americani a processare il soldato responsabile della tragedia, come ben si sa, i terroristi democratici hanno deciso di non processare Lozano, perché d'altra parte il buon Mario ha solo fatto il suo dovere.....


Ieri sera c'è stata la puntata di “primo piano” su rai 3, il programma d'approfondimento del tg 3, dove oltre al conduttore Maurizio Mannoni c'erano oltre a Giuliana Sgrena, anche la vedova di Nicola Callipari, Rosa, che ben sappiamo ha chiesto al presidente Napolitano la restituzione della medaglia al valor civile, e in collegamento dagli States Giovanna Botteri. In quella stessa puntata c'è stata anche un'intervista allo stesso Mario Lozano, ovviamente raggiante per il fatto di aver commesso l'omicidio ma che nonostante ciò non sarà punito, per la serie ingiustizia è fatta, gli Americani non sono stati toccati, in poche parole si è seguita una procedura standard, quella chge io chiamo in Inglese “don't touch America”.....


Attenzione però, c'è già stato un precedente molto simile a questo, se vi interessa saperlo cliccate qui


 

venerdì, 26 ottobre 2007,09:19
 

L'Africa è un grande continente, ma dimenticato da tutti, soprattutto dal fantasmino ONU. Si parla tanto di Birmania, la possibile nuova war economy in Iran, ma nessuno parla del dramma che i paesi Africani sono costretti a subire, dalla povertà, dai regimi militari, dalle malattie e mettiamoci pure la drammatica realtà dei bambini soldato. Uno di queste drammatiche realtà è il nord dell'Uganda, per saperne di più vedete questo filmato.

 

 

D'istinto mi domanderei, ma perché la comunità internazionale non se ne occupa? Ma poi la risposta me la trovo da solo: E perché l'Iran ha la precedenza....

 

 


mercoledì, 24 ottobre 2007,10:22
 

Della Salerno-Reggio Calabria oramai non si parla mai, e diventata oramai un'abituè vederla ridotta così. Sembra che per andarci hai bisogno di un joypad tipo quello della playstation, non è un'autostrada, e un circuito di formula 1, pieno di curve e chicane davvero impegnative e pericolose, tanto che Bernie Ecclestone e i suoi hanno già visionato il circuito, e hanno chiesto ai clan di camorra e le famiglie della N'drangheta se si potesse fare qualcosa per ospitare un gran premio, i clan sono in riunione, ma penso che si farà, visto che questa specie di autostrada circuito, è oramai nelle loro piene mani, con il cartello dei lavori in corso che trovi praticamente ad ogni angolo dell'autostrada.


Per la cronaca il gran premio si chiamerà “gran premio Salerno- Reggio Calabria, e sarà dedicata a due nomi “storici”, Raffaele Cutolo , e di don Mommo Piromalli


Così camorra e N'drangheta sono contenti che il gran premio porterà il nome di due “grandi” personaggi che hanno fatto “storia”, ma d'altronde quale miglior riconoscimento per un circuito del genere?


Ora per capirci, vedetevi questi due filmati,


Questo e per farvi capire per cosa intendo per “circuito” Salerno Reggio Calabria”

 

 







Il secondo invece, è uno schetch di Simone Schettino, che descriverà a modo suo la Salerno Reggio Calabria

 


martedì, 23 ottobre 2007,09:03
 

Sapete, in questi giorni ho riflettuto su una cosa in particolare, ma noi Italiani che Italia ci meritiamo? Probabilmente non lo sappiamo neanche noi, o meglio abbiamo tante idee nella testa, ma una precisa non c'è l'abbiamo, sento dire che alla cattiva politica si risponde con la buona politica, io mi domando, quale?


L'Italia sta affondando, se non lo è già, siamo un pianeta a parte, siamo già preistoria rispetto all'Europa, ma vedete è troppo facile dire che l'Italia e colpa di gentaglia come clEMENTE, la mortadella scaduta, lo psiconano,mafie, ecc. Per caso abbiamo pensato che magari e anche colpa nostra, della nostra inciviltà, superficialità, nessuna voglia di rispettare le regole, lamentarsi sempre e comunque, non rispettare l'altro e quant'altro?


Vedete, me lo sono chiesto guardando il nuovo show di Paolo Hendel “second Italy”, ora vi voglio proporvi un'estratto di quela che è stata una grandissima puntata, seguite attentamente il suo sketch di apertura, capirete molte cose.


Ps : stamattina l'offesa alle parolacce Facci, ha annunciato che l'ANSA darà una notizia dove si annuncia che De Magistris è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Palermo, per interrogatori irregolari, guarderò minuto per minuto il sito dell'ANSA, vi terrò informato, ma non mi sorprendo, il delitto deve essere perfetto, fino ai minimi dettagli...

 

 

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lunedì, 22 ottobre 2007,13:40
 annalisa durante

Ora pensiamo invece ad un'altra storia, purtroppo drammatica, un dolore che continua ancora adesso, e che sembra non porre fine.


La storia e quella di Annalisa Durante, la ragazza 14enne uccisa nel quartiere Forcella da un sicario della camorra, il 27 marzo 2004, ma in quel caso il bersaglio era Salvatore Giuliano, membro di quel clan di Camorra,che soprattutto negli anni 80 dettava legge a Napoli, insieme alla Nuova camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. In quell'occasione Giuliano, utilizzo praticamente Annalisa come scudo, e la povera Annalisa (che ricordiamo aveva solo 14 anni, la stessa età di mia sorella) ci lasciò le penne. Eravamo in piena faida di camorra, quella famosa guerra tra gli scissionisti del clan Di Lauro e gli stessi fedeli del grande capo, in quel drammatico anno le morti non si contavano, nemmeno quelle assurde, come il tremendo omicidio di un'altra ragazza, Gelsomina Verde, bruciata viva con la sua macchina, questo perché era fidanzata con uno scissionista, e peraltro la stessa Gelsomina aveva fatto di tutto per far sì che il suo ragazzo uscisse definitivamente da quel marciume, come fece appunto Salvatore.....


Ma tornando alla drammatica vicenda di Annalisa Durante, le indagini portarono all'arresto del killer Antonio Albino e al suo complice Gennaro Della Torre.


La sentenza è stata emessa dal gup Alessandro Buccino Grimaldi, a conclusione del processo che si è svolto con rito abbreviato. Il giudice ha accolto le richieste del pm Raffaele Marino.

 



In quell'occasione sono stati condannati a 14anni di reclusione a Gennaro Della Torre, che era alla guida della moto,12 a Gennaro Albino e al figlio Antonio Albino, quest'ultimo sarebbe il killer sei anni e 8 mesi a Vincenzo Pacifico, che è quello che avrebbe procurato l'arma, mentre Salvatore Giuliano, detto “o' russo”, cioè colui che ha usato Annalisa come scudo.



Quell'omicidio in qualche modo servì per far aprire un po' gli occhi e a migliorare leggermente la situazione, tanto che nel quartiere è stata costruita una scuola che portava proprio il nome di Annalisa Durante.



Ma come ben si sa al peggio non c è mai fine, perché la corte d'appello a ridotto la pena a Salvatore Giuliano da 24 a 18 anni, lasciando ovviamente nello più totale sconforto il padre e alla madre di Annalisa, oramai consumati dal dolore dal' ingiustizia e forse dalla rassegnazione che una vera giustizia per Annalisa non ci sarà mai.



Ma non è finita, infatti a Forcella si era tornati a quello che era prima, anzi se vogliano e diventato peggio di prima: con la contraffazione di merce varia, con i ragazzi che già in tenera età diventano dei veri e propri affiliati,con la solita spaventosa omertà con cui i genitori di Annalisa sono costretti a condividere, ce stato anche l'addio di don Luigi, il parroco di Forcella, che per anni ha combattuto per dare una speranza di vita e di legalità al quartiere, ma che poi in pratica è stato costretto ad andarsene, cause minacce di vario tipo, non solo da parte di camorristi, e come se non bastasse c'è stato pure il solito clEMENTE, che ha detto di capire il dolore di un padre e di una madre, lo dice colui che sta uccidendo la giustizia......

E come se non bastasse Ciro Campolongo, 34 anni, cugino di Annalisa, e stato ferito nel tentativo di un rapinatore, di rubargli la moto.


Come ben vedete la camorra e fatta di storie, storie sangue e dolore, a volte come nel caso di Salvatore, sono poi riusciti ad uscire fuori dal marciume, ma anche altre dove il dolore provocato da questo veleno sembra non avere mai fine.....

domenica, 21 ottobre 2007,10:13
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Be, bisogna darli merito ai pseudo politici, perché quando ti tolgono ogni voglia di commentare le loro gesta, ammetto che ci riescono e alla grande!


Dopo la Levi-Prodi, ecco che la procura di Catanzaro toglie a Luigi De Magistris l'inchiesta “why not”, quella tanto per intenderci dove sono indagati la mortadella scaduta e forse, guarda un po' che caso, clEMENTE. L'inchiesta e stata tolta a De Magistris per un'incompatibilità nel procedimento, perchè legata alla richiesta di trasferimento cautelare d'ufficio che è stata fatta nei suoi confronti da Mastella, ma guarda che coincidenza.




Ragazzi, vi ripeto, non ho proprio voglia di commentare le meravigliose gesta di questi ominidi pseudo fascisti e pseudo comunisti, vi ripeto non ho voglia di commentare per il semplice fatto che non meritano nessuna considerazione da parte mia.


Perciò, preferisco lasciare la parola proprio a De Magistris.