domenica, 30 settembre 2007,09:10

                                                              imagesofmemyanmaree7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i compagni Birmani in lotta per la libertà di tutti, ma oltre a loro, non dimentichiamoci gli altri popoli che soffrono altri regimi o cose simili, che comunque tolgono ogni spazio di libertà e d'espressione, non dimentichiamoci che anche loro stanno subendo una dittatura, e tanto per chiarirci, i paesi scritti nell'immagine sono solo alcuni, evidentemente non c'era abbastanza spazio per elencarli tutti...............

 

PS: ringrazio tantissimo l'utente imagesofme per avermi segnalato di questa bellissima immagine

sabato, 29 settembre 2007,08:49

                                                                                                                                                              

 

 

donna stuprata

 

 

           

L'esempio delle due ragazze, delle quali una diversamente abile, che nonostante le violenze subite hanno avuto il coraggio di denunciare tutto alle forze dell'ordine.


Questa storia dimostra che non bisogna cedere alla violenza, e che si può ottenere giustizia, non bisogna tenersi tutto dentro questo orrore subito sulla propria pelle, da bestie travestiti da uomini.


Ma la cosa che mi ha colpito di più, e che una delle due vittime era appunto una disabile. La ragazza è stata avvicinata da un “uomo” che praticamente l'ha costretta a seguirlo, e la stessa bestia l'ha poi violentata, per poi accompagnarla a casa, intimandogli di non dire niente ai genitori. Ma nonostante tutto la ragazza non si è arresa, ha raccontato tutto ai genitori e poi ha denunciato tutto alla polizia, e la stessa cosa l'ha fatta l'altra ragazza stuprata.


Questo per dimostrare che non bisogna cedere alla violenza e dargliela vinta a questi animali,ma la cosa che mi colpisce di più, e che uno era già stato fermato 5 volte per aver dato false generalità, ma che poi è stato puntualmente rilasciato, ma ancora più orribile e sentire dire a quel animale che aveva violentato la disabile che lui era il suo fidanzato........


Come già detto spero che le due bestie rimangino per un bel po' in carcere, e voglio soprattutto dire alle due ragazze che loro sono un grande esempio di coraggio, quel coraggio che servirebbe per denunciare a quelle donne che invece restano in silenzio per la paura di subire altre violenze.


Che quel coraggio serva anche a denunciare mafia pizzo ecc, e magari lo pseudo stato abbia almeno il coraggio di non lasciare solo queste persone che hanno coraggio da vendere.

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venerdì, 28 settembre 2007,07:51

                                                                                      Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

 

Nel mio blog, parlando della lotta alle mafie e del terrorismo in generale, ho nominato tante persone che hanno dato la vita per lo stato, e dove quest'ultimo puntualmente gli ha lasciati soli. L'elenco è interminabile, da Falcone,Borsellino,Gaetano Costa,Chinnici, Dalla Chiesa; Montana ecc. Ora però voglio raccontarvi un'altra storia che ha perso la vita per lo stato,o meglio un'altra vittima di quell'arma che non spara ma che comunque uccide, il segreto di stato. Questa però e una storia molto complicata, con tanti troppi misteri e di cui stranamente non se ne parla mai....

Ma andiamo con ordine: Antonio Ammaturo era un commissario di polizia, che ottenuto grandi successi nella lotta contro la criminalità organizzata, soprattutto contro la NCO ,la nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, che come vedremo più avanti, quest’ultimo avrà un ruolo fondamentale nella vicenda. Ma tornando ad Ammaturo, la sua lotta contro il crimine ha avuto anche ostacoli di natura politica, come nel caso dell’arresto del boss di Giugliano, Alfredo Maisto,. Sebbene il boss aveva coperture molto in alto a livello politico, soprattutto nella Democrazia Cristiana, il commissario non guardò in faccia a nessuno, è mandò in galera Maisto, tutto ciò però gli costerà il trasferimento in Calabria.

 

Ma anche lì, Ammaturo, prosegue con successo la lotta contro il crimine, colpendo stavolta la n’dranheta, E proseguirà con successo anche quando dirigerà la squadra mobile di Firenze e di Bolzano.

 

Poi però lo stesso Ammaturo, conducendo una sua indagine personale, pare che abbia scoperto tutti quelli che erano coinvolti nel famoso caso del rapimento di Ciro Cirillo.

 

Per essere più chiari, Ciro Cirillo, era un'assessore nelle file della DC (sempre loro………), molto conosciuto e stimato a Napoli, che fu rapito dalla colonna Napoletana delle brigate rosse, e liberato grazie soprattutto al pagamento di un’enorme riscatto. Secondo le indagini successivamente svolte dalla procura antimafia di Napoli, l’artefice della famosa trattativa, fu proprio Raffaele Cutolo, mandato dai servizi segreti, a trattare con i brigatisti racchiusi in carcere. Sembra che i maggiori protagonisti furono i massimi esponenti a livello nazionale della DC, una vicenda davvero misteriosa, nella quale ancora oggi non si sa la verità, una vicenda coperta, una delle tante da continui insabbiamenti da parte del potere occulto.

 

Ma tornando ad Ammaturo, la sera prima di morire telefonò al fratello dicendo che aveva scoperto qualcosa di grosso, che se veniva fuori, a Napoli, succedeva un terremoto a livello politico, in riferimento al caso Cirillo.

 

Ma non fece in tempo.

 

Il 15 luglio del 1982, fu ucciso davanti casa sua, insieme al suo autista Pasquale Paola, dalle brigate rosse. Ed anche qui non è del tutto chiaro il motivo del perché le brigate rosse lo abbiano ucciso, e soprattutto perché i brigasti responsabili dell’omicidio trovarono rifugio proprio grazie a dei camorristi?

 

Ufficialmente, gli unici colpevoli furono solo i brigatisti, mentre come al solito il potere occulto la fece franca, e il caso Cirillo ancora oggi rimane un mistero.

 

Ma allora perchè proprio coloro che ci rappresentano, fanno di tutto per insabbiare la verità su questa e su tante vicende del nostro paese? Possibile che sono soprattutto i veri servitori dello stato a lasciarci sempre le penne?

 

PS: per ulteriori approfondimenti sul caso Cirillo, vi consiglio di andare su www.raiclick.it, e cercate la puntata di “blu notte” dove Carlo Lucarelli parla del caso Ammaturo.


giovedì, 27 settembre 2007,09:37

witch piccolo 

 Il giornalismo Italiano è estinto oramai non ci sono dubbi. Quelli che vediamo in televisione, quelli che in realtà scrivono e li vediamo in televisione, in realtà non sono persone, sono registratori della voce del potere, quello che dicono non sono le loro parole, sono le parole pre registrate del loro padrone, loro muovono la bocca per far credere che parlano, ma fingono perché all'interno del loro cervello c'è una casetta che gira e che manda in onda la voce dei padroni, cioè coloro che li fornisce la santa casta. Oramai, questi pseudo giornalisti si sono trasformati in robot, senza volontà né identità, hanno bisogno del sangue della casta e del potere, sangue di color denaro che peraltro sono i nostri.


Questi giornalisti forse un tempo l'anima ce la avevano ma forse è morta, e ora sono vittime di un incantesimo fatto dagli stregoni padroni. L'altra volta dovevo badare alla mia piccola cuginetta, e in un momento di relax, l'ho vista leggere un fumetto si chiama “witch” e mi raccontava che la storia era di cinque ragazze che si trasformavano in piccole streghe che con i loro poteri combattevano il male. Bene, sentendo le parole di mia cugina, ho pensato che le witch forse esistono davvero, ma in questo caso non sono ragazze, sono i barbari stregoni tipo l'abbottonatissimo Fassino o il tele nano di Arcore, che in questo caso avranno ipnotizzato il bellino Giannini di repubblica e il capo barbaro di quest'ultimo Scalfari o ancora l'eternamente “lisciato” Facci, giornalista fedele a mafiaset, oltre che all'intramontabile, abusivo nazionale Fede. L'incantesimo aveva una funzione specifica, e cioè dare dei mongoloidi a quella gente che voleva attraverso il v-day cercare di cambiare questo paese, loro non potevano offendere tutta la loro gente, meglio che lo facciano i loro fedeli ed ipnotizzati sudditi giornalisti.


Oramai questa gente non sa più pensare, sa solo fare la voce del padrone, e oramai neanch'io non so più come definirli, se robot o sudditi ipnotizzati dagli witch di governo. Questa gente ci insulta, ma oramai l'odore dell'euro è troppo forte per potersene accorgere, vedesi appunto l'intervento della settimana scorsa su omnibus di la7 di Giannini e Facci, per la serie la voce del padrone


Gli unici giornalisti che sanno veramente fare il loro mestiere, quella tanto per intenderci che non hanno nessun riferimento politico, come ad esempio Milena Gabanelli o Piero Ricca, sono giornalisti free lance, in pratica quei giornalisti mal visti da tutte le due parti, cioè il potere e i pseudo colleghi, ma che con pochi mezzi riescono a dare un'informazione utile, completa e pulita ai cittadini, questa per dirvela lunga, oppure potrei citarvi l'ottimo giornalismo via web di libera cittadinanza oppure articolo 21.

 

E de proprio per questo che vi consiglio di valutare con attenzione le proposte dell'utente rudebad su questa gentalia, queste sono le sue tre proposte:

 

1) questi vantaggi assurdi,
2) l'albo dei giornalisti (che non serve a niente e nessuno se non a loro e a rendere il giornalismo ancora più una casta di quanto già lo sia di per se),
3) quella maledetta legge sull'editoria che obbliga ad ottenere un'autorizzazione legale per poter pubblicare (almeno potremmo togliere i disclaimer dai blog quantomeno)


Ora vi consiglio per concludere, di vedervi questo video, e una testimonianza di un cittadino Italiano residente all'estero, e sentite con molta attenzione qual è il suo pensiero sugli pseudo politici e i loro sudditi giornalisti, poi esprimete liberamente le vostre opinioni.

 

 

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mercoledì, 26 settembre 2007,08:03

 

tabella casta giornali

Come ben si sa, in questi giorni c'è stata un'offensiva da parte dei giornalisti servitori del potere, di quella pseudo politica cche ormai non ha più nulla da dire. E come restare imponenti a guardarsi uno specchio, ad assistere impotenti a questo orribile deja vu.


Grandi protagonisti sono stati soprattutto il barbaro Scalfari di repubblica, e il presunto direttore del tg 2 Mazza, che probabilmente neanche lui ha capito il senso del suo intervento, ma poco importa, tutti i pseudo politici lo applaudono e lo santificano capendo che oramai l'unica cosa che li fa stare in piedi e ancora quella orribile cosa chiamata casta. Attenzione però, perché se andiamo in fondo, scopriamo anche che anche i giornali ci tengono a tenere salda la casta, e poco importa se la loro informazione è sempre più omertosa e ipnotizzata dal potere. E inoltre, per altro anche questi servitori del potere hanno la loro bella casta, e le cifre sono esorbitanti, ma andiamo con ordine.


Infatti, sono riuscito a ripescare un' articolo di Maristella Iervasi de “l'unità” che avevo letto alcuni mesi fa. Un' articolo molto ben fatto, dove la giornalista spiega nel dettaglio, i contributi che lo stato versa ai giornali, soprattutto quelli “indipendenti”. Una cosa in particolare mi ha colpito: le cifre che incassano questi quotidiani all'anno, un fiume di denaro impressionante, che cercherò di spiegarla nella maniera più dettagliata e sintetica possibile.


La somma complessiva è di 600 milioni l'anno, di cui 160 vanno ai giornali politici e delle cooperative, e ben 440 finiscono ai grandi quotidiani nazionali. Così ripartiti:

Credito agevolato per attività produttive: 35-40 milioni circa l'anno.

Testate teletrasmesse in paesi diversi da quelli dell'Unione Europea: 2 milioni l'anno

Tariffe(agevolate) per la spedizioni di prodotti editoriali: 330 milioni l'anno.


Ma non finisce qui, prendiamo ad esempio il sole 24 ore: è il giornale che il maggior numero di abbonati circa 140mila, e viene spedito tramite poste, 359 giorni l'anno, per ogni spedizione spende 11 centesimi a francobollo invece di 26, e la differenza ce la mette lo stato.


Ma se siamo un'occhiata ai dati relativi al 2004, scopriamo che lo stato ha sborsato all'incirca 12 milioni all'anno, e che corriere della sera e repubblica hanno ricevuto “in dono” dallo stato rispettivamente nell'ordine, 3.250.040 il corriere e repubblica 1.353.333, più gli extra per la teletrasmissione all'estero, per non parlare poi delle cifre incassate da la stampa, libero, ecc, ma preferisco fermarmi qui.


Ci sarebbe anche da dire sui furbetti come ad esempio sky che distribuisce gratuitamente il proprio magazine agli abbonati pur di accampar arsi le agevolazioni postali, come d'altronde fa libero e altri quotidiani, distribuiti gratuitamente sui treni.


Per la cronaca, questi contributi sono statali, quindi di conseguenza, siamo noi che li paghiamo, e per avere poi cosa? Giornali che di tanto in tanto ci offre qualche notizia interessante, ma soltanto quando fa comodo al padrone o al partito di turno? Possibile che siamo costretti ad andare sul web per trovare della vera informazione? Persino Tony Blair dopo aver lasciato il posto a Gordon Brown, che pur attaccando la stampa,, ha comunque detto che la libertà di stampa e di pensiero è fondamentale in uno paese democratico.


Ma allora, considerando che, internet rimane un sogno per tanti, TROPPI, ma allora perché dobbiamo continuare a finanziare con i nostri soldi questi quotidiani oramai sempre più di parte e OMERTOSI?


Quando poi sento dire ai vari direttori di giornali che loro guadagnano all'incirca intorno ai 6000, 7000, 8000 euro, allora il senso di frustrazione aumenta, considerando che ci sono bravissimi giornalisti free-lance, che sanno fare veramente bene il loro lavoro, come ad esempio quelli di report ma cacciati fuori a pedate dalle redazioni perché colpevoli di descrivere i fatti, senza tralasciare niente, e senza guardare in faccia nessuno.

 

Se volete ulteriori informazioni, guardatevi la tabella all'imizio del post.

 

Esprimete liberamente le vostre opinioni

 

 

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martedì, 25 settembre 2007,08:10

 

                                                                              matteo messina denaro

 

Domenica ho visto una puntata di “blu notte” di Carlo Lucarelli, che trattava la storia di cosa nostra a Trapani, eche come al solito lo scrittore ha documentato con grande maestria. E un documentario impressionante, che dimostra come Trapani e provincia svolgano un ruolo strategico determinante per le strategie di cosa nostra e che non a caso viene definito ancora oggi”lo zoccolo duro della mafia,A Trapani si sono svolte alleanze tra cosche Trapanesi ed i Corleonesi, soprattutto le cosche più fedeli a loro sono state quelle dei Santapaola e dei Messina Denaro, e le cosche Trapanesi hanno avuto un ruolo fondamentale, prima nel vincere la guerra contro le famiglie avversarie degli Inzerillo e Bontate e quindi nella scalata alla cupola di cosa nostra da parte dei Corleonesi. Proprio Matteo Messina Denaro, figlio del boss Francesco, aveva prima sostituito dopo la sua morte a capo della medesima famiglia, ed ora con ogni probabilità, è diventato il capo assoluto della cupola di cosa nostra dopo l'arresto di Bernardo Provenzano.


A trapani per la cronaca sono stati commessi, purtroppo anche omicidi eccellenti, come quello del sostituito procuratore di Trapani Caccio Montalto, che aveva avuto il grande merito di essere tra i primi ad aver scoperto il sistema d'appalti di cosa nostra in tutta Sicilia, la complicità degli istituti di credito Siciliano nel riciclaggio di denaro sporco e soprattutto l'aver scoperto' l'enorme traffico di droga che girava dall'Italia agli stati uniti e che la stessa inchiesta chiamata”pizza connection” rileverà che il ricavato di quest'affare internazionale era di centinaia e centinaia di miliardi di lire e dollari, un volume di denaro da far rabbrividire lo stato.


E ci sono stati alt altrettanti fatti incredibili, come l'omicidio fallito al giudice Palermo a Pizzolungo, l'obbiettivo era quello di farlo saltare in aria, lui e la sua scorta, attraverso un carico di tritolo all'interno di una Wolfsvagen golf rubata apposta per l'occasione. Il giudice e la scorta sopravvissero, ma purtroppo al loro posto furono uccisi la madre e i tre fratelli di Margherita Asta, che hanno avuto la drammatica sfortuna di essere passata davanti a quella golf proprio nel momento di eslodere, facendo involontariamente da scudo al giudice e alla scorta. Ma la cosa che mi sconvolge, e che il sindaco di Trapani disse dopo la tragedia quella maledetta frase “la mafia non esiste”, nonostante tutto quello che è successo il giorno prima.


E dalle parti di trapani c'è stato anche l'omicidio di Mauro Rostagno, fondatore di ordine nuovo insieme ad Adriano Sofri, condannato per l'omicidio del commissarioCalabresi, e di cui faceva parte anche purtroppo, anche il futuro brigatista Renato Curcio. Ma Rostagno per fortuna non è stato solo questo, infatti dopo un'esperienza in India, si trasferì in Sicilia, e da lì creò la comunità per ragazzi che volevano usire dalla tossicodipendenza denominata “Samann”, e con questi ragazzi lavorò anche per l'emittente locale di Trapani “radio tele cine”, dove denunciava, senza guardare in faccia nessuno, le collusioni tra mafia e politica. E forse questo impegno li costò caro. Il 26 settembre 1988 fù ucciso in una agguato a contrada Lenzi. Sul suo delitto sono state seguite varie piste, tra cui quella di una presunta vendetta degli ex compagni di ordine nuovo, per aver lasciato il movimento, ma anche la stessa pista mafiosa. Ma poi nella stessa puntata di blu notte, l'ex procuratore Garofalo, disse anche che ci poteva essere la possibile complicità dei servizi segreti, questo a causa di uno scoop che Rostagno stava preparando, e che testimoniava attraverso un video di una consegna in un' aereoporto abbandonato, o meglio di uno scambio, armi in cambio di soldi tra agenti del sid e mafiosi, e guarda un po' che caso, quella videocassetta, dopo l'omicidio, è sparita....


E nella stessa puntata, Lucarelli, ha documentato anche la drammatica storia di Rita Atria, figlia del boss di Partana, e che decise di testimoniare, giovanissima, davanti al giudice Borsellino, e gli ha riferito tutte le attività illecite della sua famiglia. La ragazza morì poco dopo la morte, in via D'amelio del giudice, e in quei momenti si sentì sola, visto che la madre dopo il pentimento, non la voleva più vesere, e per Anna, il giudice Borsellino era come un padre.


O ancora la storia del commissario Rino Germanà, che scampò in maniera miracolosa in un'agguato a Marzara del vallo.


Concludo questo post sulla puntata di blu notte citando le parole di un magistrato di Trapani, Giuseppe Limares:


<<per i risultati raggiunti nella lotta alla mafia, i nostri risultati sarebbero paragonabili a delle prestazioni delle Ferrari, ma a causa dei pochi mezzi che abbiamo, siamo una cinquecento, e se si ferma anche quella....>>


Questo per dirvi in che stato sono costretti a lavorare i magistrati Siciliani nella lotta contro la mafia, e de proprio per questo che noi, intendo popolazione civile, non possiamo permettere, che questi uomini vengano lasciati soli, diamogli una mano anche a noi, ribellandoci a questo veleno, facendo sentire che uniti, si può vincere, e che uomini come l'ex ministro delle infrastrutture Lunardi, che dice che con la mafia bisogna convivere, bisogna ignorarli.

 

PS: Ringrazio tantissimo biodoctor per la sua testimonianza



lunedì, 24 settembre 2007,10:48
                                                                                                           sangue                                                                            

Facendo riferimento al rapimento dei due soldati Italiani in Afghanistan e alla puntata di ieri sera di blu notte, che parlava della mafia a Trapani, vi consiglio di vedere questo bel video che ho trovato,fa capire molte cose, soprattutto su cosa vuol dire combattere la mafia e come sia assurda e sanguinaria la guerra,

 E in un certo senso ci deve far riflettere sulle nostre cossi dette missioni di pace, e sul modo terrorista Anglo Americano di esportare la democrazia. Vedete il video, poi esprimete liberamente le vostre opinioni.

 

 

sabato, 22 settembre 2007,09:43
                                                                                                    bart in carcere

Il buon Clemente colpisce ancora, ha già ammazzato la giustizia, ma ora vuole anche bruciare il cadavere. Non gli basta dire dare dei pazzi a chi contesta l'indulto, ritenendo le polemiche inopportune(magari questo lo può dire questo al figlio che ha perso i genitori, causa un barbaro omicidio di tre pregiudicati usciti grazie anche all'indulto, quella strage avvenuta alle porte di Treviso, Ti ricordi Clemente?). Ma come già detto il buon Clemente, definito “un equivoco” da Beppe Grillo, ha voluto superarsi, e bisogna anche ammettere che si è rivelata una persona molto seria, perché una promessa l'ha mantenuta, vi ricordate quando disse “sarò più amico dei detenuti che dei giudici”? Bene, sta mantenendo per intero quella promessa,e probabilmente l'indulto è solo l'inizio, magari perché no, toglierà di mezzo il 41 bis, il regime di carcere duro, riempire ancora di più di debiti i palazzi di giustizia, e gli stessi distretti di polizia carabinieri ecc, e che ricordiamo questi ultimi già non hanno carburante sufficiente per fare gli inseguimenti o pedinare, e a proposito di palazzi di giustizia, proprio la settimana scorsa Fabrizio Gatti ha fatto uno dei suoi bellissimi reportage, stavolta sul palazzo di giustizia di Venezia, e la cosa più impressionante e vedere dei dipendenti del palazzo che non hanno un ruolo preciso, ma nonostante ciò hanno stipendi degni dei migliori banchieri,e che in pratica non fanno niente, ma la cosa ancora più sconvolgente, e vedere che gli archivi del palazzo sono quasi a cielo aperto, completamente disorganizzato, addiritura senza una sicurezza adeguata e pensate che in questo archivio coi sono i documenti dove cci sono scritti tutti i luoghi dove al momento sono tenuti nascosti i collaboratori di giustizia, a Venezia e nel Veneto, pensate quando un killer della mafia, ha avuto l'ordine di uccidere un determinato “infame” che ha tradito la famiglia, lo stesso killer non avrà problemi a saperlo, basta andare nel palazzo......


Ma continuiamo con il buon equivoco Clemente Mastella, che come già detto non contento di avere ucciso la giustizia, ora vuole anche bruciare il cadavere.


'

Infatti il buon equivoco Clemente vuole trasferire il pm di Catanzaro De Magistris e Procuratore capo Lombardi. E il classico esempio della teoria che se tocchi il potere, muori. Per la cronaca, i due magistrati stavano lavorando sulle cossidette toghe lucane', vale a dire il presunto comitato di affari che avrebbe agito in Basilicata, e l'inchiesta voleva dimostrare questo complesso che che aveva come apice la complicità di politica, imprenditoria ma anche dei finanziamenti illeciti ai partiti. Ma il buon Clemente, tenendo fede alla sua parola di essere più amico dei detenuti piuttosto che dei giudici, ha immediatamente chiesto il trasferimento di De Magistris e Lombardi in'alra sede, queste per presunte irregolarità nelle gestioni del fascicolo. E già, quando c'è da difendere la pseudo politica, e la nuova nascita di una possibile nuova P2, l'equivoco Clemente c'è sempre!


Ma ora parliamo un po' dei fatti in cui coinvolto l'amico dei detenuti Clemente, per chi non lo sapesse il partito dell'equivoco è quello con più infiltrazioni camorristiche in Campania in sieme a la margherita, questo secondo le indagini della procura di Napoli.


Io però penso che un'ampio spazio lo meriti il suo predecessore, Roberto Castelli.


Per chi non lo sapesse, nel 2002 ci fù un messaggio audio di Leoluca Bagarella, il braccio destro di Riina, che in pratica dichiarava lo sciopero della fame, e che non avrebbe inerrotto lo sciopero se non ci fossero stati degli allegerimenti del 41 bis, e allo stesso sciopero hanno aderito i suoi compari di cosa nostra, e pochi giorni, allo stazio Renzo Barbera di Palermo, durante al partita Palermo Ascoli, ci fù uno striscione eloquente che diceva “uniti contro al 41 bis, Berlusconi dimentica la Sicilia”. E il Buon Roberto avendo a cuore dei bisogni di gente come Bagarella, e soprattutto tenendo conto di quanti amici Siciliani il buon nano deve tener conto per le fortune acquisite, il ministro di allora allegerì le misure in carcere nel 41 bis, col risultato che alcuni boss hanno potuto parlare liberamente con i propri famigliari e soprattutto con i propri fedeli e mettendo dei pizzini di nascosto nelle loro giacche, dove c'erano scritti le strategie da eseguire, come dimostrano i filmati della polizia penitenziaria di Palermo, e di cui si stanno ancora svolgendo delle accurate indagini.


Comunque sia i detenuti sono felici e contenti, e una volta liberi come l'aria potranno liberamente tornare a “lavorare”, come ai vecchi tempi, come ad esempio i due Albanesi e il Rumeno Responsabili dell'orribile omicidio dei due congiungi di Treviso, o ancora di quell'automobilista, che era già stato arrestato per guida in stato di ubriachezza, e che una volta fuori grazie al santo indulto, ha potuto nuovamente ubriacarsi e ha nuovamente ucciso, stavolta una ragazzina di 15 anni.


Quando vedo i filmati dalle carceri, vedo sempre appiccicati sui muri i santini di padre pio, ora gli stessi detenuti hanno proposto di fare delle processioni a nome di san Clemente, e i rispettivi santini sono ancora in fase di stampa, pronti a sostituire padre pio.


E ricordatevi sempre, o voi che osate toccare gli amici delinquenti di Mastella, o ancora peggio a  osare a sfiorare il potere, ricordatevi che se tocchi Clemente l'equivoco, muori!

 

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venerdì, 21 settembre 2007,09:42
 

                                                                                            non cedere al pizzo

 

 

Stamattina ho assistito a un dibattito su rai news 24, conduceva da dalla sede rai di Palermo Corradino Mineo, e in studio reano ospite Lirio Abate, e in collegamento telefonico il sindaco di Gela Rosario Crocetta. In questo dibattito si parlava soprattutto di come in Sicilia siano aumentati gli imprenditori e i commercianti che hanno denunciare i boss che li costringono a pagare il pizzo. E dei segnali confortanti ci sono, come ad esempio l'imprenditore, che in un processo a Palermo, ha deciso di raccontare e quindi denunciare quei boss che lo costringevano a pagare il pizzo , e alla fine della sua testimonianza, c'è stato l'applauso di tutta la gente che era venuta ad assistere al dibattimento, segno che erano persone che vogliono veramente che la loro terra sia libera da questo veleno chiamato cosa nostra. E inoltre c'è stato la dichiarazione del sindaco di Gela, dove lì, dove un tempo questa città veniva soprannominata come il regno delle estorsioni, ora invece, grazie a molti interventi decisi da parte dello stato, ma anche grazie a quelle associazioni anti racket, ora sono aumentati, soprattutto a Gela il numero di imprenditori che si sono decisi, attraverso la giustizia, ma soprattutto grazie alle associazioni anti racket, di dire no al pizzo.


Lo stesso Tano grasso, presidente dell'associazione anti racket, ha poi precisato che c'è comunque molto, parecchio lavoro da fare, ma che ora i risultati si cominciano piano piano veramente a vedere. Ad esempio la Campania e la regione con più denunce di estorsione, nonostante che a Casal di Principe, abbiamo assistito alle bruttissime immagini di pseudo imprenditori locali, che prima scimmiottavano Roberto Saviano, e poi li dicevano che la camorra non esiste. E non dimentichiamoci che in Calabria, purtroppo le denunce all'antiracket, sono quasi pari allo zero, insomma di lavoro da fare ce ne ancora.

E voglio anche ricordare chi per denunciare l'estorsione ai propri danni, come Libero Grassi.


Ma considero comunque questi segnali molto positivi, e mi rivolgo soprattutto ad Antonella Marcantoni e a Luigi Iovino, che nonostante le difficoltà, si può comunque denunciare il pizzo, e spero che quello che è successo a Palermo, non sia solo un' episodio e che anzi possa essere soltanto di un'inizio di un movimento che possa veramente quello che è di fatto il maggior intrito delle mafie.


Per concludere vi consiglio di andare a leggervi quest'altro bello esempio di come si possa denunciare il pizzo, in questo caso si tratta di un'imprenditore di Mondello, l'ho trovato sul sito del de l'espresso Sicilia, l'autore dell'articolo è Salvo Palazzolo.


 

«In questo cantiere non voglio vedere nessuno. Uscite tutti», urlava l´estorsore con la pistola alla cintola. Accadeva il 17 luglio. Gli operai fuggirono subito, spaventati. Solo il geometra restò al suo posto, e fu picchiato a sangue. Ma non è servito a nulla ai boss.
L´ultima offensiva del racket - sui cantieri di ristrutturazione delle ville di Mondello - ha trovato un fermo oppositore. Un costruttore edile ha deciso di non pagare i 10 mila euro che l´estorsore chiedeva. Ha fatto di più, anche grazie al sostegno di Addiopizzo e della Federazione antiracket: ha denunciato il ricatto alla squadra mobile, poche ore dopo il pestaggio del geometra. Alcuni suoi collaboratori hanno fatto la stessa scelta, fornendo ulteriori indicazioni agli investigatori. E presto ha avuto un nome quell´esattore dal destro facile: si tratta di Domenico Ciaramitaro, 33 anni. La squadra mobile diretta da Piero Angeloni lo ha arrestato martedì pomeriggio, con l´accusa di tentata estorsione ai due cantieri di Partanna Mondello e Addaura, dove l´imprenditore sta ristrutturando delle villette.
Il provvedimento di fermo, firmato dal sostituto procuratore Gaetano Paci, va però oltre quegli episodi di intimidazione. Ciaramitaro era uno dei fidati di Antonino Nuccio, il messaggero del padrino Francesco Franzese, arrestato la settimana scorsa dalla polizia dopo un anno di latitanza. Per Nuccio e Franzese, Ciaramitaro era un abile factotum, al completo servizio della famiglia.
Nel cantiere di Partanna arrivò la prima volta a maggio: «Mettetevi in regola», disse con tono gentile. Venti giorni dopo quantificò: «Dovete pagare diecimila euro». Ma visto che nessuno gli offriva saluti deferenti mostrò la pistola alla cintola e urlò: «Non fate finta di niente. Voi avete capito benissimo». E ancora: «Dovete sospendere i lavori, il cantiere non è in regola, può volare qualcuno dal ponteggio, dovete dire al principale di sospendere i lavori e che si metta in regola». Presto arrivarono anche minacce di morte più esplicite: «Prima ammazzo quello, poi l´altro». La richiesta era scesa da 10 mila a 8 mila, ma le minacce erano aumentate.
Il numero di targa della moto dell´estorsore ha portato dritto a lui. Poi, i poliziotti non l´hanno perso di vista un attimo. E la rete degli affari mafiosi a Partanna Mondello si è andata delineando con precisione. Gli ultimi pizzini trovati nel covo di Franzese hanno confermato: i lavori di ristrutturazione per le villette di Mondello hanno rappresentato negli ultimi mesi una grossa voce di entrata per il bilancio del clan Franzese. Lui, il killer che era diventato reggente di Partanna, scriveva con devozione a uno dei suoi capi, Sandro Lo Piccolo: «Carissimo e adorato padrino», esordiva. E salutava con reverenza: «Ti mando un abbraccio forte forte al cuore e ti do un bacione affettuoso. Un saluto affettuoso anche per tuo padre e per la tua stimatissima famiglia». In mezzo, quattro pagine fitte, scritte a stampatello, di affari e progetti.
Il questore Giuseppe Caruso è soddisfatto per l´ultimo arresto: «Potremmo essere davanti a una vera e propria svolta culturale. La collaborazione di quest´ultimo imprenditore è un segnale molto positivo che ci fa ben sperare nella voglia di collaborare dei palermitani onesti». Ribadisce l´associazione Addiopizzo: «A una settimana dall´incendio che ha devastato il deposito della Guajana Ferramenta, non poteva esserci risposta migliore».
È un coro di plausi per l´imprenditore che ha denunciato. Giovanni Felice, presidente di Confesercenti Palermo, coglie un segnale di speranza: «Tutto ciò dimostra che si può dire di no agli estorsori, e che questi finiscono in galera». Il senatore Costantino Garraffa, componente della commissione antimafia, mette in rilievo il contributo offerto dalle indagini: «L´opera meritoria delle forze dell´ordine e della magistratura - dice - sta creando un importante circolo virtuoso. Adesso, però, è necessario che questi imprenditori non vengano lasciati soli».

(09 agosto 2007)


by libero83 | commenti (11) | commenti (11)(popup)
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giovedì, 20 settembre 2007,10:02
 

I recenti fatti di Varese, dove è stato scoperto grazie a un blitz, di un giro di nuovi nazi-fascisti, ha nuovamente posto il problema del ripresentarsi dei una nuova ondata di fascismo. Il problema e che il fatto purtroppo non fa notizia, semplicemente perché non fa audience, eppure si tratta di un problema gravissimo, di un ritornare a quei tempi maledetti, nella quale fascisti e nazisti erano protagonisti di un regimi tra i più cruenti e sanguinosi che la storia ricordi, che ha avuto come massima espressione del loro orrore l'olocausto, i campi di concentramento tipo Auschwitz ecc.


Ecco, volevo fare una domanda, rivolta ai tanti “simpatici” giovani che oggi simpatizzando per il fascismo, ma voi vi siete mai chiesti che cos'era il fascismo? Lo avete mai studiato a scuola? Devo presupporre di no, e proprio qualche giorno fa, ho visto un video su you tube, di una ragazzina che sculettava felicemente sulle note di “faccetta nera” questa per dirvelo in sintesi. E allora chiedo a voi giovani, soprattutto adolescenti, Lo sapete che cosè il fascismo? Magari lo potete chiedere a qualche sopravvissuto all'olocausto o magari leggere il diario di Anna Frank, spero proprio che lo facciate.


Nel frattempo di vedere come si evolverà la situazione, e magari sperare che giornali e tg si sveglino dal loro schifoso torpore, guardatevi questa intervista divisa in tre parti, la fa Piero Ricca a Saverio Ferrari sui nuovi fenomeni neo fascisti e anche di ceri episodi di simpatizzanti di sinistra. Seguitela con molta attenzione, poi esprimete le vostre opinioni.

 

1 PARTE DELL'INTERVISTA

2 PARTE DELL'INTERVISTA

3 PARTE DELL'INTERVISTA

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